Dal 26 gennaio potrebbe partire uno sciopero coordinato dei trasportatori in quattro Paesi dei Balcani occidentali, con possibili conseguenze sul traffico merci verso e dall’Europa. L’azione, prevista per almeno sette giorni, non interesserà il traffico passeggeri.
La protesta nasce dall’assenza di risposte concrete dell’Unione europea alle richieste di modifica della regola Schengen sui 90/180 giorni per conducenti extra-UE, che limita la permanenza anche a chi lavora per missioni internazionali.
l problema principale riguarda l’applicazione della norma Schengen che limita il soggiorno dei cittadini extra-UE a un massimo di 90 giorni su un periodo di 180.
Le autorità europee contano ogni ingresso per lavoro come un giorno di permanenza. Per chi fa trasporti transfrontalieri quotidiani (es. tra Serbia e Croazia), i 90 giorni si esauriscono in tre mesi, impedendo poi di lavorare per il resto del semestre.
Ecco perché i camionisti chiedono di essere considerati lavoratori transfrontalieri professionisti e non semplici turisti, ottenendo un’esenzione o un calcolo diverso dei tempi.
Lo sciopero coincide con l’avvio a pieno regime dell’EES, il nuovo sistema digitale dell’Unione Europea per la registrazione dei dati biometrici (impronte e volto) dei viaggiatori extra-UE.
Non contestano la tecnologia in sé, ma il fatto che il sistema non preveda “corsie veloci” o status speciali per chi garantisce il flusso delle merci verso l’Europa.
I trasportatori denunciano che le nuove procedure stanno creando code chilometriche e tempi di attesa insostenibili alle frontiere esterne dell’UE. Ma ribadiscono pure che non è questo il motivo per cui scioperano.
Blocchi e valichi
Previsto un fermo quasi totale del traffico merci, con eccezioni per animali vivi, medicinali, aiuti umanitari e materiali per la difesa.
In Serbia, i valichi principali sono Horgoš, Kelebija, Bačka Palanka, Batrovci, Šid e Preševo, con possibili estensioni verso il Kosovo. In particolare, rischiano rallentamenti le direttrici Horgoš–Röszke e Kelebija verso l’Ungheria.
Nei prossimi giorni Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia del Nord forniranno dettagli sui valichi coinvolti.
Impatto
Gli operatori avvertono che un blocco prolungato potrebbe interrompere le supply chain europee. L’obiettivo dei camionisti è avviare trattative concrete con la Commissione UE sul riconoscimento giuridico dei conducenti professionisti.


