HomeProfessioneLeggi e politicaPatente, a 65 anni non cambia tutto. Ma per i camionisti cambia parecchio

Patente, a 65 anni non cambia tutto. Ma per i camionisti cambia parecchio

La nuova direttiva europea prepara controlli più frequenti per gli over 65, ma in Italia non scatta ancora nessuna nuova scadenza. Per chi guida camion, però, i 65 anni sono già uno spartiacque: rinnovo biennale, Commissione medica e, per i complessi oltre 20 tonnellate, un attestato annuale fino a 68 anni

-

La soglia dei 65 anni torna al centro della disciplina delle patenti di guida, ma attenzione a non confondere le novità europee con quelle già in vigore in Italia. Non è scattato alcun nuovo obbligo generalizzato di rinnovo per gli automobilisti over 65. La novità è contenuta nella nuova direttiva europea sulle patenti, che apre la porta a controlli più frequenti per chi ha raggiunto questa età. Per i conducenti professionali, invece, i 65 anni rappresentano già oggi uno spartiacque importante.

La direttiva europea 2025/2205, entrata in vigore nel novembre 2025, consente infatti agli Stati membri di ridurre la durata amministrativa delle patenti degli automobilisti che hanno almeno 65 anni, così da sottoporli più frequentemente a controlli medici, autovalutazioni sanitarie o altre misure, compresi eventuali corsi di aggiornamento. Non significa però che dal 2026 la patente degli over 65 duri automaticamente meno: per rendere operative queste possibilità serviranno le norme nazionali di recepimento. La direttiva fissa per questa parte della disciplina il termine del 26 novembre 2028 per l’adozione e il 26 novembre 2029 per l’applicazione.

Per chi guida l’auto, oggi cambia poco

In Italia, per le patenti AM, A1, A2, A, B1, B e BE, il compimento dei 65 anni non fa scattare oggi un nuovo regime. Dopo i 50 anni la validità è di cinque anni; dopo i 70 scende a tre e dopo gli 80 a due. Il rinnovo resta subordinato alla verifica dei requisiti psicofisici. Quindi, per fare un esempio semplice, un automobilista di 65 o 68 anni continua a seguire le regole ordinarie della patente B. Non esiste, oggi, una sorta di “patente a tempo” che scatta automaticamente al compimento dei 65 anni.

Ma per il camion il 65° compleanno pesa

La musica cambia decisamente per le patenti C1, C1E, C e CE. Fino a 65 anni il rinnovo avviene ogni cinque anni. Dopo i 65 anni la validità scende a due anni e la conferma deve essere effettuata presso la Commissione medica locale. Lo confermano sia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sia l’ACI. 

C’è poi un secondo passaggio, ancora più rilevante per chi guida i complessi pesanti. Dai 65 ai 68 anni, il titolare della patente CE che vuole continuare a condurre autotreni e autoarticolati con massa complessiva a pieno carico superiore a 20 tonnellate deve ottenere uno specifico attestato di idoneità, rilasciato dopo una visita specialistica presso la Commissione medica locale. L’attestato deve essere rinnovato ogni anno. 

E a 68 anni arriva il limite più netto: non è più possibile guidare quei complessi oltre le 20 tonnellate. Restano naturalmente possibili le abilitazioni compatibili con la patente e con i limiti di età previsti dalla normativa. 

È quindi sbagliato raccontare la questione come se “a 65 anni non si potesse più guidare il camion”. Non è così. Per un autista con patente C o CE, il 65° compleanno significa piuttosto rinnovi più ravvicinati, controllo in Commissione medica e, se conduce determinati complessi pesanti, un ulteriore attestato annuale.

E con la patente D si comincia ancora prima

Per le patenti D1, D1E, D e DE la soglia particolare arriva addirittura a 60 anni. Tra i 60 e i 68 anni, per continuare a condurre autobus e gli altri veicoli destinati al trasporto di persone indicati dalla normativa, serve uno specifico attestato annuale rilasciato dopo visita specialistica in Commissione medica locale. Dopo i 68 anni questa possibilità viene meno. 

Anche in questo caso bisogna distinguere la validità amministrativa della patentedal diritto a utilizzare quella patente per determinate categorie di veicoli: sono due cose che spesso finiscono nello stesso calderone, ma non lo sono.

La vera novità è quella che potrebbe arrivare

Ed è qui che entra in gioco l’Europa. La direttiva 2025/2205 non stabilisce che tutti gli over 65 debbano già oggi rinnovare la patente più spesso. Dice però che gli Stati membri potranno ridurre la durata della validità delle patenti dei conducenti che hanno raggiunto i 65 anni, proprio per aumentare la frequenza dei controlli medici, delle autovalutazioni o di altre misure di sicurezza. 

In altre parole, la porta è stata aperta, ma l’Italia non l’ha ancora attraversata.

Per il mondo dell’autotrasporto è un passaggio da seguire con attenzione. Perché il problema non riguarda soltanto la sicurezza stradale, ma anche l’organizzazione delle imprese: ogni riduzione della durata delle abilitazioni significa più visite, più procedure e più frequenti verifiche dell’idoneità di conducenti che, in un settore alle prese con una cronica difficoltà nel reperire autisti, rappresentano una componente sempre più preziosa della forza lavoro.

Per ora, dunque, nessuna rivoluzione dal prossimo compleanno. Ma per chi guida un camion il calendario della patente, arrivato a 65 anni, è già molto più fitto di quello di un automobilista. E la nuova Europa potrebbe renderlo ancora più fitto nei prossimi anni.

-