Per molti visitatori dello IAA Transportation 2026, rivedere il marchio Volta Trucks tra gli espositori è stata una sorpresa. Appena tre anni fa, infatti, la storia di Volta Trucks sembrava essersi conclusa definitivamente (ne avevamo parlato qui). La startup svedese che aveva attirato l’attenzione del settore grazie a un innovativo camion elettrico progettato specificamente per la distribuzione urbana (il Volta Zero) era finita in bancarotta, travolta da una crisi finanziaria che aveva colpito il suo fornitore di batterie Proterra. Eppure, ad Hannover, il nome Volta è tornato a comparire sui padiglioni della fiera, accompagnato da una promessa: quella di dare continuità al progetto Volta Zero.
Ma per capire il significato di questo ritorno bisogna fare un passo indietro.
La startup che voleva reinventare il camion urbano
Fondata nel 2019, Volta Trucks si era presentata al mercato con un approccio radicalmente diverso rispetto a quello dei costruttori tradizionali. Invece di elettrificare un camion esistente, aveva deciso di sviluppare un veicolo partendo da un foglio bianco. Nacque così il Volta Zero, un camion elettrico da 16 tonnellate pensato espressamente per le consegne in ambito urbano. La caratteristica più distintiva era la cabina a posizione ribassata con posto guida centrale, studiata per migliorare la visibilità e aumentare la sicurezza nei confronti di pedoni e ciclisti.
Negli anni successivi il progetto raccolse l’interesse di numerosi operatori logistici europei. Al punto che la società arrivò a raccogliere circa 460 milioni di euro di investimenti e oltre 5.000 preordini. La produzione in serie presso lo stabilimento di Steyr Automotive, in Austria, prese ufficialmente il via nell’aprile del 2023, alimentando la convinzione che la startup fosse finalmente pronta a entrare nella fase industriale.

Il crollo del 2023
Ma proprio mentre il progetto sembrava decollare, il quadro cambiò improvvisamente. Nell’agosto del 2023 il produttore di batterie Proterra, uno dei fornitori chiave di Volta, avviò le procedure di fallimento negli Stati Uniti. L’evento ebbe ripercussioni immediate sui piani della startup svedese, compromettendo le forniture e rendendo ancora più complicata la raccolta di nuovi capitali.
Poche settimane più tardi arrivò l’annuncio: Volta Trucks avviò le procedure di insolvenza e successivamente la bancarotta delle principali società del gruppo. Un epilogo che sembrava mettere la parola fine a una delle startup più promettenti del panorama europeo dei veicoli industriali elettrici.
Il salvataggio e la seconda insolvenza
La storia, però, non finì lì. Nel dicembre 2023 il fondo statunitense Luxor Capital, già tra i principali investitori dell’azienda, rilevò le attività e gli asset britannici di Volta attraverso una nuova società denominata Volta Commercial Vehicles Limited. L’obiettivo era preservare il valore tecnologico e commerciale di un progetto che, nonostante il fallimento, continuava a essere considerato interessante da una parte del mercato.
Il piano prevedeva di rilanciare il Volta Zero e tentare una seconda partenza. Ma la strada si rivelò più accidentata del previsto. Costi elevati, ritardi e difficoltà nel trasformare l’interesse dei clienti in ordini effettivi continuarono a pesare sui conti della società. E infatti anche il tentativo di rilancio promosso dopo l’intervento di Luxor Capital si concluse con una nuova crisi finanziaria. Nel maggio 2025 la società entrò di fatto in una procedura di insolvenza per la seconda volta.
Il ritorno ad Hannover

E arriviamo ai giorni nostri. Nella comunicazione che ha accompagnato la partecipazione allo IAA Transportation 2026, la nuova Volta Commercial Vehicles ha spiegato che, dopo l’amministrazione della società originaria, «un gruppo di ex dipendenti e partner chiave della supply chain si è riunito con l’obiettivo di preservare e proseguire il progetto Volta Zero». Sempre secondo quanto comunicato dalla stessa azienda, «oggi è disponibile per la vendita e la prova un numero limitato di Volta Zero originali, mentre è attualmente in fase di sviluppo una nuova generazione del Volta Zero che dovrebbe beneficiare di una supply chain più competitiva pur mantenendo l’ingegneria europea, la qualità costruttiva e l’approccio alla sicurezza» che avevano caratterizzato il modello originale.
Sul sito di Volta Commercial Vehicles, il Volta Zero è tuttora presentato come un camion elettrico da 16 tonnellate progettato per la distribuzione urbana. La scheda tecnica aziendale indica oggi un’autonomia superiore ai 260 chilometri, oltre alla posizione di guida centrale e a una visibilità panoramica pensata per migliorare la sicurezza nell’impiego urbano.
C’è infine un ulteriore dettaglio che aiuta a comprendere quanto il quadro sia ancora in evoluzione. Secondo quanto ricostruito dalla rivista britannica Commercial Motor, il ritorno di Volta sarebbe oggi sostenuto da due iniziative distinte. Volta Commercial Vehicles avrebbe rilevato 42 Volta Zero ancora disponibili nell’ambito della liquidazione degli asset della società fallita, con l’obiettivo di rimetterli in servizio presso operatori di Germania, Danimarca e Svezia. La britannica EVT Tech Ltd avrebbe invece acquisito altri 24 veicoli da destinare a formule di noleggio e leasing. Si tratta di numeri lontani dalle ambizioni industriali della startup originaria, che puntava a migliaia di veicoli prodotti ogni anno. Ma sono sufficienti a dimostrare che il progetto non si è completamente arenato.
Per questo, più che di una rinascita, forse è più corretto parlare di una terza vita. Più prudente, più piccola e ancora tutta da verificare. Ma abbastanza concreta da riportare il Volta Zero sulle strade.


