La Cina continua a rappresentare il principale grattacapo per Mercedes-Benz, ma c’è una parte del gruppo che ancora viaggia a velocità decisamente diversa: quella dei veicoli commerciali. Nel secondo trimestre del 2026, mentre la casa di Stoccarda ha dovuto fare i conti con un mercato automobilistico sempre più difficile e con la guerra dei prezzi nel Paese asiatico, Mercedes-Benz Vans ha chiuso uno dei migliori trimestri degli ultimi anni, confermandosi una delle attività più redditizie dell’intero gruppo.
I numeri raccontano bene questa doppia velocità. Il gruppo ha registrato ricavi per 32,1 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 33,2 miliardi dello stesso periodo del 2025, ma l’utile operativo (EBIT) è salito a 1,5 miliardi, sostenuto soprattutto dalle performance della divisione Financial Services e, appunto, dei Vans.
I furgoni restano il business più redditizio
La divisione Mercedes-Benz Vans ha chiuso il trimestre con un margine operativo rettificato del 10,2%, collocandosi nella fascia alta dell’obiettivo fissato dalla stessa azienda. Un risultato che assume ancora più valore considerando il contesto economico e la debolezza di diversi mercati internazionali.
Non si tratta soltanto di redditività. Anche la transizione verso l’elettrico continua ad accelerare: le vendite di van a batteria sono aumentate del 46% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, segnale che il mercato professionale sta iniziando a recepire con maggiore convinzione le nuove motorizzazioni, soprattutto nei servizi di distribuzione urbana e nell’ultimo miglio.
È un dato che conferma come il comparto dei veicoli commerciali stia diventando sempre più strategico per Mercedes, non solo per la capacità di generare utili, ma anche come laboratorio per la transizione energetica.
Le auto pagano ancora il conto della Cina
La situazione è molto diversa per Mercedes-Benz Cars. La divisione automobilistica ha chiuso con un margine operativo del 4%, comunque in linea con le previsioni del gruppo ma ben lontano dai livelli cui Mercedes aveva abituato gli investitori negli anni passati.
Il problema principale – come detto – resta il mercato cinese. La domanda continua a indebolirsi e la competizione, soprattutto nel segmento elettrico, ha innescato una pesante guerra dei prezzi che sta comprimendo i margini di tutti i costruttori premium. Nonostante questo, Mercedes prosegue il più grande programma di lanci della propria storia. Proprio i nuovi modelli hanno contribuito a sostenere gli ordini e le vendite, mentre le immatricolazioni delle auto elettriche sono cresciute del 51% a livello globale e addirittura dell’87% in Europa.
Efficienza e disciplina sui costi
Altro elemento che emerge dai conti è il lavoro svolto sul fronte dell’efficienza. La casa tedesca continua a ridurre i costi operativi e a migliorare la produttività, strategia che ha consentito di compensare almeno in parte le difficoltà del mercato automobilistico. Anche la liquidità industriale resta molto solida, attestandosi a 30,4 miliardi di euro, mentre il free cash flow dell’attività industriale ha raggiunto 1,1 miliardi nel trimestre.
Le prospettive
Pur rivedendo leggermente al ribasso le attese sui volumi di vendita delle auto e sui ricavi complessivi del gruppo, Mercedes ha confermato la guidance sulla redditività della divisione Cars e ha addirittura migliorato quella relativa ai servizi finanziari.
Il messaggio che arriva dai conti è quindi chiaro: la crisi del mercato cinese continua a pesare e probabilmente continuerà a farlo ancora per qualche trimestre. Ma il gruppo dispone oggi di attività capaci di compensarne almeno in parte gli effetti. Tra queste, i veicoli commerciali si confermano uno dei pilastri più solidi: un business che continua a garantire margini elevati, sostiene la redditività del gruppo e accelera, allo stesso tempo, la diffusione dell’elettrico anche nel trasporto professionale.


