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MAN alza il velo sul nuovo eTGX: più autonomia e ricarica più rapida

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Ad Hannover, sul palcoscenico di IAA Transportation 2026, MAN Truck & Bus ha presentato la nuova generazione dell’eTGX, il camion elettrico destinato al lungo raggio. Non si tratta di un semplice aggiornamento di prodotto, ma di un’evoluzione che punta a rispondere a uno dei temi centrali della transizione energetica nel trasporto pesante: dimostrare che un trattore elettrico può garantire produttività, autonomia e flessibilità comparabili a quelle di un veicolo diesel.

Per farlo, MAN ha lavorato contemporaneamente su aerodinamica, batterie, recupero energetico e velocità di ricarica. Il risultato è un eTGX che, secondo il costruttore tedesco, risulta fino al 3% più efficiente rispetto alla generazione precedente e che può raggiungere un’autonomia fino a 720 chilometri.

Un frontale più lungo per consumare meno

La novità più visibile è il nuovo design del veicolo. Grazie alle possibilità offerte dalla normativa europea sui veicoli a zero emissioni, MAN ha allungato il frontale di 120 millimetri, ottimizzando i flussi aerodinamici e riducendo la resistenza all’avanzamento. Il nuovo frontale integra una griglia ridisegnata, un elemento luminoso continuo nella parte inferiore e deflettori migliorati.

Ma l’intervento non riguarda solo l’efficienza. L’allungamento della cabina è stato utilizzato anche per migliorare la visibilità diretta del conducente, grazie a un parabrezza più basso, a una plancia ridisegnata e a un nuovo finestrino supplementare nella porta lato passeggero. Una soluzione che guarda già ai futuri requisiti normativi europei in materia di sicurezza urbana.

Batterie più performanti a parità di peso

Il secondo tassello del progetto riguarda la nuova generazione di batterie NMC. Secondo MAN, le modifiche introdotte nella chimica delle celle consentono di aumentare del 10% l’energia effettivamente disponibile senza modificare né peso né dimensioni dei moduli.

Ogni batteria dispone ora di 92 kWh lordi, dei quali 88 kWh realmente utilizzabili, pari al 95% della capacità totale. Un aspetto importante perché consente di incrementare l’autonomia senza penalizzare la portata utile del veicolo. MAN sottolinea infatti che il trattore stradale 4×2 mantiene una massa a vuoto di 10,7 tonnellate e può offrire fino a 25 tonnellate di carico utile complessivo con un semirimorchio standard, valori paragonabili a quelli di un autotreno diesel tradizionale.

Fino a 720 chilometri con la nuova versione 6×2

La configurazione standard 4×2 utilizza sei batterie per una capacità complessiva di 552 kWh e raggiunge un’autonomia massima dichiarata di 660 chilometri, che diventano oltre 500 in condizioni operative tipiche di lungo raggio. La vera novità è però rappresentata dalla futura versione 6×2. Grazie all’adozione di un terzo asse, il costruttore ha potuto arretrare la posizione della ralla e ricavare lo spazio necessario per una settima batteria installata trasversalmente dietro la cabina. In questo modo la capacità complessiva sale a 644 kWh e l’autonomia raggiunge i 720 chilometri, con percorrenze superiori ai 600 chilometri ritenute realisticamente ottenibili nell’impiego quotidiano.

È probabilmente questo il passaggio più significativo dell’intera presentazione, perché dimostra come MAN stia cercando di estendere il raggio d’azione dell’elettrico verso applicazioni oggi presidiate quasi esclusivamente dal diesel.

Più potenza e più recupero energetico

Contestualmente arriva anche un nuovo motore elettrico di punta da 440 kW, equivalente a 598 CV. La gamma comprende ora livelli di potenza che vanno da 333 a 598 CV per i modelli eTGX ed eTGS.

Non è però soltanto la potenza a crescere. MAN dichiara un incremento fino al 20% della capacità di recupero dell’energia in frenata, elemento che contribuisce in maniera significativa sia all’autonomia sia all’efficienza complessiva del veicolo.

Ricarica in circa mezz’ora

Un altro elemento centrale della strategia MAN è il sistema MCS (Megawatt Charging System), disponibile in produzione di serie dal luglio 2026. Grazie a una potenza massima di 750 kW, il costruttore stima tempi di ricarica nell’ordine dei trenta minuti.

Tradotto in termini operativi, significa poter effettuare il rifornimento energetico durante la pausa obbligatoria del conducente, riducendo l’impatto dei tempi di fermo sull’utilizzo del mezzo. Una variabile che, più dell’autonomia stessa, potrebbe risultare decisiva per l’adozione dell’elettrico nel trasporto internazionale.

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