Un anno da record, il 2025, per il porto di Gioia Tauro che arriva una movimentazione di circa 4,5 milioni di teus, andando oltre ogni più rosea aspettativa. Una crescita del 14% del traffico container che cristallizza la leadership dello scalo calabrese nella portualità nazionale. Da Gioia Tauro entra il 40 percento della merce internazionale destinata al mercato interno. Un risultato che si deve a diversi fattori, ma soprattutto che determina il superamento delle due grandi criticità che lo shipping europeo si è trovato a gestire nei mesi passati: la chiusura di Suez che avrebbe potuto tagliare fuori il Mediterraneo dalle rotte mondiali e l’introduzione dell’ETS, la tassa sulla sostenibilità imposta dall’Ue alle navi in arrivo nei porti europei che avrebbe potuto dirottare i traffici di transhipment verso il nord Africa.
Questo non è avvenuto: il porto, nato negli anni ’90, per la prima volta ha superato il tetto massimo dei 4 milioni di teus, il 98% destinati al transhipment, grazie alla dotazione infrastrutturale che fa di Gioia Tauro uno dei porti più ambiti dagli armatori internazionali. Collegato a 120 porti nel mondo con linee dirette internazionali, tra le altre con Cina e Sud America, 60 linee nel Mediterraneo, si è, infatti, confermato porto strategico per i suoi armatori di riferimento (MSC e Grimaldi), che hanno continuato a scegliere e a preferire Gioia Tauro, l’unico porto in Italia a poter contare su fondali da 18 metri, adatti ad ospitare le mega portacontainer, dotato di gru in grado di interagire con questi giganti del mare e con banchine lunghe 4 chilometri. Anche il gap infrastrutturale che per molti anni ha caratterizzato lo scalo calabrese è meno profondo. Da tre anni, infatti, è stato avviato un gateway ferroviario in grado di sviluppare e far crescere il traffico intermodale per la quantità di merce che lascia la nave per arrivare in Italia e in Europa: nel 2025 sono stati operati circa 280 treni merci. Inoltre, la Medcenter Container Terminal ha movimentato 4.490.566 teus, con una crescita complessiva di mezzo milione di teus in più rispetto al 2024.
Un sistema sostenuto anche dalla sinergia pubblico-privata, con l’Autorità portuale guidata da Paolo Piacenza, che vanta una lunga carriera nel porto di Genova, uno dei presidenti indicati nella recente tornata per il quale l’esperienza nello shipping non è stata messa in discussione durante l’accidentato iter delle nomine.
Piacenza ha adottato con vigore la propria politica di sviluppo a sostegno dell’infrastrutturazione, animata da alcuni interventi specificamente mirati ad assicurare una sempre maggiore capacità competitiva internazionale. Tra questi, la realizzazione dei lavori di elettrificazione delle banchine, per un totale complessivo pari a 70 milioni di euro, e l’investimento finalizzato al dragaggio dei fondali, che sta completando il relativo iter approvativo e che consentirà di mantenere la profondità dei fondali a 18 metri, prerogativa dello scalo, pari a 5 milioni di euro.
“Il 2025 conferma la centralità del Porto di Gioia Tauro nei traffici marittimi internazionali – ha affermato Piacenza – L’intensa attività di programmazione infrastrutturale, definita per dare supporto all’ulteriore sviluppo dello scalo, investendo ingenti risorse senza interrompere nemmeno un giorno l’operatività del terminal a tutela della crescita e dell’occupazione, ha un duplice obiettivo. In primo luogo, confermare e incentivare la naturale vocazione dello scalo nel settore del transhipment, per scalare nuove posizioni di vertice nel circuito internazionale europeo e del Mediterraneo. Nel contempo, assicurare una maggiore infrastrutturazione all’avanguardia, per stimolare la nascita di posti di lavori specializzati, con il chiaro obiettivo di fare di Gioia Tauro un hub intermodale di riferimento per l’intero Mezzogiorno. Si tratta di un intenso lavoro gestito in piena sinergia, anche, con i nostri terminalisti, che hanno dimostrato un forte attaccamento allo scalo, definendo i propri piani di sviluppo attraverso importanti misure di investimento”.


