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Verona apre ai treni da 750 metri: il Quadrante Europa entra negli standard della logistica europea

Il nuovo IV Modulo dell’interporto di Verona porterà i convogli merci fino a 750 metri, lo standard dei corridoi europei. Più capacità, meno camion sulle autostrade e un hub pronto ai traffici del Brennero: così cambia la logistica del Nord Italia.

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Il Quadrante Europa di Verona, il più grande interporto italiano e tra i principali hub logistici del continente, si prepara a un salto di scala destinato a incidere sull’intero sistema dei trasporti del Nord Italia: l’arrivo dei treni merci lunghi fino a 750 metri.

La novità è legata alla realizzazione del IV Modulo ferroviario, il nuovo terminal intermodale destinato ad ampliare la capacità dello scalo veronese e ad adeguarlo agli standard della rete ferroviaria europea. Non è solo un ampliamento infrastrutturale: è un passaggio strategico per rendere la logistica italiana più competitiva e sostenibile.

Il progetto: un nuovo terminal per i treni lunghi

Il cuore dell’intervento è la costruzione di un nuovo modulo intermodale dotato di binari da 750 metri, gru a portale e aree dedicate alla movimentazione di container e semirimorchi

Il progetto prevede anche l’adeguamento del fascio ferroviario dello scalo, con nuovi binari di arrivo e partenza e l’integrazione con le linee nazionali e i corridoi europei. bDal punto di vista urbanistico l’opera è passata attraverso una variante del piano dell’area nord dell’interporto e ora prosegue con le verifiche ambientali e autorizzative, passaggi necessari prima dell’avvio dei cantieri.

Perché i 750 metri sono lo standard europeo

La lunghezza dei treni non è un dettaglio tecnico: è uno degli elementi che determina l’efficienza del trasporto ferroviario. Nei corridoi logistici europei il modulo da 750 metri è diventato lo standard operativo. Convogli più lunghi permettono infatti di trasportare più unità di carico — container o semirimorchi — con lo stesso locomotore e lo stesso equipaggio.

Il risultato è un sistema ferroviario più competitivo rispetto alla strada, soprattutto sulle lunghe distanze.

In molti terminal italiani, invece, i binari sono ancora dimensionati per treni intorno ai 600 metri, un limite che riduce la produttività del sistema intermodale.

Più capacità per uno scalo già vicino alla saturazione

Il Quadrante Europa movimenta circa 16.000 treni merci all’anno, un volume che lo rende il principale terminal ferroviario merci del Paese.  Negli ultimi anni lo scalo ha però raggiunto livelli di traffico vicini alla saturazione.

L’adeguamento al modulo da 750 metri e la realizzazione del nuovo terminal permetteranno di aumentare la capacità complessiva dello scalo: secondo le stime infrastrutturali si potrà passare da circa 30 coppie di treni giornaliere da 600 metri a circa 45 coppie, di cui una parte da 750 metri

In altre parole: più merci movimentate, senza moltiplicare il numero di treni.

Un nodo chiave per i corridoi europei

Il potenziamento dell’interporto veronese non riguarda solo il territorio veneto. Verona è infatti uno dei punti di intersezione dei grandi corridoi ferroviari europei della rete TEN-T, in particolare:

  • il corridoio Scandinavo-Mediterraneo, che collega il Nord Europa con l’Italia attraverso il Brennero
  • il corridoio Mediterraneo, che attraversa l’Italia da est a ovest

Questa posizione strategica rende il Quadrante Europa uno snodo decisivo per i traffici tra porti italiani, Europa centrale e area balcanica.

Il nuovo terminal nasce anche per preparare lo scalo all’aumento di traffico previsto con l’entrata in funzione della Galleria di Base del Brennero, destinata a spostare quote crescenti di merci dalla strada alla ferrovia.

Meno camion e più ferro

Il potenziamento dell’interporto si inserisce in una strategia europea più ampia: aumentare il trasporto intermodale e ridurre il traffico pesante sulle autostrade.

Il sistema del Quadrante Europa consente infatti di trasferire container e semirimorchi dal camion al treno e viceversa, creando una catena logistica combinata gomma-ferro. I risultati sono già visibili: l’attività intermodale dello scalo ha contribuito a evitare oltre 500 mila tonnellate di emissioni di CO₂ grazie al trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Con i treni da 750 metri la capacità di questo sistema è destinata ad aumentare.

Il ruolo di Verona nella logistica italiana

Con l’apertura ai treni lunghi, il Quadrante Europa rafforza la propria posizione di porta ferroviaria del Nord Italia verso l’Europa.

Per la logistica nazionale significa tre cose:

  • maggiore competitività del trasporto ferroviario
  • più capacità per i traffici internazionali
  • un nodo intermodale pronto ai nuovi flussi generati dalle grandi infrastrutture europee

In un settore dove efficienza e scala sono decisive, l’arrivo dei treni da 750 metri segna quindi molto più di un aggiornamento tecnico: è un passo concreto verso una logistica italiana più integrata con quella europea.

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