HomeProfessioneFinanza e mercatoCamion in ripresa in Europa (+7,5%). Fermi i furgoni. L’Italia è a due velocità e nessuna è elettrica

Camion in ripresa in Europa (+7,5%). Fermi i furgoni. L’Italia è a due velocità e nessuna è elettrica

Nei primi 9 mesi del 2026 le immatricolazioni nell’Unione europea registrano un andamento differenziato: i van restano stabili, gli autocarri crescono del 7,5% e gli autobus del 15,2%. Prosegue l’avanzata delle alimentazioni elettriche, ma il diesel mantiene una posizione dominante nel trasporto pesante. In Italia arretrano i furgoni, mentre crescono camion e autobus

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Il mercato europeo dei veicoli commerciali archivia i primi 9 mesi del 2026 con un bilancio complessivamente positivo, ma caratterizzato da dinamiche differenti tra i principali segmenti. Secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’Associazione europea dei costruttori automobilistici, le immatricolazioni di nuovi furgoni nell’Unione europea sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il comparto degli autocarri ha registrato un incremento del 7,5%. Ancora più consistente la crescita degli autobus, che hanno segnato un aumento del 15,2%.

Il quadro si sviluppa in un contesto condizionato dall’aumento dei prezzi dell’energia, che continua a influenzare le decisioni di acquisto delle imprese e gli investimenti nel rinnovo delle flotte. Parallelamente, prosegue la diffusione dei veicoli elettricamente ricaricabili, con incrementi significativi in tutti i segmenti, sebbene il ritmo di adozione rimanga inferiore a quello necessario per accelerare la transizione energetica del trasporto commerciale.

Furgoni, mercato stabile ma l’Italia perde terreno

Il comparto dei veicoli commerciali leggeri, con massa fino a 3,5 tonnellate, ha totalizzato nell’Unione europea 1.073.427 immatricolazioni tra gennaio e settembre 2026, un risultato sostanzialmente identico alle 1.073.654 unità registrate nei primi nove mesi del 2025. Dietro questa stabilità si nasconde un andamento disomogeneo nei principali mercati. La Spagna ha evidenziato una crescita del 6,9%, mentre Germania, Italia e Francia hanno chiuso il periodo in territorio negativo, rispettivamente con flessioni del 4,1%, 5,1% e 5,6%. In particolare, il mercato italiano ha registrato 133.992 nuove immatricolazioni, contro le 141.179 dello stesso periodo dell’anno precedente. Una contrazione che conferma le difficoltà del comparto nazionale, in controtendenza rispetto alla crescita registrata in Spagna.

La stabilità del mercato europeo si accompagna a una progressiva trasformazione delle alimentazioni. Il diesel, pur mantenendo la leadership, ha perso parte del proprio peso: le immatricolazioni sono scese del 4,3%, a 838.830 unità, con una quota di mercato passata dall’81,7% al 78,1%. In crescita, invece, i veicoli elettricamente ricaricabili, che comprendono elettrici a batteria e ibridi plug-in. Le immatricolazioni sono aumentate del 38,2%, raggiungendo 151.691 unità e una quota del 14,1%, contro il 10,2% del 2025. Anche gli ibridi hanno evidenziato una dinamica positiva, con un incremento del 35,6% e 36.656 unità, pari al 3,4% del mercato. In calo del 19,8%, invece, le immatricolazioni dei furgoni a benzina, la cui quota è scesa dal 4,6% al 3,7%.

Il dato italiano sulle alimentazioni mostra una crescita del 5,5% per i veicoli elettricamente ricaricabili, che hanno raggiunto 8.043 unità, e un incremento del 45,3% per gli ibridi, saliti a 14.554 immatricolazioni. Il diesel, al contrario, ha perso l’8,2%, fermandosi a 103.317 unità.

Autocarri, crescita del 7,5% in Europa

Più dinamico il comparto degli autocarri. Nei primi 3 trimestri dell’anno, l’Unione europea ha immatricolato 245.079 nuovi veicoli, contro i 227.913 del 2025, con una crescita del 7,5%. L’incremento è stato sostenuto soprattutto dai mezzi pesanti, con massa superiore a 16 tonnellate, che hanno registrato un aumento dell’8,5%, raggiungendo 205.857 unità. Più contenuta la crescita degli autocarri medi, compresi tra 3,5 e 16 tonnellate, le cui immatricolazioni sono salite del 2,5%, a 39.222 unità. Tra i principali mercati europei, la Polonia ha registrato il risultato più significativo, con un incremento del 20,5%, seguita dalla Spagna, in crescita del 13,2%. Positivo anche il mercato tedesco, che ha segnato un aumento del 2,5%. La Francia, invece, ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con una flessione dell’1,6%.

L’Italia si colloca in territorio positivo, con 21.101 autocarri immatricolati, in crescita del 2% rispetto alle 20.679 unità del periodo gennaio-settembre 2025. Il risultato nazionale è tuttavia frutto di due andamenti differenti: gli autocarri medi hanno perso il 6,7%, fermandosi a 3.233 unità, mentre i pesanti hanno registrato un incremento del 3,8%, raggiungendo 17.868 immatricolazioni.

La ripresa del mercato degli autocarri si accompagna a una crescita delle alimentazioni alternative, ma il diesel conserva una posizione predominante. Nell’Unione europea, i veicoli diesel hanno rappresentato il 91,7% delle nuove immatricolazioni, con un aumento del 6,6% rispetto al 2025. I camion elettricamente ricaricabili hanno invece registrato una crescita del 49,8%, raggiungendo 12.873 unità e una quota di mercato del 5,3%. A trainare la diffusione sono stati soprattutto Germania, Francia e Paesi Bassi, che insieme hanno rappresentato il 74% delle immatricolazioni europee di autocarri elettricamente ricaricabili. Nel dettaglio, la Germania ha registrato un aumento del 77,2%, la Francia del 60,2% e i Paesi Bassi del 57,5%.

In Italia, il percorso di elettrificazione del trasporto pesante procede invece a un ritmo più contenuto. Le immatricolazioni di autocarri elettricamente ricaricabili sono scese del 47,7%, passando da 497 a 260 unità. Un dato che evidenzia una dinamica differente rispetto ai principali mercati europei, pur in presenza di una crescita complessiva delle immatricolazioni di camion.

La transizione energetica procede a velocità differenti

I dati ACEA dei primi 9 mesi delineano quindi un mercato europeo dei veicoli commerciali in evoluzione, nel quale la crescita delle immatricolazioni non si distribuisce uniformemente tra le diverse categorie.

I furgoni mostrano una sostanziale stabilità e gli autocarri recuperano terreno. Sul fronte energetico, le alimentazioni elettriche continuano a guadagnare quote di mercato, soprattutto nei segmenti dei veicoli commerciali leggeri. Nel trasporto pesante, invece, il diesel rimane nettamente dominante, nonostante la crescita delle immatricolazioni elettriche. Il quadro evidenzia come la transizione energetica del trasporto commerciale stia procedendo con ritmi differenti, condizionata dalle caratteristiche operative dei veicoli, dalle esigenze delle flotte e dal contesto economico.

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