“Le concessionarie pubbliche possono offrire un valore aggiunto fondamentale nella promozione di una mobilità sempre più intelligente, sicura ed efficiente, grazie a una gestione orientata all’interesse collettivo e al forte legame con il territorio”. È la proposta che Carlo Vaghi, Presidente di Autostrade dello Stato, ha lanciato in occasione degli Stati Generali dei Trasporti e della Logistica promossi da Confindustria. In un momento particolarmente delicato per il futuro delle reti autostradali italiane, il numero uno della società controllata dal ministero dell’Economia che ha acquisito le partecipazioni delle autostrade a pedaggio, precedentemente nel perimetro di Anas, richiama l’attenzione delle modalità di affidamento delle gestioni autostradali.
Momento cruciale per le concessioni autostradali
Il 2026 infatti si annuncia come un anno cruciale per il sistema delle concessioni: dopo anni caratterizzati da proroghe e contenzioni, si dovrebbe aprire la stagione dei rinnovi. Oltre all’autostrada del Brennero, oggetto di un bando di gara molto contestato, che dovrebbe chiudersi con l’assegnazione entro la fine dell’anno, sono in scadenza anche le concessioni della A4 Brescia-Verona-Vicenza-Padova e la A31 Valdastico, oggi gestite da Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova (A4 Holding, controllata dal gruppo spagnolo Abertis), e la A4 Torino-Milano, affidata a SATAP, società del gruppo ASTM-Gavio. Per entrambe le tratte, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha richiamato l’attenzione del Governo sul fatto che le concessioni risultano in scadenza il 31 dicembre 2026 e che, almeno fino alla primavera di quest’anno, non erano ancora state avviate le nuove procedure di gara. Mentre il dibattito si accende sulla possibilità di procedere con affidamenti in house, che tra l’altro, la riforma delle concessioni autostradali prevede in presenza di determinate condizioni.
Modello in-house per le concessioni
Secondo Vaghi, “il modello in-house consente al soggetto pubblico di perseguire obiettivi diversi rispetto agli operatori privati, con possibili benefici anche sul fronte dei pedaggi”. Guardando al futuro del settore autostradale, il numero uno di Autostrade dello Stato ha sottolineato inoltre “la necessità di garantire condizioni favorevoli agli investimenti, a partire da una durata delle concessioni coerente con la vita utile delle infrastrutture e da adeguati meccanismi di riconoscimento degli investimenti realizzati, indispensabili per sviluppare autostrade sempre più innovative, connesse, sicure e sostenibili”.


