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10 domande a… Eraldo De Luca

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CARTA DI IDENTITÀ

Nome Eraldo
Cognome De Luca
Età 39
Stato Civile sposato
Punto di partenza Empoli
Anzianità di Servizio 18 anni
Settore di attività GDO generica
  • Come hai trovato la passione per il camion?

L’ho ereditata dal «babbo». Sin da quando ero piccolo ho sempre visto un camion parcheggiato davanti casa. Potevo stare per ore fisso a guardare quell’enorme mezzo che mi affascinava da matti. Crescendo, poi, sono entrato nel vivo del mestiere cominciando a macinare chilometri con mio padre. Tuttora lavoriamo insieme.

  • Quale veicolo guidi attualmente?

Un nuovissimo Scania S650, acquistato poco più di un anno fa.

  • Che tipologia di merce trasporti?

Principalmente materiali del settore dell’edilizia e della grande distribuzione, in particolare imballaggi per alimentari. A volte capita di trasportare anche gli alimenti stessi, come ad esempio il vino, oppure prodotti per l’agricoltura come concimi e fertilizzanti. Di solito parto da Empoli, dove ho casa, e mi sposto in tutto il centro-nord Italia.

  • Qual è la difficoltà maggiore che incontri nel tuo lavoro?

Aspettare anche cinque o sei ore per le operazioni di carico e scarico merce. Purtroppo i tempi di attesa rappresentano ancora un limite enorme per chi fa una professione come la mia. È insostenibile.

  • Come si potrebbe risolvere questa criticità?

Penso sia una questione di organizzazione interna di molte aziende, che dovrebbero essere più efficienti e flessibili. Una volta, ad esempio, mi è capitato di prenotare uno slot di carico/scarico attraverso una piattaforma. Ma all’azienda non risultava e, nonostante avessi il foglio stampato della prenotazione, non mi ha accettato. Risultato? Sono finito fuori fascia e ho dovuto aspettare. Una cosa assurda.

  • La tua soddisfazione più importante?

Quando ho comprato il nuovo Scania. È stato un investimento che mi ha riempito di orgoglio, senza dubbio il più importante della mia vita professionale da padroncino.

  • Un tema caldo che tiene banco in questo momento è il continuo aumento dei prezzi dei carburanti. Quanto “pesa” questa situazione?

Tantissimo. Con il prezzo del gasolio alle stelle diventa difficile far quadrare i conti, specie considerato che ho quattro mezzi in flotta i cui consumi sono rilevanti: oscillano in media tra i 3.000 e i 4.000 litri mensili per camion. Il problema è che a fronte di questi rincari nessuna azienda ci ha riconosciuto qualche forma di aumento o compensazione economica.

  • Carenza di autisti: come se ne esce?

Non se ne esce. La verità è che la gente è stanca di questo lavoro. Le patenti hanno costi esorbitanti, ottenere la CQC è tutt’altro che facile e gli stipendi sono bassi a fronte di sacrifici enormi. Ci credo che le nuove generazioni si tengano alla larga da questa professione.

  • Come riesci a conciliare l’essere padre con una vita “on the road”?

Beh, durante la settimana sono sempre fuori e alla sera torno tardi a casa. È nel weekend che riesco a dedicarmi pienamente alla famiglia. Il sabato e la domenica sono tutto per mia moglie e i miei tre figli piccoli.

  • Cos’è che ami fare oltre a guidare?

Mi piace molto la mountain bike. Quando ho tempo faccio volentieri un giro in bici. Ma in generale l’amore per la famiglia viene sempre al primo posto. Davvero quando ho appena un po’ di tempo libero mi dedico a tutto quello che loro hanno voglia di fare.

Per leggere altre interviste ai protagonisti della strada, vai a «Voci on the road».

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