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Bonus gasolio autotrasporto: la guida pratica per chiedere il credito d’imposta da 300 milioni

In tanti ci hanno chiesto di tornare sul decreto attuativo del credito d'imposta da 300 milioni per l'autotrasporto, di spiegare come copre fino al 70% dell'aumento dei costi del gasolio sostenuto tra marzo e giugno 2026. Eccovi accontentati: ricordiamo che le domande si potranno presentare da settembre tramite la piattaforma ADM. Nella nostra guida si trovano requisiti, calcolo del beneficio e cosa preparare fin da ora

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Dopo mesi di attesa e di tensione nel settore – culminati nella proclamazione e poi nella revoca del fermo nazionale da parte di Unatras – l’autotrasporto ha finalmente le regole operative per accedere al credito d’imposta sul gasolio. Il decreto attuativo, firmato il 23 maggio 2026 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con Economia e Ambiente, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 21 luglio 2026. Ne avevamo già parlato quando il governo aveva chiuso lo stato di agitazione del settore: ora entriamo nel dettaglio pratico, per capire chi può accedere al beneficio, quanto vale e, soprattutto, cosa deve fare un’impresa per non perdere l’opportunità.

Di cosa si tratta

Il provvedimento riconosce alle imprese di autotrasporto merci un contributo straordinario di 300 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta, pensato per compensare l’aumento dei costi del gasolio. La cifra non è quella originaria: il fondo, inizialmente da 100 milioni previsti dal decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, è stato portato a 300 milioni con il successivo decreto-legge n. 89/2026, che ha anche allungato il periodo agevolabile fino a giugno.

La misura si inserisce nel Quadro temporaneo europeo per gli aiuti di Stato adottato dalla Commissione UE il 30 aprile 2026 (Comunicazione C(2026) 2593) in risposta alla crisi in Medio Oriente, che consente agli Stati membri di coprire fino al 70% degli extracosti energetici sostenuti dalle imprese.

Chi può richiederlo

Possono presentare domanda:

  • le persone fisiche e giuridiche iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;
  • le persone fisiche e giuridiche titolari di licenza per l’autotrasporto di merci in conto proprio, iscritte nel relativo elenco;
  • le imprese stabilite in un altro Paese UE in possesso dei requisiti previsti dalla normativa europea per l’esercizio della professione.

Due paletti tecnici da tenere a mente:

  • veicoli ammessi: rientrano nel beneficio solo i mezzi di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, di classe ambientale Euro V o superiore. Sono quindi esclusi i veicoli sotto Euro V;
  • carburante ammesso: oltre al gasolio tradizionale, le associazioni di categoria segnalano come risultato positivo la conferma dell’inclusione dell’HVO tra i costi ammissibili.

Quanto vale e come si calcola

Il credito d’imposta copre fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio nel periodo tra il 1° marzo e il 30 giugno 2026. Il meccanismo di calcolo funziona per confronto:

  1. si prende il prezzo medio del gasolio rilevato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per febbraio 2026, che fa da parametro di riferimento;
  2. si confronta con il prezzo effettivamente pagato dall’impresa nei mesi agevolati (marzo-giugno);
  3. la differenza, moltiplicata per i litri di carburante effettivamente acquistati e documentati dalle fatture, determina la maggiore spesa;
  4. su questa maggiore spesa si applica la percentuale di copertura, fino a un massimo del 70%.

In pratica, più alto è stato il rincaro rispetto a febbraio e maggiori i consumi documentati, più alto sarà il credito riconosciuto.

Come e quando si presenta la domanda

Qui va fatta una distinzione importante tra «il diritto esiste» e «si può già chiedere»: il decreto attuativo fissa le regole, ma non è ancora operativo lo sportello. Per la presentazione delle istanze serve un decreto direttoriale successivo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che stabilirà termini e modalità precise.

Quello che si sa già:

  • le domande dovranno essere trasmesse attraverso un’apposita piattaforma informatica gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
  • l’apertura dello sportello è attesa a partire da settembre 2026, in coincidenza con l’avvio del tavolo permanente dell’autotrasporto merci e della logistica annunciato dal Viceministro Edoardo Rixi;
  • in fase di domanda andranno indicati i dati identificativi dell’impresa, le fatture di acquisto del gasolio, i quantitativi acquistati nel periodo agevolato e i veicoli su cui il carburante è stato utilizzato;
  • sarà il Ministero a individuare i beneficiari, determinare l’importo spettante a ciascuna impresa, approvare gli atti di concessione e trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate.

Cosa fare fin da subito: la checklist

Anche se lo sportello non è ancora aperto, le imprese possono — anzi dovrebbero — prepararsi per non farsi trovare impreparate a settembre:

  1. Raccogliere tutte le fatture di acquisto gasolio relative al periodo marzo-giugno 2026, verificando che riportino con chiarezza i litri acquistati.
  2. Verificare i requisiti dei veicoli: massa complessiva da 7,5 tonnellate in su, classe Euro V o superiore, e associarli alle fatture di rifornimento corrispondenti.
  3. Controllare la propria iscrizione all’Albo autotrasportatori conto terzi o all’elenco conto proprio, elemento imprescindibile per l’accesso.
  4. Verificare eventuali altre agevolazioni già ricevute sugli stessi costi (es. rimborsi accise), per calcolare correttamente il margine di cumulabilità.
  5. Tenere d’occhio il decreto direttoriale e le comunicazioni di categoria (le associazioni, come FIAP, hanno annunciato circolari operative dedicate agli associati).

Come si utilizza il credito una volta ottenuto

Il credito d’imposta concesso potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, presentato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre 2026. Due precisazioni utili:

  • non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile IRAP;
  • non è soggetto ai limiti ordinari previsti per la compensazione dei crediti tributari.

Si può sommare ad altri bonus?

Sì, ma con un limite preciso: il credito è cumulabile con altre agevolazioni che riguardano gli stessi costi, a condizione che la somma complessiva non superi la spesa effettivamente sostenuta e che siano rispettate le regole europee sugli aiuti di Stato.

Le prossime tappe da seguire

  • Settembre 2026: apertura (attesa) della piattaforma ADM per la presentazione delle domande e prima convocazione del tavolo permanente dell’autotrasporto e della logistica al Ministero.
  • 31 dicembre 2026: termine ultimo per l’utilizzo in compensazione del credito riconosciuto.

Continueremo a seguire l’iter e ad aggiornarvi non appena sarà pubblicato il decreto direttoriale con le istruzioni operative definitive per l’invio delle domande.

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