HomeProfessioneLogisticaDai chip ai data center, nasce la logistica dell’AI. Amazon si lega a Kuehne+Nagel

Dai chip ai data center, nasce la logistica dell’AI. Amazon si lega a Kuehne+Nagel

Amazon affida al gruppo svizzero un ruolo strategico nell’espansione mondiale delle infrastrutture AWS e gli concede una prospettiva di ricavi che, secondo una fonte citata da Reuters, potrebbe passare dalle centinaia di milioni attuali a diversi miliardi di dollari. Dietro l’accordo c’è un mercato nuovo: server e rack sempre più pesanti, costosi e delicati devono viaggiare dalle fabbriche ai data center seguendo tempi e procedure rigidissimi. Perché anche l’intelligenza artificiale, prima di finire nel cloud, deve salire su aerei e camion.

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Il cloud ha un piccolo problema semantico: il suo nome fa pensare a qualcosa che non pesa. In realtà pesa moltissimo. E più cresce l’intelligenza artificiale, più aumenta la quantità di hardware che deve essere prodotta, trasportata, installata, sostituita e infine recuperata.

È da questo punto di vista che va letto l’accordo strategico di lungo periodo annunciato il 21 settembre da Kuehne+Nagel e Amazon. Formalmente è l’estensione di una collaborazione già esistente. Industrialmente racconta qualcosa di più interessante: la nascita di una filiera logistica specializzata necessaria per sostenere la corsa mondiale alla costruzione dei data center.

L’accordo riguarda Amazon nel suo complesso, ma il cuore è Amazon Web Services. Kuehne+Nagel accompagnerà l’infrastruttura AWS lungo il suo ciclo di vita: dalla costruzione dei data center e dal deployment delle apparecchiature alla manutenzione, fino agli aggiornamenti e ai successivi ampliamenti degli impianti. 

Non è quindi semplicemente un contratto per spedire computer.

È logistica industriale applicata all’economia digitale.

Amazon prepara una spesa da 220 miliardi

Per capire la dimensione del mercato basta guardare quanto Amazon sta investendo. A febbraio il gruppo aveva previsto circa 200 miliardi di dollari di investimenti nel 2026, con la maggior parte della spesa destinata all’intelligenza artificiale e ad AWS. A luglio, dopo una crescita dei ricavi AWS del 37% nel secondo trimestre, Amazon ha portato la previsione a circa 220 miliardi di dollari. E l’amministratore delegato Andy Jassy ha spiegato che, nonostante questa accelerazione, la capacità disponibile non sarà comunque sufficiente a soddisfare tutta la domanda nel 2026 e probabilmente nemmeno nel 2027.

È un dettaglio fondamentale. Perché ogni dollaro investito nel cloud non rimane nel cloud. Prima di diventare capacità di calcolo prende la forma di terreni, edifici, impianti elettrici, sistemi di raffreddamento e soprattutto chip, server e apparati di rete.

Amazon stessa spiega che questi investimenti devono essere effettuati molto prima di poter vendere la capacità ai clienti: a seconda del componente, AWS può anticipare la spesa di 6-24 mesi rispetto all’inizio della sua monetizzazione. l

In mezzo esiste quindi una gigantesca catena di approvvigionamento.  Ed è qui che entra Kuehne+Nagel.

Prima dell’AI viene il camion

Il gruppo logistico svizzero aveva fiutato il mercato già prima dell’accordo con Amazon. Nel 2024 aveva trasformato la logistica di server e data center in una soluzione globale specifica, costruita attorno alla propria rete di trasporto aereo e stradale.

Oggi la descrive come una supply chain nella quale le previsioni possono cambiare di settimana in settimana, i rollout avvengono contemporaneamente in regioni diverse del mondo e le spedizioni devono inserirsi in sequenze di installazione che tollerano pochissimi ritardi. 

Perché un data center non viene riempito semplicemente scaricando scatole.

I server viaggiano spesso già assemblati all’interno di rack. L’AI sta rendendo questi apparati più potenti, ma anche più pesanti, più costosi e più delicati. Secondo Kuehne+Nagel, un singolo rack ad alte prestazioni può arrivare a valere quanto una casa unifamiliare.

E questo cambia radicalmente il mestiere del trasportatore. La società ha sviluppato un servizio che chiama Secure Cloud Deployment. Squadre specializzate prendono in carico i rack, li trasportano fino al data center utilizzando mezzi stradali con sospensioni pneumatiche, li disimballano, installano quando necessario alcuni componenti, li conducono direttamente alla posizione assegnata all’interno della struttura e infine rimuovono gli imballaggi destinati al riciclo. 

Il trasporto, insomma, non termina alla ribalta. Termina davanti al punto preciso in cui quella macchina inizierà a elaborare dati.

Una consegna che non può prendere buche

Anche il viaggio è molto diverso da una normale spedizione. I rack vengono controllati attraverso sensori che registrano in tempo reale urti, vibrazioni, inclinazione, temperatura e perfino esposizione alla luce. Le rotte vengono analizzate preventivamente e la catena di custodia deve rimanere documentata durante i diversi passaggi. 

La ragione è economica prima ancora che tecnologica. Un danno a un’apparecchiatura di elevato valore è già costoso. Ma ancora più oneroso può diventare il ritardo provocato a un programma di installazione nel quale hardware, tecnici, disponibilità dell’edificio, energia e capacità informatica devono procedere secondo una sequenza prestabilita.

Ecco perché in questo segmento entrano insieme trasporto aereo e camion. Kuehne+Nagel mette a disposizione la propria rete mondiale di Air Logistics per spostare rapidamente l’hardware sulle lunghe distanze e servizi stradali cosiddetti white glove per l’ultimo tratto e l’ingresso nelle strutture protette. La società afferma inoltre di poter seguire il materiale per l’intero ciclo di vita: consegna iniziale, sostituzione delle apparecchiature, aggiornamenti, recupero a fine leasing, riallocazione, stoccaggio e riciclo. È una sorta di ultimo miglio industriale ad altissimo valore.

Dal server nuovo al server da sostituire

Ed è proprio il ciclo di vita a rendere il mercato particolarmente interessante per un operatore logistico. Un data center può durare decenni; l’hardware che contiene no.

Amazon stima una vita utile superiore ai 30 anni per gli edifici dei data center, mentre per chip, server e apparecchiature di networking parla generalmente di 5-6 anni. Questo significa che la costruzione dell’impianto genera soltanto la prima ondata logistica.

Negli anni successivi arrivano nuove generazioni di processori, server più potenti, sistemi di rete aggiornati e apparecchiature che devono essere sostituite, recuperate, ricollocate o riciclate. E la velocità con cui l’intelligenza artificiale sta evolvendo potrebbe rendere ancora più importante questa logistica di aggiornamento.

Non a caso l’accordo Amazon-Kuehne+Nagel non riguarda soltanto la costruzione e il deployment iniziale, ma cita esplicitamente maintenance, upgrades ed expansion projects. La logistica entra così stabilmente dentro il funzionamento dell’infrastruttura digitale.

Dalle centinaia di milioni ai miliardi

C’è poi un numero che permette di capire quanto Kuehne+Nagel creda in questo mercato. Secondo una fonte vicina all’operazione citata da Reuters, Amazon genera già per il gruppo logistico un fatturato nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari. Con il nuovo accordo, quel rapporto commerciale potrebbe arrivare a valere diversi miliardi di dollari. Non è stata comunicata una cifra contrattuale garantita e quella prospettiva va quindi letta come tale, non come fatturato già acquisito. Ma la dimensione potenziale aiuta a spiegare una caratteristica piuttosto insolita dell’accordo.

Amazon ha infatti ottenuto una call option sulle azioni Kuehne+Nagel già esistenti, esercitabile attraverso un meccanismo collegato al raggiungimento di determinati traguardi commerciali e alla prestazione di servizi per un periodo che può arrivare fino a sette anni. L’operazione potrà essere regolata in contanti oppure, a scelta di Amazon, in azioni. In altre parole, più cresce il rapporto commerciale, più si rafforza anche il legame economico tra cliente e fornitore.

Il mercato ha immediatamente colto il segnale: il giorno dell’annuncio le azioni Kuehne+Nagel sono arrivate a guadagnare circa il 5,8%. Gli analisti di Vontobel hanno indicato proprio nella logistica delle infrastrutture dei data center uno dei segmenti redditizi nei quali l’operatore svizzero sta consolidando la propria posizione.

Una nuova merce per la logistica mondiale

È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’accordo. L’intelligenza artificiale viene normalmente raccontata come un fenomeno immateriale: algoritmi, modelli, dati, software. Ma la sua crescita sta generando una delle più grandi campagne di costruzione di infrastrutture fisiche degli ultimi anni.

Server e apparati di rete devono essere prodotti. Devono lasciare le fabbriche. Devono attraversare continenti. Devono arrivare nel data center nella sequenza corretta. Devono essere installati senza subire danni. E, dopo alcuni anni, dovranno essere sostituiti.

Persino la trasformazione tecnologica del rack modifica la catena logistica. AWS sta introducendo sistemi di raffreddamento a liquido e configurazioni ad alta densità progettate per processori AI e architetture rack-scale come Nvidia GB200 NVL72, accanto ai propri chip Trainium. 

Più capacità di calcolo viene concentrata nello stesso spazio, più l’oggetto fisico che la contiene diventa sofisticato e critico da movimentare.

La crescita dell’AI sta quindi creando non soltanto un nuovo mercato per produttori di semiconduttori, energia e costruzioni, ma anche una nuova merce per la logistica mondiale.

Amazon e Kuehne+Nagel sembrano averlo capito molto bene. Perché prima di diventare intelligenza artificiale, anche il cloud deve attraversare un aeroporto, percorrere un’autostrada e arrivare, senza prendere troppi colpi, davanti alla porta di un data center.

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