HomeProfessioneLeggi e politicaGasolio, il Governo adotta uno sconto di 17 centesimi: 120 milioni per tenere il prezzo sotto i due euro

Gasolio, il Governo adotta uno sconto di 17 centesimi: 120 milioni per tenere il prezzo sotto i due euro

-

Il Governo prova a raffreddare la corsa del gasolio mettendo sul tavolo 120 milioni di euro. Dalla mezzanotte di oggi fino al 6 agosto dovrebbe scattare lo sconto sulle accise del diesel, pari a circa 17 centesimi al litro, con un obiettivo preciso indicato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: riportare il prezzo del carburante sotto la soglia psicologica dei due euro al litro.

Prima dell’entrata in vigore definitiva della misura ci sarà però un ultimo passaggio politico: due giorni prima è previsto un Consiglio dei ministri chiamato a valutare il provvedimento e le modalità operative dell’intervento.

Si tratta quindi di una risposta immediata all’emergenza prezzi, una sorta di “ponte” pensato per contenere l’impatto dell’aumento dei carburanti nella fase più delicata, nella speranza che la tensione sui mercati possa rientrare.

Quanto vale lo sconto per un camion?

Per capire il peso concreto della misura bisogna trasferire i 17 centesimi dal distributore ai chilometri percorsi.

Ipotizzando un consumo medio di 3 chilometri con un litro di gasolio, il risparmio potenziale è questo:

Percorrenza annua Gasolio consumato Risparmio con 17 centesimi/litro
80.000 km circa 26.700 litri circa 4.540 euro
100.000 km circa 33.300 litri circa 5.660 euro
120.000 km circa 40.000 litri circa 6.800 euro

Numeri importanti per un’impresa di autotrasporto, soprattutto in una fase nella quale il carburante continua a rappresentare una delle principali voci di costo di esercizio.

Per un veicolo che percorre 100 mila chilometri all’anno, ad esempio, lo sconto vale potenzialmente oltre 5.600 euro. Una cifra che può incidere sui bilanci aziendali, ma che va letta anche alla luce della durata estremamente limitata dell’intervento.

Un aiuto immediato, non una soluzione strutturale

È proprio questo il punto centrale. Il taglio delle accise è una misura generalizzata, che coinvolge tutti gli utilizzatori del gasolio, e non nasce come intervento specifico per l’autotrasporto.

Il Governo interviene sulla conseguenza più visibile dell’aumento dei prezzi – il costo alla pompa – ma non modifica il problema di fondo: un settore strategico come quello del trasporto merci continua a essere fortemente esposto alla volatilità del costo dell’energia.

In altre parole, si cerca di spegnere l’emergenza nella speranza che il mercato faccia il resto.

Una strategia che può funzionare se la fiammata dei prezzi è temporanea, ma che lascia aperto il nodo principale: cosa succede quando il prezzo del petrolio torna a salire?

Dieci giorni di sollievo, ma il tema resta sul tavolo

La misura vale circa 120 milioni di euro e copre un periodo molto breve: dalla mezzanotte del 28 luglio fino al 6 agosto. Un intervento che punta soprattutto a evitare che il prezzo del diesel superi una soglia considerata critica per famiglie e imprese.

Per l’autotrasporto rappresenta sicuramente una boccata d’ossigeno, ma non cancella una questione che il settore pone da tempo: servono strumenti più stabili per gestire una voce di costo che incide direttamente sulla competitività delle aziende.

Perché un camion non consuma carburante per scelta. Lo consuma per lavorare.

E se oggi il problema è riportare il gasolio sotto i due euro, domani la domanda sarà un’altra: come evitare che ogni nuova fiammata dei prezzi si trasformi in una nuova emergenza?

-