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+1,2%: è la crescita dei porti italiani. Trainano container e rinfuse solide. L’Italia in 20 anni leader nelle autostrade del mare (nonostante la flessione) 

Italia, Turchia, Egitto e Spagna sono i paesi più promettenti dal punto di vista dei traffici marittimi nel Mediterraneo che sta riconquistando terreno rispetto ai collegamenti mondiali. Il Belpaese mantiene incontrastata la leadership nello short sea shipping con una quota di mercato pari al 41%, forte di 20 anni di autostrade del mare durante i quali l’offerta di servizi e capacità è più che raddoppiata. È quanto emerge da uno studio di Assoporti e SRM (Banca Intesa Sanpaolo) e da un dossier sulle autostrade del mare, realizzate dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in collaborazione con Ram Spa e il Censis.

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I porti italiani continuano a conquistare quote di mercato con i traffici che nel primo semestre 2025 crescono in media dell’1,2% con container in salita del 2,6% e le rinfuse solide in pieno boom con una crescita del 18,9%. L’Italia, a venti anni dall’avvio delle autostrade del mare, consolida la leadership nello short sea shipping arrivando a una quota di mercato del 41%, la più alta tra i paesi dell’aera mediterranea con quasi 260 milioni di tonnellate di merci spostate via mare.

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto «Port Infographics» 2-2025, pubblicato di recente da Assoporti e SRM (Centro studi di Banca Intesa) che segnala l’inarrestabile crescita del commercio marittimo nel contesto mondiale, destinato a non fermarsi neanche difronte alle criticità geopolitiche. 

Il record a livello mondiale

Nel 2025 è stato raggiunto un nuovo record con 12,8 miliardi di tonnellate trasportate via mare nel mondo, destinate ad aumentare dell’1,6% nel 2026 e dell’1,7% nel 2027. Il traffico dei container si è mantenuto a livelli elevati con una prospettiva di crescita del 14% nel 2029 (rispetto ai volumi del 2024). Qui un’indicazione preziosa: nei traffici europei dei contenitori è il Mediterraneo ad avere la meglio con 82 miliardi di Teu, rispetto ai 61 del Nord Europa. Nei traffici intra-mediterranei sul podio salgono tre porti non italiani: Tanger Med, Valencia e Port Said (Genova è al 4° posto), ma l’Italia, insieme a Turchia, Egitto e Spagna è tra i paesi più promettenti e dinamici nell’attivare i traffici. 

L’exploit delle rinfuse solide

Nel Belpaese è l’export che traina la crescita con 176mila Teu, mentre l’import ne attrae 138mila. Nella prima metà del 2025 i porti italiani sono cresciuti in termini di traffico merci dell’1,2%.

Le rinfuse solide hanno registrato l’incremento più consistente con un +18,9% (28,7 milioni di tonnellate), mentre i container portano un +2,6% (62,8 milioni di tonnellate). Arretrano le rinfuse liquide (-3,5%) e il traffico Ro-Ro (-1%) destabilizzato dall’entrata in vigore dell’ETS, la tassa sulle emissioni nocive imposta da quest’anno al 100% per le navi che non rispondono a canoni di sostenibilità. Stando ai singoli porti, le performance migliori si registrano sul versante adriatico con Venezia (+3,6%), Ravenna (+5,6%) e Trieste che pur segnando un -0,2% può contare sulle buone performance di Monfalcone (+37,9%). Anche Genova perde il 3,1% dei traffici, ma Savona incrementa del 3,7%, Livorno cresce del 2 per centro, Civitavecchia del 4%, Gioia Tauro dello 0,9% e Taranto del 30,1%.  

La leadership ventennale nel Ro-Ro

A venti anni dall’introduzione delle autostrade del mare, nonostante l’arretramento del traffico ro-ro (-1%), l’Italia ha conquistato una posizione di leadership in questo segmento: secondo un recente rapporto edito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con Ram Spa e il Censis, le esportazioni con questa modalità sono cresciute del 77,8% tra il 2006 e il 2024, e addirittura del 126,7% nel periodo 2013-2024. In 20 anni l’offerta di linee è più che raddoppiata. Il numero di collegamenti è aumentato passando da 202 viaggi settimanali del 2004, a 291 nel 2024.

In particolare, le tratte internazionali sono cresciute del 163%. La consistenza della flotta, attiva sulle autostrade del mare, ha aumentato il proprio volume del 111% fra il 2004 e il 2024. Sulla base dei dati relativi ai primi 27 porti italiani, l’offerta di metri lineari resi disponibili ogni settimana passa da un milione 174mila del 2004 ai 2 milioni 565 mila del 2024, più che raddoppiando in questo modo la disponibilità di trasporto su mare dei mezzi pesanti. A livello geografico, i porti più attivi in questa modalità sono Livorno, con 359 mila metri lineari di stiva offerti settimanalmente, Genova (315mila) e Catania (224mila), ma l’intero Mezzogiorno risulta centrale: Sicilia, Campania e Puglia rappresentano oltre la metà delle tratte.

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