Il decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri non porta solo un nuovo taglio delle accise sul gasolio. Nelle pieghe del provvedimento c’è anche una proroga attesa dal settore dell’autotrasporto: il credito d’imposta contro il caro-carburante, che dal 2026 aiuta le imprese di trasporto merci a compensare i rincari del gasolio, viene esteso di un mese. Da qui in avanti coprirà anche luglio, non solo il periodo marzo-giugno come previsto finora.
Cosa cambia
Lo scrive nero su bianco il comunicato del MEF: alle imprese di autotrasporto è riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta, calcolato sulla maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nei mesi da marzo a luglio 2026 (anziché fino a giugno) rispetto ai prezzi registrati a febbraio dello stesso anno. Un mese in più di finestra temporale, che allarga la platea dei costi rimborsabili proprio mentre il prezzo del gasolio torna sopra i 2 euro al litro per le tensioni internazionali.
La misura viaggia insieme al nuovo intervento sulle accise: dal 30 luglio al 6 agosto l’aliquota sul gasolio scende a 532,90 euro per mille litri, con uno sconto di 14 centesimi di accisa più 3 di IVA, per un taglio complessivo di 17 centesimi al litro. Una riduzione analoga varrà anche per il 28 e il 29 luglio, tramite un separato decreto ministeriale. Il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 172 del 27 luglio 2026, decreto-legge n. 133/2026) ed è entrato in vigore il 28 luglio. Il costo complessivo dell’operazione, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa, si aggira sui 125 milioni di euro. Il decreto contiene anche disposizioni sull’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva, con un nuovo stanziamento fino a 100,5 milioni di euro.
Come funziona il credito d’imposta (e perché non è una novità assoluta)
Non è la prima volta che il governo mette mano a questa misura: è la quarta proroga in pochi mesi. Vale la pena ricordare come funziona, perché il meccanismo resta invariato, cambia solo la finestra temporale coperta.
Il credito nasce con il decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, il primo “decreto carburanti” dell’anno, varato quando la crisi in Medio Oriente aveva già cominciato a far salire i listini. La misura è riservata alle imprese di autotrasporto merci conto terzi con veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, con sede o stabile organizzazione in Italia.
Il meccanismo di calcolo è semplice nella logica, anche se richiede una documentazione puntuale:
- si prende il prezzo del gasolio rilevato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nel mese di febbraio 2026, preso come base di riferimento “pre-crisi”;
- si confronta con la spesa effettivamente sostenuta dall’impresa, fattura alla mano, nei mesi successivi;
- la differenza, cioè il maggior costo sostenuto, genera il credito d’imposta, riconosciuto fino al 70% della maggiore spesa.
Inizialmente la finestra utile copriva marzo-aprile-maggio, con una dotazione di 100 milioni di euro. A maggio, con il decreto-legge n. 89/2026, il periodo è stato allungato fino a giugno e il fondo triplicato a 300 milioni. A fine giugno la legge di conversione (legge n. 113/2026) ha confermato l’impianto. Ora, con il decreto di ieri, si arriva a includere anche luglio.
Sul piano operativo, le imprese devono presentare domanda su una piattaforma dedicata gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Una volta autorizzato, il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 telematico, entro il 31 dicembre 2026, e senza i tetti ordinari di compensazione annuale previsti per altri crediti d’imposta. Non concorre alla formazione del reddito d’impresa né alla base imponibile IRAP, ed è cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi, purché non si superi la spesa effettivamente sostenuta. Se le richieste ammissibili superano le risorse stanziate, l’importo riconosciuto a ciascuna impresa viene riparametrato.
Il contesto: una misura “tampone” che si rincorre di mese in mese
L’approccio in definitiva resta sempre lo stesso: ogni volta che i prezzi dei carburanti si impennano per le tensioni internazionali, il governo interviene con un mix di taglio temporaneo delle accise e proroga del credito d’imposta per l’autotrasporto, settore che considera strutturalmente esposto perché non può scaricare i rincari sui prezzi dall’oggi al domani. Lo stesso schema, del resto, era già stato usato negli anni 2022 e 2023, con crediti analoghi per l’autotrasporto durante la crisi energetica post-invasione dell’Ucraina.
Il Consiglio dei ministri ha già fissato un nuovo appuntamento per il 4 agosto, quando si tornerà a valutare l’andamento dei prezzi internazionali e a decidere se prorogare ulteriormente lo sconto sulle accise in scadenza il 6 agosto. Non è escluso che, in quella sede, si discuta anche di un ulteriore allungamento del credito d’imposta per l’autotrasporto, qualora la tensione sui mercati energetici dovesse proseguire.






