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Vederci chiaro

È un po' che la luce del sole mi dà più fastidio del solito e, di notte, gli abbaglianti degli altri veicoli mi arrecano un senso di fastidio. Mi sono recato da un oculista e mi ha detto che dovrò operarmi di cataratta. Ma non è possibile curarsi con farmaci prima di rivolgersi al chirurgo? Inoltre, io ho 54 anni: la cataratta non è un problema da terza età?.
Alberto C_Firenze

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La cataratta è una patologia della vista assai frequente causata dalla opacizzazione del cristallino, una vera e propria lente naturale situata all’interno degli occhi, proprio dietro all’iride che serve per focalizzare i raggi luminosi verso la retina e contribuire alla messa a fuoco. La trasparenza è un requisito imprescindibile del cristallino affinchè la luce riflessa dagli oggetti possa colpire la retina in modo chiaro, tale da consentire la formazione nel cervello di immagini visive nitide e complete. Accade, dunque che se il cristallino si opacizza, la luce penetrerà nell’occhio in maniera parziale e meno efficace e la visione risulterà difficoltosa perché offuscata, sfocata, annebbiata e perciò meno acuta.

La comparsa della cataratta accompagna inesorabilmente l’invecchiamento: si stima che ne sia affetto circa l’80% degli ultrasessantenni. Fattori di rischio sono il diabete, l’uso di alcuni farmaci come il cortisone o talune terapie ormonali, la disidratazione, gli immancabili fumo e alcol e i traumi. Ma ci sono anche malattie oculari come uveiti, glaucomi, miopia severa che possono favorire la cataratta e anticiparne l’insorgenza. In alcuni casi rari la cataratta può essere congenita ed essere diagnosticata alla nascita o nei primi sei mesi di vita. La tipologia e soprattutto l’entità dei sintomi dipendono dalla sede, dalla gravità e dalla evoluzione della malattia. Vista offuscata, alterazione nella percezione dei colori, visione doppia, diminuzione dell’acuità visiva soprattutto in presenza di luce intensa, necessità di cambiare spesso gli occhiali: sono questi i sintomi caratteristici che non di rado si instaurano lentamente e che non devono essere sottovalutati in nessun modo soprattutto se, come accade per gli autotrasportatori, la vista è uno degli strumenti di lavoro principali. In ogni caso la cataratta non determina dolore, né rossore o prurito, né lacrimazione anomala. Con il passare del tempo, l’opacizzazione progressiva del cristallino può creare la sensazione di annebbiamento visivo e di frammentazione delle immagini, i colori diventano sbiaditi, la luce del sole insopportabile e la visione notturna e crepuscolare assai difficoltosa così che la guida nelle ore notturne diventa quasi impossibile perché si creano aloni attorno alle luci dei veicoli e si viene facilmente abbagliati. Diventa arduo anche leggere. Senza dimenticare che si tratta di una delle principali causa di cecità. Quando la malattia è abbastanza avanzata la si può riconoscere anche dall’esterno perché la parte centrale dell’occhio assume una colorazione grigiastra o giallastra.

Con il passare del tempo, l’opacizzazione progressiva del cristallino può creare la sensazione di annebbiamento visivo e di frammentazione delle immagini, i colori diventano sbiaditi, la luce del sole insopportabile e la visione notturna e crepuscolare assai difficoltosa così che la guida nelle ore notturne diventa quasi impossibile perché si creano aloni attorno alle luci dei veicoli e si viene facilmente abbagliati.

Generalmente la patologia è bilaterale, ma di solito asimmetrica, nel senso che uno dei due occhi spesso ha una forma più grave e evoluta. La diagnosi risiede nell’attento esame clinico e strumentale dell’occhio. Il messaggio è quindi quello di consultare il proprio oculista di fiducia o comunque uno specialista non appena si dovessero manifestare i primi sintomi. Ad oggi nessuna terapia medica (né occhiali, né farmaci) si è dimostrata in grado di curare la cataratta. L’unica possibilità è l’intervento chirurgico assolutamente necessario quando le alterazioni della vista interferiscono con la vita del paziente compromettendone le attività e la qualità. Si tratta di rimuovere il cristallino opacizzato e sostituirlo con uno artificiale. Le tecniche chirurgiche sono in continua evoluzione e l’intervento viene di solito eseguito in regime ambulatoriale e non richiede anestesia generale, ma solo un breve periodo di riposo post-operatorio.

Buon viaggio!

Annagiulia Gramenzi
Annagiulia Gramenzi
Ricercatore Dip. medicina clinica Univ. Bologna
Scrivete a Annagiulia Gramenzi: salute@uominietrasporti.it

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