Veicoli - logistica - professione

HomeProfessioneLeggi e politicaCQC a 19 anni: via libera dal Viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi

CQC a 19 anni: via libera dal Viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi

La proposta, nel corso del Convegno organizzato oggi a Roma da Conftrasporto, è stata avanzata dal segretario dell'associazione, Pasquale Russo. Ma subito dopo il viceministro Rixi si è detto favorevole ad adottare norme per avvicinare i giovani al settore, creando però condizioni adeguate per lavorare, «non come accade oggi - ha sottolineato - nelle aree di sosta»

-

«Sul tema della CQC sono pienamente d’accordo con il segretario generale Conftrasporto». Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, risponde alla proposta avanzata da Pasquale Russo al convegno di Conftrasporto-Confcommercio «Le sfide per la crescita: il futuro dei trasporti e della logistica tra la svolta sostenibile e nuove tasse all’orizzonte», relativa all’abbassamento a 19 anni per l’età minima per diventare titolari di CQC. E sostiene in modo molto chiaro che «servono norme in grado di avvicinare i giovani al settore, anticipando il loro ingresso nel mondo del lavoro ed eliminando le barriere all’ingresso. Il tutto, però, deve essere fatto in un contesto nel quale sussistano condizioni adeguate e che consentano di lavorare, non come accade oggi nelle aree di sosta. I mezzi su gomma continueranno a rappresentare la spina dorsale del sistema logistico per cui anche quando si lavora su nuove opere è necessario tenere in considerazione le esigenze della gomma».

Rixi ha poi ripreso la questione Brennero aperta poco prima dal ministro Salvini: «Non possiamo creare ulteriori tensioni sul settore perché quello dell’autotrasporto è già uno dei più critici. Dobbiamo occuparci al più presto delle questioni con i nostri vicini, vale per la gomma in primis ma anche per quanto riguarda i collegamenti ferroviari. Il rischio, altrimenti, è che le Alpi tornino a essere una barriera invalicabile come lo erano prima che esistessero i trafori alpini. Un problema non sottovalutabile, considerando che i nostri principali mercati di riferimento sono Germania e Svizzera. Serve discutere su questi temi, serve avviare le opere infrastrutturali necessarie e serve farlo con tempistiche che siano accettabili».

close-link