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Tamponi per gli autisti italiani al Brennero: la coda supera i 40 km

L'Austria pone un ulteriore aggravio sulle spalle degli autisti italiani: la presentazione di un test negativo per oltrepassare il confine. Scontate - e già viste - le conseguenze: 40 km di coda al freddo e disagi dovuti al mancato preavviso da parte di Vienna

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Ci risiamo! In barba a ogni logica e soprattutto in barba alle green lanes l’Austria ha deciso, nel tardo pomeriggio di domenica 14 febbraio, di rendere obbligatoria l’esibizione di un certificato attestante l’esito negativo alla Covid-19 per tutti gli autisti provenienti dall’Italia e diretti in Germania attraverso il territorio austriaco. Il tampone deve essere di tipologia molecolare o antigenico ed essere effettuato nelle ultime 48 ore.

Il provvedimento arriva in seguito alle restrizioni alla circolazione di mezzi pesanti provenienti dal Tirolo e dalla Repubblica Ceca che la Germania ha disposto dopo il rapido diffondersi della variante sud-africana (ritenuta particolarmente pericolosa per la sua capacità di contagio) al confine austriaco.

Per una volta gli untori sono considerati proprio gli austriaci! I quali durante questa emergenza pandemica non si sono affatto risparmiati dal porre restrizioni – talvolta fantasiose e contraddistinte da una, neanche troppo, velata autoreferenzialità – alla circolazione di mezzi pesanti provenienti dagli altri Stati membri.

Chi ne paga le conseguenze però sono proprio i nostri autisti, quelli che non hanno avuto alcun preavviso sulla necessità di certificazione per poter oltrepassare il confine e che non hanno potuto far altro che prendere atto della situazione e trovarsi imbottigliati in 40 km di coda nel tratto da Bressanone al Brennero.

Tamponi rapidi all’Autoporto di Sadobre

Per far fronte alla situazione, apparsa critica già dalle prime luci dell’alba, il neoministro ai Trasporti Enrico Giovannini, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese hanno concordato, con la Sanità Militare del ministero della Difesa, l’allestimento di postazioni per effettuare i test agli autotrasportatori. Da ieri sera, infatti, nell’autoporto Sadobre, a Vipiteno, vengono eseguiti tamponi rapidi antigenici. Il numero di transiti, in tutta questa situazione si è drasticamente ridotto, almeno in direzione sud, dove riescono a passare circa 40 o 50 veicoli ogni ora, a fronte dei 300 circa in viaggio verso sud.

Inoltre, per consentire la decongestione del traffico verso il Brennero sono stati previsti posti di blocco fra Verona nord e Affi volti a controllare che gli autisti abbiano la certificazione richiesta.

In assenza di tale certificazione, i veicoli diretti in Austria dovranno proseguire verso il valico di Tarvisio, attraverso la A4 e la A23, dove le autorità del Paese confinante, al momento, non richiedono, per l’accesso nel loro territorio, il possesso della certificazione sanitaria, in quanto la Germania considera come zona ad alto rischio solamente il Tirolo.

Reazioni e commenti

Paolo Uggè, presidente Conftrasporto-Confcommercio.

Forti critiche sono state sollevate nei confronti di Germania e Austria dal presidente di Conftrasporto-Concommergio, Paolo Uggè, il quale, rivolgendosi al ministro dei Trasporti Enrico Giovannini e al presidente del Consiglio Mario Draghi, auspica in nome del principio di reciprocità che vengano presi i medesimi provvedimenti anche nei confronti degli autisti provenienti da questi Stati: «Se gli autisti italiani – afferma Uggè – vengono considerati portatori di virus, non si vede perché il principio non debba valere per tutti».

Le preoccupazioni del presidente di Conftrasporto vanno oltre laddove si chiede con forte pragmatismo: «Se gli autisti dovessero risultare positivi dove verranno indirizzati? Dovranno abbandonare il mezzo, e dove?».

A questo proposito va anche ricordata l’invocazione al rispetto dei corridoi verdi, detti anche green lanes, che hanno garantito la circolazione dei mezzi indispensabili per l’approvvigionamento dei beni in questo periodo emergenziale. Il presidente Uggè si auspica che il Governo appena insediato invochi al più presto l’intervento dell’Unione europea affinché si ponga rimedio a questa costante violazione del principio di libertà delle merci.

Giovanni Di Caterina, Presidente ALIS, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile.

A corroborare le affermazioni di Uggè arriva anche la dichiarazione di Marco di Gioia, segretario generale UETR, secondo cui «ciò che accade è una totale violazione dei principi su cui si fondano i corridoi verdi». L’UETR invita «la Commissione europea e il Parlamento europeo a intraprendere un’azione risoluta per garantire che i corridoi verdi siano pienamente rispettati e che non vengano richiesti test e controlli agli autotrasportatori».

Infine, da parte di Alis giunge una nota di plauso per il tempismo del Mit per evitare dannose code al confine Italia-Austria. Il presidente Marcello Di Caterina aggiunge che «Alis continuerà a monitorare con massima attenzione e priorità l’evoluzione dell’allestimento dei presidi militari per i tamponi rapidi al confine con l’Austria».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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