Sul prezzo del gasolio le imprese di autotrasporto possono fare ben poco. Possono scegliere dove rifornirsi, negoziare condizioni migliori, ma non governare le quotazioni internazionali del petrolio. Sui consumi, invece, qualche margine di manovra esiste. E talvolta passa da una componente alla quale si guarda soprattutto quando arriva il momento di sostituirla: lo pneumatico.
Il suo costo, infatti, non si esaurisce nella fattura d’acquisto. Continua a manifestarsi chilometro dopo chilometro, attraverso la resistenza al rotolamento, l’usura, le esigenze di manutenzione e, soprattutto, il carburante necessario a far avanzare il veicolo.
È su questo cambio di prospettiva che insiste Maciej Szymanski, Senior Director, Global Product Strategy, Commercial di Goodyear. Per valutare la convenienza di uno pneumatico non basta confrontare i prezzi o stimare quanti chilometri potrà percorrere. Occorre considerare quanto costerà farlo lavorare. Perché un prodotto più economico all’acquisto potrebbe presentare un conto decisamente più salato durante la sua vita operativa.
Quei chilometri che pesano sul serbatoio
Il punto di partenza è la resistenza al rotolamento, vale a dire l’energia che lo pneumatico assorbe mentre il veicolo avanza. Più questa resistenza aumenta, maggiore è il lavoro richiesto al motore e, di conseguenza, il consumo di carburante.
Una differenza apparentemente modesta che, moltiplicata per le percorrenze annuali di un camion e poi per tutti i mezzi di una flotta, può assumere dimensioni economiche importanti.
Goodyear porta un esempio concreto: il KMAX GEN-3 può generare, secondo le stime del produttore, un risparmio potenziale fino a 1.236 euro all’anno per veicolo rispetto alla generazione precedente. Naturalmente non si tratta di un risultato automatico: percorrenze, carichi, itinerari e condizioni d’impiego incidono sul beneficio effettivo. Ma la cifra rende bene l’idea di quanto possa valere una scelta tecnica apparentemente secondaria.
C’è poi un altro aspetto da considerare. Il risparmio non dipende soltanto dagli pneumatici dell’asse motore. Anche quelli sterzanti e quelli del semirimorchio partecipano alla resistenza complessiva del veicolo. Ragionare sul solo trattore, dunque, significa osservare una parte del problema. È l’intera combinazione a dover essere valutata come un unico sistema.
Naturalmente, ridurre la resistenza al rotolamento non può significare sacrificare tutto il resto. Uno pneumatico deve continuare a garantire chilometraggio, trazione e sicurezza. Ed è proprio nel trovare il migliore equilibrio tra queste esigenze che si gioca la competizione tecnologica tra i produttori.
In questa direzione si colloca la gamma Goodyear EQMAX, alla quale il costruttore attribuisce, rispetto alla generazione precedente, una riduzione della resistenza al rotolamento fino al 6% e un incremento del chilometraggio fino al 20%. Due miglioramenti che agiscono su voci diverse dello stesso bilancio: meno carburante consumato e più strada percorsa prima della sostituzione.

L’efficienza si conquista. E poi si conserva
Scegliere lo pneumatico giusto, però, è soltanto metà del lavoro. L’altra metà consiste nel mantenerlo nelle condizioni necessarie a esprimere le prestazioni per le quali è stato progettato.
Una pressione insufficiente aumenta la resistenza al rotolamento. Un disallineamento o un’usura irregolare possono accorciare la vita del prodotto e alterare il comportamento del veicolo. Così, parte del vantaggio ottenuto al momento dell’acquisto rischia di disperdersi lungo la strada.
È qui che la manutenzione smette di essere soltanto una voce di costo e diventa uno strumento di efficienza. Tanto più se supportata da tecnologie capaci di monitorare pressione, temperatura e usura, segnalando eventuali anomalie prima che producano conseguenze più onerose.
Ma anche in questo caso la tecnologia, da sola, non basta: un dato diventa utile soltanto quando si trasforma in una decisione e, se necessario, in un intervento.
Per esempio Goodyear affianca alla vendita degli pneumatici un’offerta di servizi dedicati alle flotte, compreso il monitoraggio continuo 24 ore su 24 e i sistemi di gonfiaggio automatico.
L’obiettivo è spostare l’attenzione dal singolo prodotto alla gestione della sua intera vita operativa. Una logica nella quale il prezzo d’acquisto perde centralità rispetto al costo complessivo di utilizzo.
In fondo, il principio è semplice: se il prezzo del gasolio si subisce, almeno una parte del carburante consumato si può risparmiare. E il primo passo, qualche volta, è proprio quello che tiene il camion attaccato alla strada.


