Ventiquattro camion nuovi su una flotta di circa quaranta. In un momento in cui costi elevati e incertezza tecnologica spingono molte imprese a rinviare gli investimenti, Fratelli Ravera 1896 ha scelto la strada opposta: rinnovare in un solo colpo oltre metà del parco veicoli. I nuovi Volvo FH Aero 500 sono stati consegnati il 19 settembre nella sede di Albenga. Per l’occasione sono stati riuniti anche gli autisti, chiamati a una sessione di formazione sulle nuove dotazioni.
Quasi tutta la flotta nuova punta sui consumi
Quasi tutti i 24 trattori sono nella configurazione Wonderfuel di Volvo Trucks, che combina cabina FH Aero, pacchetto spoiler, Camera Monitor System al posto degli specchi tradizionali, motorizzazione I-Save e pneumatici a bassa resistenza al rotolamento.

L’obiettivo è sostanzialmente uno: consumare meno. E i primi riscontri dell’azienda sembrano andare in questa direzione. «Con la stessa motorizzazione abbiamo consumato circa il 6% in meno. È tanto, soprattutto considerando che i mezzi sono ancora in rodaggio», riferisce Giacomo Ravera, responsabile della parte operativa.
Il 6% è un primo dato rilevato dall’azienda attraverso Volvo Connect, non ancora un risultato consolidato su percorrenze di lungo periodo. Ma per un’impresa di autotrasporto, soprattutto con gli attuali prezzi del carburante, anche pochi punti percentuali di consumo possono incidere sensibilmente sul costo chilometrico.
Tra Italia e Francia cercando di non tornare vuoti
Fratelli Ravera lavora prevalentemente tra Nord Italia e Sud della Francia. Nei viaggi di andata trasporta soprattutto materiali per l’edilizia; al ritorno carica carta, ferro, vetro e plastica destinati alle industrie italiane per il recupero e la trasformazione. Una configurazione dei traffici che consente di sfruttare entrambe le direzioni e che riflette anche il progressivo ingresso dell’azienda nelle attività legate all’economia circolare.
La storia, però, comincia molto prima. Nel 1896 Giacomo Ravera trasportava carbone e frutta con carri, cavalli e muli. I primi camion arrivarono dopo la Prima guerra mondiale, mentre il primo Volvo, un FH12 420, entrò in flotta nel 1994. Trentadue anni dopo, l’ordine cambia decisamente dimensione: 24 FH Aero acquistati insieme significano sostituire oltre il 60% dei mezzi dell’azienda.

Il camion conta anche per trovare gli autisti
«Se è vero che un’azienda che funziona va avanti con qualunque camion, non funziona allo stesso modo con qualunque camion», osserva Federico Ravera, responsabile amministrativo. «Volvo ha le carte in regola per essere il partner da scegliere per il futuro». Nella scelta hanno pesato consumi, affidabilità e rapporto tra costi e prestazioni. Ma anche il giudizio di chi sui camion trascorre la giornata. Comfort ed ergonomia hanno infatti un valore sempre più concreto in un mercato nel quale trovare e trattenere conducenti è diventato un problema per molte imprese. Fratelli Ravera segnala invece un turnover molto basso: alcuni autisti lavorano in azienda da 19, 22 e 26 anni. Anche per questo i conducenti sono stati coinvolti nel passaggio al Camera Monitor System.
VEB+ e retarder per affrontare salite e discese
Un altro capitolo riguarda la sicurezza. Lavorare quotidianamente dalla Liguria significa fare i conti con pendenze, discese e traffico intenso. I nuovi FH Aero sono stati quindi configurati con VEB+ e retarder, in modo da disporre di più sistemi per controllare la velocità e ridurre il ricorso ai freni di servizio. Alla scelta del veicolo si aggiunge quella dell’assistenza. Fratelli Ravera ha puntato sulla rete Volvo Truck Center e sui Servizi per l’Operatività Silver, soprattutto per garantire continuità ai mezzi impegnati lontano dalla sede.
Non cambiano soltanto i camion
Intanto l’azienda sta lavorando anche alla certificazione ISO 45001 sulla gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Per una realtà familiare significa mettere maggiormente a sistema procedure e conoscenze, standardizzare i processi e ridurre la dipendenza dalle competenze custodite dalle singole persone. È l’altro lato di un investimento che all’esterno si vede soprattutto nei 24 camion nuovi, ma che riguarda anche il modo in cui un’impresa con 130 anni di storia prova a organizzarsi per quelli che verranno.
«Dopo ogni crisi, il nostro peso relativo alla fine è sempre cresciuto. È anche per questo che abbiamo trovato il coraggio di cambiare 24 camion. Uniti possiamo affrontare il futuro con serenità», concludono i cugini Ravera.



