Martina Mercinelli è la nuova Loss Prevention & Security Manager in Italia di CHEP: l’azienda, parte del gruppo australiano Brambles, che gestisce circa 347 milioni di pallet e contenitori attraverso un network di più di 750 centri servizi e un organico di circa 11.000 persone in tutto il mondo, con le principali operazioni in Nord America e Europa. L’ingresso si inserisce in una strategia di rafforzamento delle attività di tutela dei pallet, di contrasto ai fenomeni illeciti lungo la filiera e di salvaguardia dell’economia circolare su cui si fonda il modello industriale della società. Il pooling system – basato sul noleggio e sulla restituzione dei bancali a fine utilizzo – permette di ridurre le emissioni di CO2, il consumo di legno e la produzione di emissioni lunga la supply chain e prevede che CHEP rimanga sempre proprietaria esclusiva dei pallet nonché dei contenitori noleggiati.
La manager-investigatrice
Mercinelli porta in CHEP Italia un profilo di elevata specializzazione, maturato attraverso un percorso professionale internazionale che integra competenze investigative, sicurezza corporate e una profonda conoscenza delle dinamiche di filiera.

Laureata in Scienze Strategiche, con una specializzazione in Scienze Forensi, ha operato presso la Metropolitan Police di Londra in unità dedicate ai crimini contro il patrimonio e alla tutela delle persone. Dopo il rientro in Italia ha ricoperto il ruolo di Corporate Security Coordinator in Giorgio Armani S.p.A., occupandosi della sicurezza delle sedi, degli impianti produttivi e della filiera logistica. «CHEP rappresenta una realtà dinamica, con sfide complesse ma estremamente stimolanti», afferma Martina Mercinelli, Loss Prevention & Security Manager di CHEP in Italia. «Ho visto in questo ruolo l’opportunità concreta di contribuire a un cambiamento tangibile, rafforzando il presidio della filiera e contrastando fenomeni come l’utilizzo illecito dei pallet nel sistema del pooling, in un contesto fortemente orientato all’innovazione e alla sostenibilità».
Analisi dei dati contro gli illeciti
L’utilizzo non autorizzato dei pallet rappresenta infatti una minaccia crescente per l’intera filiera logistica. Non si tratta esclusivamente di un danno economico, ma di un problema sistemico che compromette l’efficienza operativa, la tracciabilità degli asset e la sostenibilità del modello di pallet pooling, alimentando circuiti paralleli che sottraggono risorse e interrompono la circolarità del sistema. Per contrastare questi fenomeni, CHEP ha adottato un approccio integrato che combina analisi avanzata dei dati, copertura capillare del territorio, collaborazione con operatori, autorità e piazzali di rivendita e un uso sempre più evoluto della tecnologia. Dispositivi di tracciamento avanzati, iniezioni mirate nei flussi più critici e piattaforme digitali dedicate consentono alla società di monitorare i percorsi dei pallet, individuare anomalie e intervenire in modo tempestivo.
In 6 mesi recuperati il 22% di pallet in più
“La lotta alla movimentazione illegale di pallet – prosegue Mercinelli – si inserisce nel più ampio impegno ambientale dell’azienda. La dispersione dei pallet interrompe infatti un sistema basato sui principi dell’economia circolare, aumentando il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale della filiera. Nei sei mesi compresi tra il 1° aprile e il 1° novembre 2025 – abbiamo registrato un incremento del 22% dei recuperi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, percentuale che sale al 38% considerando l’inizio dell’anno fiscale, dal 1° luglio 2025 a oggi». Un esempio concreto dell’efficacia delle politiche di loss prevention è rappresentato da un’operazione condotta in Puglia, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Monopoli, che ha portato al recupero di migliaia di pallet presso un rivenditore non autorizzato. L’azione, resa possibile dalla sinergia tra pubblico e privato e da un’attività di intelligence mirata, conferma il valore della cooperazione istituzionale nel contrasto ai fenomeni illeciti lungo la filiera.


