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Gasolio, 180 milioni per arrivare a Natale: Legacoop chiede nuovi fondi al MIT

Il decreto autotrasporto copre i rincari fino al 5 ottobre, ma per sostenere le imprese fino a dicembre servirebbero altri 60 milioni al mese. È la richiesta avanzata da Legacoop al tavolo ministeriale. Sullo sfondo anche il rinnovo dei camion più vecchi, le sanzioni per chi non applica la fuel surcharge e il contenimento dei prezzi nell’extrarete.

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Il decreto è arrivato, ma il calendario del gasolio non si ferma. Le misure appena approvate dal Governo coprono i maggiori costi sostenuti dagli autotrasportatori fino al 5 ottobre. Restano fuori quasi tre mesi, proprio quelli in cui la distribuzione commerciale intensifica i rifornimenti in vista delle festività natalizie. Quanto costerebbe estendere gli aiuti fino alla fine dell’anno? Circa 180 milioni di euro, vale a dire 60 milioni al mese.

La stima arriva da Legacoop Produzione e Servizi, che ha presentato la richiesta al primo Tavolo permanente dell’autotrasporto merci e della logistica, riunito il 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sotto la presidenza del viceministro Edoardo Rixi. A rappresentare l’associazione erano il vicepresidente e direttore Andrea Laguardia e il responsabile Trasporti e Logistica Daniele Conti.

Il decreto si ferma al 5 ottobre. E dopo?

Il problema è innanzitutto temporale. Il decreto-legge 193/2026 ha stanziato ulteriori 66,4 milioni per integrare la copertura del credito d’imposta relativo al periodo marzo-agosto e altri 60 milioni per le spese sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre. Ma non interviene sugli acquisti successivi.

Per Legacoop occorre quindi un nuovo provvedimento che prolunghi fino al 31 dicembre gli effetti economici dei sostegni, compensando i maggiori costi del carburante rispetto ai livelli di febbraio. Una richiesta che assume particolare rilevanza proprio in vista del picco dei trasporti destinati alla grande distribuzione.

L’associazione esprime apprezzamento per le misure già approvate e per l’avvio del confronto con il Governo, ma avverte che la risposta all’emergenza non può esaurirsi nei ristori.

«I tagli alle accise e i relativi ristori sono strumenti utili per affrontare l’emergenza, ma non possono rappresentare una soluzione definitiva», sottolinea Laguardia, chiedendo interventi strutturali che restituiscano sostenibilità e competitività alle imprese, soprattutto nel Mezzogiorno.

Il paradosso del Sud: camion vecchi, niente rimborso accise

Proprio il Mezzogiorno rappresenta, secondo Legacoop, il territorio in cui le difficoltà dell’autotrasporto rischiano di diventare strutturali. E qui emerge una contraddizione: una parte delle imprese utilizza ancora veicoli di classe ambientale inferiore a Euro 5, esclusi dal rimborso ordinario delle accise sul gasolio commerciale.

In sostanza, chi dispone dei mezzi più vecchi non può accedere a uno degli strumenti ordinari di contenimento del costo del carburante. Ma sostituire quei camion richiede investimenti che molte imprese, già alle prese con margini ridotti e costi crescenti, faticano a sostenere.

Da qui la richiesta di accelerare l’erogazione degli incentivi per il rinnovo del parco veicolare. Un intervento che avrebbe un duplice effetto: ridurre i costi di esercizio e favorire la sostituzione dei mezzi più inquinanti, consentendo a un maggior numero di aziende di accedere ai benefici fiscali previsti per il gasolio commerciale.

Fuel surcharge, ora servono controlli e sanzioni

L’altro capitolo riguarda i rapporti con la committenza. Il decreto ha rafforzato il meccanismo di adeguamento del corrispettivo al costo del carburante, introducendo parametri ministeriali di riferimento e obblighi specifici anche per i contratti non scritti. Ma resta il problema della sua concreta applicazione.

Legacoop chiede di rafforzare controlli e sanzioni nei confronti dei committenti inadempienti, affinché l’adeguamento dei corrispettivi venga effettivamente riconosciuto lungo tutta la filiera, senza fermarsi al primo anello della catena dei subaffidamenti.

Anche in questo caso l’associazione richiama le particolari difficoltà del Mezzogiorno, dove le condizioni economiche rendono più complicato trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi finali, comprimendo ulteriormente i margini delle imprese di trasporto.

Prezzi del gasolio, gli accordi devono arrivare anche nell’extrarete

Infine, Legacoop sollecita la prosecuzione delle iniziative per contenere il prezzo del carburante attraverso accordi con i principali operatori della distribuzione, sul modello di quelli avviati con ENI, chiedendo di estenderne gli effetti anche al mercato extrarete, particolarmente importante per i rifornimenti delle flotte.

Il messaggio portato al MIT tiene dunque insieme due esigenze: trovare subito le risorse per accompagnare le imprese fino alla fine dell’anno e costruire meccanismi che rendano meno necessario ricorrere continuamente agli aiuti pubblici. Perché i ristori possono compensare temporaneamente i rincari, ma non risolvono da soli il problema di un trasporto che fatica a recuperare nei corrispettivi i propri costi di esercizio.

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