Un altro incidente mortale colpisce la comunità dell’autotrasporto. Alle prime luci dell’alba di oggi, lunedì 22 giugno, un autoarticolato è finito fuori strada lungo la statale 66 “Pistoiese”, in località Le Piastre, nel comune di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia.
Secondo le prime ricostruzioni, l’autista avrebbe perso il controllo del veicolo – un camion carico di pietrisco o inerti – all’altezza del chilometro 58,900, ribaltandosi e terminando la corsa contro un albero posto a margine della carreggiata. L’impatto è stato violento e l’autista è rimasto schiacciato nella cabina.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le squadre Anas, che hanno lavorato a lungo tra soccorsi, messa in sicurezza dell’area e rilievi per ricostruire la dinamica. Nonostante i tentativi di rianimazione, per il conducente non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato sul luogo dell’incidente.
La statale 66 è stata chiusa in entrambe le direzioni, con traffico deviato sulla viabilità alternativa e forti disagi per chi, a quell’ora, stava raggiungendo la montagna pistoiese per motivi di lavoro o spostamenti quotidiani. La circolazione è rimasta interdetta per diverse ore, per consentire le operazioni di recupero del mezzo e di ripristino della sicurezza stradale.
La Pistoiese è una delle arterie fondamentali che collegano la città alla montagna, ma il tracciato, soprattutto nel tratto appenninico delle Piastre, è impegnativo per i mezzi pesanti: carreggiata non sempre ampia, curve frequenti, pendenze e margini ridotti. Chi guida un camion su questa strada sa quanto sia necessario mantenere un margine di sicurezza elevato, specie con carichi sfusi e in condizioni meteo variabili.
Al momento le cause precise dell’uscita di strada restano da chiarire: gli inquirenti stanno raccogliendo tutti gli elementi utili, dalle condizioni del fondo alla dinamica del ribaltamento, passando per eventuali fattori esterni. Le prime cronache parlano di un incidente autonomo, con un solo mezzo coinvolto.
Dietro le scarna cronaca c’è però la storia di un lavoratore che non farà ritorno a casa e di una categoria che, ancora una volta, si trova a fare i conti con il lato più duro del mestiere. Ogni sinistro mortale che coinvolge un camion, allora, deve funzionare come un monito sull’importanza delle condizioni di lavoro, della manutenzione dei mezzi, della sicurezza delle infrastrutture e della formazione continua di chi passa le proprie giornate al volante. Perché almeno qui le repliche non sono gradite.


