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Trailer sempre più smart: la strategia di Schmitz Cargobull passa da digitale e intelligenza artificiale

Alla classica PreIAA estiva di Schmitz Cargobull, molte sono le novità progettuali. Accelerazione su digitalizzazione, telematica e produzione intelligente. Andreas Schmitz: «Non siamo dove dovremmo essere, ma continuiamo a investire». Una nuova linea dedicata agli iso aumenterà la produzione mensile

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In un mercato europeo dei semirimorchi che continua a risentire delle incertezze economiche e della frenata della domanda, Schmitz Cargobull conferma la propria leadership puntando su innovazione, digitalizzazione e servizi. È questo il messaggio lanciato da Andreas Schmitz, CEO del gruppo tedesco, durante la presentazione delle novità che saranno protagoniste della prossima stagione commerciale e dell’IAA Transportation di settembre ad Hannover. Il costruttore di Altenberge, primo produttore europeo di trailer, affronta una fase di mercato tutt’altro che semplice. Nonostante ciò, il gruppo mantiene una quota di mercato attorno al 25% e continua a investire in tecnologia, capacità produttiva e nuovi modelli di business.

L’ultimo esercizio si è chiuso con un volume di circa 46.600 trailer venduti, 38.000 gruppi frigo, oltre 2 milioni di assali, in un contesto che Schmitz definisce però ancora «depresso» rispetto agli standard storici del settore. «Non ci soddisfa – dice Schmitz – ma per il futuro dobbiamo continuare ad investire». A tal punto che da poco a Vreden, patria delle carrozzerie iso sin dagli ‘70, è operativa una nuova linea robotizzata dedicata agli iso in grado di aumentare la produzione, ma di scendere da 3 turni a 2 per forgiare gli stessi trailer. Negli anni precedenti il Gruppo in generale aveva raggiunto livelli superiori ai 60.000 trailer annui, ma il rallentamento dell’economia europea, l’aumento dei costi e la minore propensione agli investimenti da parte delle flotte hanno inciso sull’intero comparto.

Il fatturato si è attestato attorno a 2,3 miliardi di euro, mentre l’EBITDA è sceso a circa 50 milioni. Un risultato che il management considera insufficiente rispetto alle ambizioni e soprattutto rispetto agli importanti programmi di investimento in corso. «Un EBITDA di circa 50 milioni non è dove vogliamo essere, né dove dovremmo essere. Eppure dobbiamo investire per il futuro, ma si rischia di non essere sostenibili, se non si ribalta sui clienti il costo», dice deciso Schmitz.

A pesare sono stati soprattutto l’incremento dei costi industriali e l’inflazione dei produttori. Andreas Schmitz ha evidenziato come l’indice dei prezzi alla produzione abbia registrato una crescita significativa negli ultimi mesi, con rincari dei materiali nell’ordine del 4-5 per cento.

La risposta dell’azienda non è però quella di ridurre contenuti o qualità dei prodotti. Al contrario, la strategia consiste nell’aggiungere valore attraverso nuove funzioni, servizi digitali e tecnologie capaci di generare benefici economici misurabili per i clienti.

Andreas Schmitz, CEO di Schmitz Cargobull

La telematica come business strategico

Uno degli elementi più significativi dell’evoluzione di Schmitz Cargobull riguarda la telematica. Il gruppo ha ormai superato quota 175.000 sistemi telematici attivi installati sui veicoli circolanti. Un dato particolarmente importante perché, come ha sottolineato Andreas Schmitz, «si tratta di sistemi effettivamente utilizzati e pagati dai clienti». La telematica non rappresenta più un semplice accessorio, ma uno strumento operativo che consente di monitorare posizione, temperatura, consumi, stato dei componenti e manutenzione predittiva.

L’obiettivo è trasformare il trailer da elemento passivo della catena logistica a nodo intelligente capace di generare dati e contribuire all’efficienza delle flotte. Questa enorme base installata costituisce inoltre il fondamento per il prossimo passo tecnologico: l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di gestione e manutenzione. Secondo il CEO, la disponibilità di grandi quantità di dati rappresenta infatti la condizione necessaria per sviluppare algoritmi in grado di ottimizzare prestazioni, disponibilità dei mezzi e costi operativi.

Dalla smart trailer alla smart factory

La digitalizzazione non riguarda soltanto i prodotti ma anche gli stabilimenti. Schmitz Cargobull sta investendo massicciamente nelle proprie fabbriche tedesche, introducendo nuove linee di assemblaggio automatizzate e sistemi produttivi basati sulla digitalizzazione avanzata. «Un trailer intelligente deve essere costruito in una fabbrica intelligente», ha spiegato Schmitz. L’azienda sta implementando processi produttivi sempre più automatizzati, con l’obiettivo di migliorare qualità, efficienza e tracciabilità lungo l’intero ciclo produttivo.

Parallelamente continua l’espansione internazionale della capacità manifatturiera. Particolarmente rilevante è il nuovo impianto in Romania, già operativo e destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Lo stabilimento produce semirimorchi centinati e ribaltabili e rappresenta un tassello fondamentale della strategia di prossimità ai mercati dell’Europa orientale.

Il network industriale del gruppo comprende oggi impianti distribuiti tra Germania, Regno Unito, Turchia, Europa orientale e Romania, permettendo una copertura geografica molto ampia e tempi di risposta ridotti.

Iso al centro della strategia

Il trasporto a temperatura controllata continua a rappresentare il cuore del business Schmitz Cargobull. Circa il 50% delle vendite del gruppo è infatti legato ai veicoli refrigerati, segmento nel quale il costruttore tedesco mantiene una posizione dominante a livello europeo. Le novità riguardano soprattutto sicurezza e controllo. I nuovi sistemi consentono il blocco remoto delle porte, la gestione tramite geofencing e il monitoraggio estremamente preciso delle temperature.

Particolare attenzione è dedicata alle certificazioni TAPA, sempre più richieste nelle filiere ad alto valore aggiunto e nei trasporti sensibili. L’obiettivo è garantire la massima protezione sia della merce sia della catena del freddo.

Intermodale e difesa: i segmenti in maggiore crescita

Tra i mercati considerati più promettenti emerge il trasporto intermodale. Secondo Schmitz, si tratta attualmente di uno dei comparti che sta registrando i tassi di crescita più elevati dell’intera industria europea dei trailer. Per questo il costruttore ha sviluppato una gamma completa di veicoli dedicati al trasporto combinato strada-rotaia e alle operazioni portuali.

Un altro settore destinato ad assumere un peso crescente è quello della difesa. Le nuove esigenze strategiche europee stanno generando una domanda crescente di veicoli specializzati per il trasporto di materiali sensibili, munizioni ed equipaggiamenti. Schmitz Cargobull ha già introdotto nuove soluzioni conformi alle normative ADR ed EX III per il trasporto di esplosivi, oltre a sistemi avanzati di sicurezza e controllo.

Una strategia globale basata sulle partnership

L’espansione internazionale del gruppo passa anche attraverso una rete di partnership e partecipazioni industriali. Negli Stati Uniti Schmitz Cargobull sta ottenendo risultati incoraggianti con le unità frigorifere, arrivando a commercializzare tra 35 e 40 sistemi di refrigerazione a settimana.

In Australia il gruppo ha acquisito una quota di maggioranza di Freighter Group, mentre in India collabora con SubZero, produttore specializzato di casse isotermiche. Importanti anche le collaborazioni con GT Trailers, GRW e altre realtà specializzate che consentono di ampliare l’offerta in segmenti specifici mantenendo elevati standard tecnologici. La logica è quella di integrare know-how locale e tecnologie proprietarie Schmitz, accelerando la presenza globale del marchio.

Il filo conduttore dell’intera strategia è sintetizzato da Andreas Schmitz in un concetto semplice: «creare più valore». In un mercato caratterizzato da margini ridotti e crescente pressione competitiva, il costruttore tedesco punta a differenziarsi non soltanto attraverso il prodotto ma soprattutto mediante servizi digitali, connettività, gestione dei dati, sicurezza e supporto operativo.

L’evoluzione del trailer intelligente, alimentata da telematica, digitalizzazione e intelligenza artificiale, rappresenta quindi la direzione lungo la quale l’Elefante intende consolidare la propria leadership europea e rafforzare la presenza internazionale. Una strategia che richiede investimenti significativi ma che, secondo il management, costituisce l’unica risposta possibile a un mercato in rapida trasformazione e sempre più orientato verso soluzioni integrate ad alto contenuto tecnologico.

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