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Il cruscotto di controllo per amministratori

Ho un problema serio, forse un mal comune che faccio fatica a considerare un mezzo gaudio. Magari si tratta soltanto di un ricambio generazionale, però percepisco che in realtà siamo ormai impossibilitati a mettere a fuoco prospettive e a generare motivazioni. Come faccio a comprendere cos’è che non funziona?
Mariella R_Arezzo

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Charles Darwin diceva che «non è il più forte o il più intelligente a sopravvivere, ma quello che si adatta meglio al cambiamento».
Statisticamente solo quattro aziende su cento arrivano dal nonno al nipote. Perché succede questo? Perché non hanno la capacità di evolvere. Le aziende che sopravvivono, invece, non sono necessariamente quelle che hanno bilanci sani e consulenti capaci, bensì quelle che dispongono di questa particolare capacità!

Nokia, leader nel mercato dei telefonini e gratificata da bilanci molto solidi, è stata spazzata via perché non ha saputo tenere il passo degli smartphone.
D’altra parte, provate a pensare: aziende come Microsoft o Apple che hanno sicuramente bilanci solidi, ma decidono di non mettere più a budget investimenti in ricerca e sviluppo potrebbero avere futuro?

La risposta a questa domanda è la dimostrazione che per avere successo non sono sufficienti i numeri. Per garantire la continuità aziendale e riuscire ad affermasi sul mercato l’imprenditore deve garantire efficienza in altre tre aree strategiche:
⁃ innovazione
⁃ formazione
⁃ clima aziendale
Su questo tema è centrato anche il novellato art. 2086 c.c. che impone precisi obblighi agli amministratori e, più in generale, agli imprenditori. Per evitare pesanti responsabilità, questi hanno il dovere di garantire adeguati assetti amministrativi, organizzativi e contabili, e monitorare costantemente la sussistenza della continuità aziendale. In caso di inerzia degli amministratori, saranno il collegio sindacale o il revisore legale, a segnalare l’inadeguatezza degli assetti, con conseguenze pesantissime per gli amministratori. Collegio sindacale e revisore legale sono così investiti del ruolo di “sentinelle” della continuità aziendale.

Come è possibile aiutare gli amministratori in questo costante monitoraggio degli adeguati assetti? Fondamentalmente, mettendo loro a disposizione un cruscotto di controllo basato sul modello della Balance Scorecard (BSC).
La BSC è una scheda di valutazione che analizza l’impresa sotto quattro differenti aspetti o aree: per ognuna di queste vengono stabiliti degli obiettivi e ogni area è suddivisa a sua volta in alcune sotto aree a cui è assegnato un peso numerico in relazione all’obiettivo da raggiungere. Si individuano poi degli indicatori per determinare la salute di ogni sotto area e, di conseguenza, dell’area intera.

Attraverso pochi e semplici indicatori, sindaci e revisore legale possono così aiutare gli imprenditori, in qualità di veri e propri “tutor” aziendali, a misurare e quindi migliorare le performance in queste quattro aree:
⁃ economico-finanziaria
⁃ clienti
⁃ processi
⁃ formazione e innovazione
Attraverso il cruscotto l’imprenditore ha costantemente l’azienda sotto controllo, riesce a monitorare le varie aree strategiche e a sfruttare tutte le possibilità previste in materia di finanziamenti dal nuovo regolamento dell’Autorità Bancaria Europea.

I principi seguiti dalle banche dal 1° luglio 2021 pongono l’attenzione proprio su indicatori che emergono dalla BSC. Le banche, non più per loro “sensibilità” ma per obbligo, pongono ora l’attenzione non solo sulla struttura economico-finanziaria e patrimoniale delle imprese ma, soprattutto, su altri fattori qualitativi:
ambientali (emissioni di anidride carbonica, efficienza nell’utilizzo delle risorse naturali, attenzione al cambiamento climatico)
sociali (rispetto dei diritti umani, condizioni di lavoro, uguaglianza e inclusione dei lavoratori)
gestionali (qualità e competenze dell’organo amministrativo).

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Marco Mancini
Marco Mancini
dottore commercialista e business coach
Scrivete a Marco Mancini: intornoazienda@uominietrasporti.it

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