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Cosco acquisisce il 25% di un terminal di Amburgo: le polemiche tedesche fanno breccia in Italia

Cosco, compagnia di Stato cinese, puntava al 35% della HHLA, società che oltre al terminal tedesco detiene il 51% della Piattaforma Logistica di Trieste. Il governo di Scholz gli ha concesso il 24,9%, spiegando che così i cinesi non hanno diritto di voto. Ma a molti ministri tedeschi, "scottati dal gas russo", questo compromesso non è piaciuto. E anche in Italia il ministro per le Imprese Adolfo Urso si è affrettato a dire che «non ci consegneremo nelle mani dei cinesi». La capogruppo Pd Serracchiani, invece, minimizza: «Il controllo dello Stato sui porti non è mai stato messo in discussione e non esiste il rischio che Trieste finisca in mani cinesi»

Albo Autotrasporto: le quote di iscrizione per il 2023 da versare entro fine anno

Una quota fissa, una aggiuntiva in base alle dimensioni del parco veicolare e un'altra calcolata su ogni veicolo sopra le 6 ton di cui l'impresa è titolare. Rimangono questi i criteri con cui si calcolano le quote di iscrizione all'Albo degli autotrasportatori. Si possono versare on line o in modalità differita, ma entro il 31 dicembre prossimo. Altrimenti scatta la sospensione

Astag: «Le ferrovie crescono anche per merito dell’autotrasporto»

Il direttore dell’associazione dei trasportatori stradali svizzeri, intervenendo a Lugano al Forum «Un mare di Svizzera», ha ricordato che, non soltanto il finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria viene finanziata con sovrattasse al trasporto pesante, ma anche che il ricorso all'autotrasporto è diventato praticamente obbligatorio da quando non esistono più i raccordi ferroviari con le aziende private. In Svizzera da 40 anni in Italia da più di una decina. Quindi, sulle lunghe tratte si può anche opportunamente scegliere il treno, ma sempre dal camion bisogna partire

Hupac: «La logistica europea deve guardare a Sud: l’Italia può recuperare 5 milioni di traffico container»

È un mondo che cambia. Beni Kunz, membro del CDA dell'operatore intermodale svizzero, ieri a Lugano, nel corso del Forum «Un mare di Svizzera», ha lanciato pesanti accuse alla logistica tedesca e ha detto a chiare lettere che è ora di puntare verso il Mediterraneo e, in particolare, sul Tirreno. Sia perché il reshoring si muove verso Nord Africa e Medio Oriente, sia perché, oltre alle lentezze dei terminal, dobbiamo temere siccità e clima e, quindi, una netta riduzione della capacità di trasporto dei grandi fiumi tedeschi. Sia perché gli investimenti oggi si convogliano tutti sui terminal intermodali del Nord Italia, tallone d'Achille del nostro sistema logistico

Sangalli (Confcommercio): «Ecco le tre sfide per il futuro del settore»

Connettere il sistema logistico con quello commerciale; affrontare la questione energetica in maniera urgente evitando che mezzi nuovi e puliti (come quelli GNL) siano costretti a rimanere fermi per essere rimpiazzati da mezzi più vecchi e inquinanti. Sono tra le principali questioni che secondo il presidente di Confcommercio sono urgenti da affrontare

Palenzona (Confcommercio): «Parole incoraggianti dal nuovo governo, pronti a collaborare»

Il vicepresidente dell'associazione si scopre melograno e dichiara senza mezzi termini di sperare in un ritorno alla politica. «Che per 30 anni ha inseguito la demagogia e oggi è fondamentale che torni a dare strategie al Paese»

2023: in Italia frenata dei trasporti secondo uno studio Confcommercio e Ispi

L’autotrasporto nazionale sta per rallentare, anche perché i suoi costi sono superiori a quelli di concorrenti esteri, e quindi serviranno nuovi stanziamenti a suo favore. Resta critica la carenza di autisti, anche se il numero delle nuove CQC, così come quello delle nuove patenti C. La forma giuridica più gettonata è la società di capitali. Nell’economia complessiva aumenta del 44,7%, nell’autotrasporto e nella logistica del 58%

La Cina è vicina… al porto di Amburgo

La compagnia cinese Cosco vuole comprare parte dell’infrastruttura marittima più rilevante della Germania. Un primo accordo con la Hhla, la società di gestione dello scalo tedesco, con una quota del 35% agli orientali, ha trovato la netta opposizione di parte del Governo. Ora sembra che si sia trovato un compromesso per un più tranquillizzante 24,9% che ridurrebbe l’influenza di Pechino. Si teme comunque che l'ingresso di Cosco possa comportare potenziali futuri ricatti contro la Germania, come nel caso del gas russo

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