HomeProfessioneLeggi e politicaCaro gasolio, lo sconto dura un’altra settimana. Altri 16 milioni ai camion, ma il petrolio non dà tregua

Caro gasolio, lo sconto dura un’altra settimana. Altri 16 milioni ai camion, ma il petrolio non dà tregua

Il Consiglio dei ministri ha prorogato fino al 17 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sul diesel e aggiunge 16 milioni al credito d’imposta per l’autotrasporto. È l’ennesimo intervento ponte, mentre il Governo prepara il passaggio ad aiuti più selettivi. Intanto il Brent resta sopra i 100 dollari e si avvia a chiudere la settimana con un rialzo vicino al 13%: la pressione sui costi è tutt’altro che esaurita.

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Ancora una settimana. Il Governo sceglie nuovamente la strada della proroga breve per arginare il caro carburanti, mentre continua a lavorare alla riprogrammazione degli aiuti, destinati a diventare più selettivi e concentrati sui settori e sui soggetti maggiormente colpiti dalla crisi energetica. Il Consiglio dei ministri di ieri, 10 settembre, ha approvato un nuovo decreto-legge che proroga fino a giovedì 17 settembre lo sconto fiscale di 17 centesimi al litro sul gasolio, misura che sarebbe altrimenti scaduta alla mezzanotte. Il provvedimento vale 102 milioni di euro: 86 milioni finanziano il prolungamento del taglio delle accise e 16 milioni incrementano le risorse destinate al credito d’imposta per gli autotrasportatori

Un intervento che arriva mentre il prezzo alla pompa continua a salire. Secondo i dati Mimit, tra il 10 agosto e il 10 settembre il prezzo medio nazionale del gasolio è passato da 2,076 a 2,184 euro al litro, con un incremento di quasi 11 centesimi nonostante gli interventi fiscali. Nello stesso periodo la benzina è salita da 1,985 a 2,077 euro.

Altri 16 milioni all’autotrasporto

Per l’autotrasporto il decreto porta quindi nuove risorse. Con l’incremento appena deciso, gli aiuti destinati finora al settore raggiungono complessivamente 413,6 milioni di euro. È già operativa, intanto, la piattaforma attraverso la quale le imprese possono richiedere il credito d’imposta contro il caro gasolio. Il beneficio può coprire fino al 70% della maggiore spesa sostenuta da marzo ad agosto 2026 rispetto al prezzo di febbraio, nel rispetto dei requisiti previsti, e le domande possono essere presentate fino al 15 settembre. Seppure da diverse associazioni di rappresentanza sia partito un pressing nei confronti del Governo per allungare i termini delle istanze e, soprattutto, scavalcare la data (per ora tassativa) del 31 dicembre 2026 per usufruire del credito d’imposta.

Infatti, il carattere temporaneo degli interventi sta sollevando le maggiori perplessità nel mondo dell’autotrasporto. Federtrasporti ha chiesto di passare dalle misure emergenziali a un intervento strutturale, introducendo un sistema che consenta di adeguare automaticamente il corrispettivo del trasporto alle variazioni del costo del carburante. Una soluzione che trasferirebbe almeno parte del rischio derivante dalle oscillazioni del diesel lungo la catena contrattuale, evitando che ricada interamente sull’impresa di autotrasporto.

Il petrolio non si ferma: Brent ancora sopra 105 dollari

La questione diventa ancora più urgente considerando ciò che sta accadendo sui mercati internazionali. Se il Governo cerca di guadagnare tempo una settimana alla volta, il petrolio continua infatti a muoversi nella direzione opposta. Il Brent si prepara a chiudere una settimana sopra quota 100 dollari al barile per la prima volta da metà maggio. Nella mattinata dell’11 settembre è sceso dell’1,9% a 105,62 dollari, mentre il WTI americano si è attestato a 101,10 dollari. Ma il dato più significativo è quello settimanale: entrambi i benchmark hanno guadagnato quasi il 13%, il rialzo più forte da luglio. A spingere le quotazioni sono soprattutto i timori sulle forniture legati all’aggravarsi della crisi mediorientale e alle difficoltà del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi cruciali per l’approvvigionamento energetico mondiale. A questi fattori si aggiungono le tensioni sull’offerta di prodotti raffinati: negli Stati Uniti il diesel ha superato per la prima volta una media di 6 dollari al gallone. Il mercato appare quindi estremamente vulnerabile. Reuters segnala come le interruzioni delle forniture e la riduzione dei margini di sicurezza del sistema petrolifero internazionale possano continuare ad alimentare le quotazioni, con il rischio di nuove ricadute sull’inflazione e sui costi di trasporto. 

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