Le carenature laterali dei semirimorchi, quelle che gli inglesi chiamano side skirts, sono in circolazione da anni. Dovevano migliorare l’aerodinamica, ridurre i consumi e abbassare i costi di esercizio. Ma non hanno mai sfondato davvero. Oggi, però, con l’arrivo dei camion elettrici, la storia potrebbe cambiare. A dimostrarlo è un test condotto in Germania da Activ Cars, società del gruppo Sovereign specializzata nella logistica conto terzi, che ha equipaggiato alcuni trattori elettrici con le carenature aerodinamiche sviluppate dalla startup Dymaxa.
Meno aria sotto il rimorchio, meno energia sprecata
Dopo quattro mesi di utilizzo su percorsi regionali misti, il risultato è stato sorprendente: il consumo di energia è diminuito tra il 5 e il 7%. Nel caso specifico il miglioramento è stato persino superiore a quello normalmente registrato sui semirimorchi tradizionali, perché il test è stato effettuato con rimorchi monoasse, che lasciano più spazio scoperto sotto il pianale e quindi permettono alle carenature di lavorare meglio sui flussi d’aria.
Venti chilometri che possono cambiare una giornata
Su un camion elettrico capace di percorrere circa 300 chilometri con una ricarica, quel 5-7% significa all’incirca 20 chilometri di autonomia supplementare. Può sembrare poco, ma nella distribuzione regionale può fare la differenza tra dover effettuare una ricarica durante il turno oppure completare il giro con una sola carica. Meno soste, più ore operative e minore pressione sulle infrastrutture di ricarica.
L’elettrico cambia anche i conti
Sui camion diesel, l’investimento nelle carenature si ripaga normalmente in meno di un anno. Con l’elettrico servono invece circa 18-24 mesi, perché il motore è già molto più efficiente e quindi ogni punto percentuale di risparmio produce un beneficio economico inferiore. Ma il vero vantaggio non è soltanto il costo dell’energia risparmiata: è l’autonomia guadagnata, una risorsa che oggi vale quasi quanto il carburante.
Come osserva Tobias Schneider, responsabile operativo di Activ Cars, l’idea non è nuova. A essere cambiato è il contesto: prezzi dell’energia, politiche per la decarbonizzazione e tecnologie più economiche rendono oggi queste soluzioni molto più interessanti rispetto al passato.
L’aerodinamica torna protagonista
Il caso Dymaxa ricorda una lezione spesso dimenticata: l’innovazione non nasce sempre da tecnologie rivoluzionarie. A volte basta recuperare un’idea già conosciuta e inserirla in un contesto completamente diverso. Per i camion elettrici, ogni chilowattora risparmiato vale qualche chilometro in più. E anche una semplice “minigonna” può diventare un piccolo alleato dell’autonomia.


