Prima la Russia, poi il Medio Oriente, adesso sempre più Stati Uniti e India. In appena quattro anni l’Europa ha ridisegnato la geografia delle proprie forniture di gasolio, sostituendo rotte di pochi giorni con viaggi che possono durare settimane. E proprio mentre una parte della capacità mondiale di raffinazione è fuori gioco, anche il nuovo sistema di approvvigionamento mostra tutta la sua fragilità. Ecco perché dietro i prezzi record non c’è soltanto il petrolio
Reuters avverte che la carenza mondiale di diesel potrebbe protrarsi nel 2027. Guerre, raffinerie sotto pressione e flussi dal Medio Oriente dimezzati hanno svuotato gli stoccaggi e portato i prezzi a livelli record. Per l’autotrasporto europeo il problema è ormai comune, ma le risposte restano nazionali: dalla compensazione italiana ai 20 centesimi spagnoli, mentre Francia, Germania e Polonia cercano strade diverse.
La holding della famiglia Ammaturo perfeziona l’acquisizione del 51% della maggiore raffineria italiana da GOI Energy. L’operazione porta con sé un piano da 1,3 miliardi di euro in cinque anni e una forte accelerazione sui biocarburanti. A regime Priolo punta a 500 mila tonnellate annue tra HVO e SAF: una produzione che, per la parte destinata all’HVO, potrebbe significare carburante per migliaia di camion.
La holding NR Investimenti, partecipata al 50% da Fratelli Neri e Nova Marine Carriers, acquisisce la maggioranza del Terminal Calata Orlando. Resta nella compagine la famiglia Alberti. TCO vale poco meno di 3 milioni di ricavi, ma dispone di 450 metri di banchina e movimenta circa 700 mila tonnellate di merci l’anno. Per i nuovi soci è il terminal da rilanciare; per Livorno è un altro pezzo di porto che cambia padrone
Smeup rafforza la propria presenza nel mercato della logistica e dei trasporti acquisendo il 100% di HTG, società torinese specializzata nello sviluppo di software per il settore....
Il gruppo - come emerge dal bilancio di sostenibilità – chiude il 2025 con 829 milioni di ricavi, 2.635 dipendenti e 19,4 milioni di litri di HVO consumati. Ma il dato più interessante è un altro: mentre cambia il mercato dei prodotti petroliferi, Autosped G amplia attività, competenze e mercati
L’operazione da 4,2 miliardi di dollari incontra una forte resistenza in Israele per il timore di perdere il controllo su un’infrastruttura considerata strategica. La nuova proposta tedesca prevede una ZIM israeliana controllata dal fondo FIMI, una società separata con 16 navi e nuove garanzie sulle rotte e sui carichi sensibili