Mentre nel Mezzogiorno i blocchi degli autotrasportatori stanno progressivamente rientrando, la protesta contro il caro gasolio si sposta in Toscana. Al casello di Valdichiana dell’autostrada A1, tra le province di Siena e Arezzo, decine di camion e trattori stanno dando vita a un presidio che rallenta pesantemente la circolazione sulla viabilità esterna all’autostrada. Intanto, oggi, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si apre una nuova fase del confronto tra Governo e autotrasportatori, con due incontri distinti: il primo con le associazioni nazionali dell’Albo, il secondo, previsto domani in tarda mattinata, con i rappresentanti dei trasportatori del Sud.
La mobilitazione in Valdichiana è cominciata ieri mattina e coinvolge autotrasportatori e agricoltori provenienti soprattutto dalle province di Arezzo e Siena, ma anche da altre aree della Toscana. Il presidio interessa la zona del casello A1 di Valdichiana, nel comune di Sinalunga, a pochi chilometri dal confine con la provincia di Arezzo, in prossimità dell’intersezione con la superstrada Perugia-Bettolle-Siena. I manifestanti hanno organizzato un presidio mobile con Tir e trattori in movimento a passo d’uomo, lungo il tratto compreso tra la rotatoria di accesso al casello di Bettolle e quella che conduce all’outlet Valdichiana, in località Farniole, nel comune di Foiano della Chiana. I mezzi sfilano con bandiere italiane e clacson azionati, provocando forti rallentamenti fino a sfiorare la paralisi del traffico locale. La modalità della protesta rispetta, secondo quanto riferito, l’impegno assunto dagli organizzatori con prefetture e questure a non bloccare gli accessi autostradali.
Oggi le associazioni dell’Albo, domani i rappresentanti del Sud
Oggi al MIT è convocato il primo dei due tavoli di confronto, al quale partecipano le sigle di Unatras e le associazioni nazionali rappresentate nell’Albo degli autotrasportatori. L’incontro servirà a verificare l’attuazione delle misure economiche e normative annunciate dal Governo la scorsa settimana, dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini e l’approvazione del pacchetto di interventi contro il caro carburanti. Domani, in tarda mattinata, sarà invece la volta degli autotrasportatori del Mezzogiorno, con la prima riunione del “Tavolo d’emergenza per l’autotrasporto meridionale”, previsto dall’accordo raggiunto la scorsa settimana con il Comitato trasporto siciliano (CTS) guidato da Salvatore Bella. Il nuovo organismo permanente prevede la partecipazione di un rappresentante per ciascuna delle sei regioni coinvolte nella protesta: Sicilia, Calabria, Campania, Molise, Basilicata e Puglia. La sua istituzione costituisce uno degli impegni assunti dal MIT nel confronto con i coordinamenti autonomi e ha contribuito alla sospensione dei fermi in Sicilia e al progressivo smantellamento dei presidi in buona parte delle altre regioni meridionali. Per il CTS, la convocazione rappresenta il primo risultato concreto dell’accordo raggiunto con Salvini e segna l’avvio di un confronto stabile sulle difficoltà dell’autotrasporto meridionale. Soddisfazione viene espressa anche dal leader del CTS, Salvatore Bella, che sottolinea il ruolo svolto dagli autotrasportatori siciliani durante la mobilitazione: «Vogliamo ringraziare profondamente tutti i lavoratori e le imprese coinvolte. Non è stato un periodo facile, ma l’esistenza di un gruppo coeso e unito ha fatto la differenza. Dopo tanto lavoro, la Sicilia dell’autotrasporto siede finalmente a Roma con una rappresentanza ufficiale e autorevole».


