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Committenti e logistici: il Covid ha consolidato i rapporti

Nel momento di massima criticità le relazioni tra domanda e offerta di servizi di trasporto sono diventate più solide, almeno nel settore farmaceutico, interessato da una crescita del 5,5% nelle spedizioni e del 12,2% dei prodotti finiti

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Tra le tante conseguenze della pandemia da Covid-19 c’è anche un aspetto positivo per la logistica: nel momento di maggiore criticità per il settore il rapporto con i fornitori di servizi di trasporto si è consolidato. È quanto emerso dalla tavola rotonda «La continuità della logistica durante la pandemia: quali eredità dal Covid-19?», organizzata in occasione del quinto appuntamento con Drug Supply Chain, l’evento – quest’anno tutto digitale – sulla logistica del settore farmaceutico che nel primo quadrimestre del 2020 ha fatto registrare, rispetto allo stesso periodo 2019, una crescita del 5,5% nelle spedizioni e del 12,2% dei prodotti gestiti (dati Osservatorio Contract Logistics e Consorzio Dafne).

«L’esperienza Covid ci ha lasciato il valore aggiunto dal punto di vista umano e ci ha permesso di consolidare ancora di più i rapporti con i nostri provider logistici con i quali ci siamo coordinati settimanalmente e che sono stati in grado, per quanto possibile, di assecondare le richieste di mercato» ha spiegato Vanessa Lillo, Supply Chain Specialist di MSD, intervistata per l’occasione dall’avvocato Barbara Michini dello studio Gianni & Origoni. «Durante la pandemia abbiamo migliorato molto il rapporto con i fornitori – ha continuato Lillo -. Tutti i nostri provider che organizzano spedizioni via terra, aereo o mare hanno dimostrato un alto livello di professionalità, disponibilità e attenzione alle esigenze che cambiavano costantemente permettendoci così di mantenere il focus sulla continuità».

Ma cosa succederà nel post-Covid? «La logistica è fatta di accordi e di regole che la pandemia ha completamente stravolto – risponde Lillo -. Ad oggi non è finita: abbiamo sempre gli occhi aperti sulla situazione sanitaria e dobbiamo imparare a vivere con il virus e le sue conseguenze».  Una nuova normalità dunque, in cui «occorre avere sempre un piano B e uno spettro di scelte maggiore rispetto a quella che era l’esigenza pre-Covid dove a una domanda si rispondeva con l’organizzazione di una spedizione. Oggi si aprono nuove vie e nuove possibilità», ha concluso Lillo.