Fiap accoglie positivamente lo stanziamento di 15 milioni di euro deciso dalla Regione Calabria per sostenere le imprese alle prese con l’aumento dei costi del carburante, ma chiede che le risorse vengano distribuite in modo equo e raggiungano tutte le aziende aventi diritto. La Federazione, presente in Calabria con diverse imprese associate, ha dichiarato in una nota di aver già scritto al presidente della Regione Roberto Occhiuto, offrendo la propria disponibilità a un confronto anche in tempi brevi. Ora, secondo Fiap, sarà determinante la fase di attuazione del provvedimento, che spetterà alla Giunta regionale.
Fiap chiede in particolare che il contributo sia riconosciuto «in proporzione al maggior costo effettivamente sostenuto e senza premiare chi presenta la domanda per primo, con procedure semplici e tempi certi», auspicando inoltre che il sostegno non venga limitato «dai massimali del de minimis, che penalizzerebbero le aziende con più mezzi e più consumi».
No ai fermi improvvisati
Fiap ha invitato inoltre le imprese a non aderire a fermi dell’attività organizzati al di fuori dei tavoli di rappresentanza. Secondo la Federazione, eventuali iniziative di protesta non devono tradursi in ulteriori costi per il settore e per gli stessi operatori.
Il segretario generale Alessandro Peron sottolinea quindi la necessità di individuare obiettivi chiari e di mantenere il confronto con gli interlocutori istituzionali, evitando iniziative che possano compromettere la continuità dei servizi.
Il maggior costo del gasolio è a carico dei committenti
Fiap insiste infine su una distinzione che considera fondamentale: i 15 milioni stanziati dalla Regione Calabria non devono essere confusi con il meccanismo di adeguamento del corrispettivo legato al costo del carburante.
La Federazione richiama in particolare l’articolo 6 del decreto legislativo 286/2005, relativo alla clausola di adeguamento carburante nei contratti scritti. «Quel maggior costo non è un problema da scaricare su Stato o Regioni: nei contratti scritti i committenti devono pagarlo, adeguando il corrispettivo del trasporto, e le imprese devono pretendere che lo facciano».


