HomeVeicoliMondo pesanteAmazon punta su 3.000 camion elettrici Tata. E l’accordo arriva mentre si chiude l’Opa su Iveco

Amazon punta su 3.000 camion elettrici Tata. E l’accordo arriva mentre si chiude l’Opa su Iveco

Il colosso dell’e-commerce elettrificherà una parte della propria rete logistica indiana entro tre anni. I mezzi saranno acquistati e gestiti dai trasportatori partner, mentre Tata fornirà veicoli e supporto operativo. Previsti collegamenti elettrici su un corridoio di 2.800 chilometri. L’annuncio coincide con il successo dell’offerta del gruppo indiano su Iveco.

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Da una parte, quasi il 90% di Iveco. Dall’altra, 3.000 camion elettrici destinati alla rete logistica di Amazon. Per Tata Motors il 27 ottobre è stata una giornata particolarmente significativa: mentre arrivava la conferma del successo dell’offerta pubblica di acquisto sul costruttore italiano, il gruppo indiano annunciava un accordo per elettrificare una parte dei trasporti merci di Amazon in India. Due operazioni distinte, ma che raccontano la crescente dimensione industriale di un costruttore ormai proiettato ben oltre il proprio mercato nazionale.

L’intesa con Amazon prevede l’introduzione di 3.000 camion elettrici nell’arco di tre anni, attraverso un programma che partirà dalla distribuzione urbana e regionale per estendersi progressivamente ai grandi collegamenti stradali. Secondo le due aziende, si tratta del più ampio programma di impiego di camion elettrici annunciato da un operatore dell’e-commerce in India.

I camion li fornisce Tata, ma li acquistano i trasportatori

Il primo elemento interessante riguarda il modello operativo. Amazon non acquisterà direttamente i 3.000 veicoli: saranno i trasportatori che lavorano per il gruppo a possederli e gestirli, mentre Tata Motors garantirà la fornitura dei mezzi, l’assistenza e il supporto tecnico.

Amazon metterà a disposizione la propria rete di trasporto e i relativi flussi di merci, creando le condizioni per un impiego continuativo dei veicoli elettrici. È proprio questo uno dei nodi economici dell’operazione: garantire volumi di lavoro sufficienti a rendere sostenibile l’investimento in mezzi che richiedono costi iniziali e infrastrutture differenti rispetto ai diesel.

La prima fase è partita da Delhi, dove sono stati presentati i primi 20 camion elettrici Tata Ultra E.7, destinati ai collegamenti tra strutture logistiche e alle operazioni di distribuzione regionale. I veicoli dispongono di assale elettrico integrato, ricarica rapida CCS2 e frenata rigenerativa.

Non si tratta, quindi, soltanto di sostituire i furgoni impegnati nell’ultimo miglio: l’obiettivo è elettrificare progressivamente anche il middle mile, cioè i trasporti tra magazzini, centri di smistamento e piattaforme distributive.

Una direttrice di 2.800 chilometri per portare l’elettrico sulle lunghe distanze

Il progetto più ambizioso riguarda la successiva estensione dei trasporti elettrici ai grandi corridoi nazionali. Amazon e Tata intendono sviluppare i collegamenti lungo la direttrice Delhi-Bengaluru-Chennai, un itinerario di circa 2.800 chilometri che attraversa sette Stati indiani e collega sei delle principali aree dell’e-commerce del Paese.

Non significa che un singolo camion dovrà percorrere l’intero tragitto senza soste. Il programma punta piuttosto a costruire una rete di collegamenti supportata da infrastrutture di ricarica dedicate, capaci di consentire l’utilizzo dei veicoli elettrici anche nei trasporti tra città.

Amazon dispone già in India di dieci aree di ricarica sviluppate con l’operatore Yahhvi, una collaborazione destinata ad accompagnare anche questa espansione.

Per il gruppo dell’e-commerce si tratta di un ulteriore salto di scala. In India utilizza già oltre 15.000 veicoli elettrici, distribuiti in più di 500 città, prevalentemente nelle attività di consegna. L’accordo con Tata sposta adesso l’attenzione verso mezzi più pesanti e percorrenze maggiori.

Tata, il giorno di Amazon è anche quello di Iveco

L’annuncio assume un significato particolare anche per il mercato italiano. Sempre il 27 ottobre, Tata Motors ha comunicato i risultati definitivi dell’Opa su Iveco Group: le adesioni hanno raggiunto l’87,81% del capitale ordinario, corrispondente all’89,42% al netto delle azioni proprie. Superata la soglia richiesta, l’offerta è diventata pienamente efficace e incondizionata, con il trasferimento delle azioni previsto per il 30 ottobre.

L’operazione porta nell’orbita del gruppo indiano uno dei principali costruttori europei di veicoli commerciali e industriali, con marchi, stabilimenti, reti commerciali e competenze tecnologiche consolidati.

Naturalmente l’accordo con Amazon riguarda veicoli Tata destinati al mercato indiano e non prevede, almeno per ora, un coinvolgimento diretto di Iveco. Tuttavia, offre una fotografia delle capacità e delle ambizioni industriali del nuovo azionista di riferimento del costruttore italiano.

È interessante soprattutto il modello scelto: non soltanto vendere camion elettrici, ma accompagnarne l’impiego attraverso infrastrutture di ricarica, assistenza e una domanda di trasporto già organizzata.

Perché, al di là dei numeri, la questione decisiva della transizione energetica nel trasporto pesante resta proprio questa: non basta che esista un camion elettrico. Servono infrastrutture, chilometri da percorrere e un’organizzazione del lavoro capace di renderne conveniente l’utilizzo.

Ed è su questo terreno, prima ancora che sulla tecnologia dei veicoli, che l’accordo tra Amazon e Tata Motors prova a fare un salto di scala.

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