Le nuove regole europee sui gas refrigeranti stanno iniziando a incidere anche sul trasporto a temperatura controllata. Il regolamento F-Gas, aggiornato nel 2024, vieta infatti vieta progressivamente l’uso dei gas fluorurati – ovvero composti chimici artificiali contenenti fluoro, usati principalmente come refrigeranti, isolanti e propellenti in applicazioni industriali e domestiche – perché responsabili di un elevato impatto sul riscaldamento globale.
In questo scenario sta crescendo l’interesse verso i cosiddetti refrigeranti naturali, cioè sostanze già presenti in natura come propene (un idrocarburo) e anidride carbonica (CO₂), caratterizzate da un impatto climatico limitato. Si tratta di soluzioni già utilizzate da anni in altri ambiti – dai frigoriferi domestici alla refrigerazione industriale e dei supermercati – ma finora meno diffuse nel trasporto.
A sottolinearlo è ECooltec, azienda tedesca che sviluppa sistemi di refrigerazione per veicoli industriali, secondo cui il passaggio è destinato ad accelerare anche per effetto dell’aumento dei costi e della minore disponibilità dei refrigeranti sintetici tradizionali, proprio a causa delle restrizioni europee.

Il nodo principale resta quello della sicurezza. Alcuni refrigeranti naturali, in particolare gli idrocarburi come il propene, sono infiammabili, un aspetto che continua a sollevare dubbi tra gli operatori. Ma, spiega l’azienda, il rischio dipende soprattutto da come sono progettati i sistemi. Le soluzioni più recenti puntano su quantità molto ridotte di refrigerante e su una separazione tra la produzione del freddo e la sua distribuzione all’interno del veicolo. In pratica, il gas infiammabile viene utilizzato all’esterno della cassa, mentre all’interno circola un fluido non infiammabile come la CO₂.
«I sistemi di refrigerazione che utilizzano gas naturali sono economici e molto rispettosi dell’ambiente. Grazie alle soluzioni costruttive adottate, sono anche sicuri da utilizzare», ha sottolineato Holger Dörre, responsabile tecnico di ECooltec, secondo cui le tecnologie di questo tipo sono già disponibili e potrebbero rappresentare una risposta concreta alle trasformazioni in atto nel settore, dove la transizione non riguarda più solo l’impatto ambientale, ma anche la disponibilità e i costi dei refrigeranti nel medio periodo. L’azienda utilizza infatti, tra gli altri, il propene, un refrigerante naturale con impatto climatico quasi nullo ma caratterizzato da infiammabilità. Proprio per questo, spiega, la sicurezza viene affrontata a livello progettuale, con sistemi che limitano le quantità di gas e ne confinano l’utilizzo nelle parti esterne dell’unità.


