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26,5 centesimi in più per un litro di gasolio extrarete: ecco quanto costa la guerra in Medio Oriente 

Una nuova emergenza per la logistica. Oltre al più grande stop del trasporto aereo e navale del mondo, il trasporto si trova a fronteggiare l’impennata dei costi dei carburanti dovuti allo scoppio della guerra in Iran. Una situazione che graverà sulle aziende e sull’intero sistema economico. Secondo Cna Fita gli aumenti di questi giorni costeranno circa 2.400 euro all’anno per camion, ma potrebbero anche arrivare a 13mila. Conftrasporto chiede l’intervento immediato anche a livello europeo con la sospensione dell’Ets

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Il rialzo del costo gasolio extrarete dalla fine di gennaio è del 17,1%, ma circa l’80% degli aumenti si sono registrati da lunedì, il giorno di riapertura dei mercati dopo l’attacco Usa in Iran e lo scoppio della guerra in Medio Oriente. Il 27 gennaio un litro di gasolio veniva venduto nell’extrarete a 1,551 euro in media, ieri il prezzo era salito a 1,816 euro (Iva compreso).

Un balzo improvviso documentato dal monitoraggio curato da Figisc, l’associazione dei gestori degli impianti di rifornimento, in esclusiva per Uomini e Trasporti. Un rialzo che arriva dopo un trend già in salita dall’inizio dell’anno a causa dell’intervento normativo volto a riallineare le accise sui carburanti con lo sconto di 4 centesimi/litro sulla benzina e l’incremento della stessa cifra sul gasolio. 

Le maggiori associazioni dei gestori carburanti (Faib, Fegica, Figisc) indicano che i prezzi potrebbero continuare a salire nei prossimi giorni se le quotazioni petrolifere resteranno elevate. D’altra parte, negli ultimi giorni il Brent è salito sopra gli 80 dollari al barile, facendo registrare nell’ultimo mese un incremento oltre il 23%, dovuto principalmente alle tensioni in Medio Oriente che stanno mettendo sotto pressione l’offerta globale di materie prime. Le difficoltà e la chiusura dello Stretto di Hormuz incidono notevolmente se si considera che un quinto del petrolio consumato a livello globale, con una media di 20 milioni di barili al giorno, attraversava quelle acque. Lo stesso dicasi per il gas: circa un quinto del commercio mondiale di gas naturale liquido (gnl) ha solcato Hormuz nel 2024, principalmente dal Qatar. 

Ma se le difficoltà sono evidenti, molti hanno insinuato che dietro agli aumenti così repentini dei prezzi, con listini ritoccati a poche ore dallo scoppio del conflitto, ci siano speculazioni da parte dei petrolieri. L’associazione dei consumatori Adoc ha puntato il dito contro i rialzi spiegando che “il Paese dispone di riserve stoccate che dovrebbero ammortizzare queste oscillazioni”. Circostanza confermata dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente. Siamo il paese che ha lo stoccaggio più alto d’Europa, abbiamo fonti di approvvigionamento diversificate”. 

Il grido d’allarme è arrivato anche dall’autotrasporto. Cna Fita ha calcolato che l’aumento dei prezzi alla pompa in appena quattro giorni si traduce in un aggravio di oltre 2.400 l’anno per un mezzo pesante che percorre 100mila km annui. “Se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero continuare – specifica l’associazione guidata da Michele Santoni – si stima un ulteriore rincaro di 0,445 euro/litro (+25%) che significherebbe altri 13mila euro di spesa extra l’anno per ogni singolo automezzo”. Per questo Cna Fita ha chiesto con urgenza un credito d’imposta straordinario: un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. 

“Il trasporto sta pagando prima di tutti il conto del conflitto”, ha denunciato Conftrasporto, ricordando che alcuni Paesi, come la Spagna, si sono già mossi per contenere i prezzi“. Conftrasporto ha chiesto la sospensione immediata dell’Ets per il trasporto e misure straordinarie del governo a sostegno del sistema logistico. “In un quadro di totale incertezza, anche il sistema logistico si avvia verso una nuova emergenza. Senza un intervento immediato, l’effetto domino colpirà economia reale, imprese e famiglie”, ha dichiarato Pasquale Russo, Presidente Conftrasporto e Vicepresidente Confcommercio.


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