Le indiscrezioni circolavano ormai da mesi. E non erano semplici voci di corridoio. Il costruttore francese Lamberet, controllato dal 2015 dal gruppo cinese AVIC Electromechanical Systems Holding, era arrivato a un punto critico. Neppure una figura di grande esperienza come Stefano Chmielewski, ex amministratore delegato di Renault Trucks negli anni della forte espansione del marchio, è riuscita a invertire la rotta.
Il Tribunale delle Attività Economiche di Lione ha quindi accolto la richiesta della stessa azienda e aperto la procedura di amministrazione controllata. Produzione e consegne proseguiranno regolarmente durante il periodo di osservazione, fissato inizialmente in sei mesi. Sullo sfondo resta un mercato europeo ancora debole e la necessità di ricostruire un equilibrio industriale e finanziario.
Il settore europeo dei veicoli refrigerati vede così entrare in difficoltà uno dei suoi punti di riferimento storici. Lamberet, specializzata nella produzione di carrozzerie isotermiche e veicoli per il trasporto a temperatura controllata, punta ora a sfruttare la procedura giudiziaria per mettere in sicurezza la continuità aziendale e definire un piano di rilancio.
L’amministrazione controllata non equivale infatti alla cessazione dell’attività. Al contrario, mette l’azienda nelle condizioni di operare all’interno di un quadro giuridico protetto, continuando la produzione, mantenendo i rapporti con clienti e fornitori e valutando le soluzioni industriali e finanziarie più adatte a garantirne il futuro.
Lamberet impiega quasi mille persone ed è considerata una delle aziende simbolo della carrozzeria refrigerata europea. Fondata oltre novant’anni fa, ha costruito la propria reputazione nella progettazione di semirimorchi, casse mobili e veicoli refrigerati destinati alla distribuzione alimentare, alla logistica del freddo e al trasporto farmaceutico. Nel tempo il marchio è diventato sinonimo di innovazione tecnologica nel campo dell’isolamento termico, della riduzione delle masse e dell’efficienza energetica.
Secondo quanto comunicato dalla società, tutti gli stabilimenti continueranno a operare regolarmente. Gli ordini già acquisiti saranno prodotti e consegnati nei tempi previsti e l’assistenza ai clienti resterà pienamente operativa. Anche il Comitato Sociale ed Economico (CSE) ha espresso parere favorevole all’apertura della procedura, ritenendola lo strumento più efficace per concedere all’azienda il tempo necessario a costruire una soluzione di lungo periodo.

Un mercato ancora lontano dalla ripresa
La decisione di ricorrere all’amministrazione controllata non nasce da un singolo evento, ma dalla combinazione di diversi fattori che negli ultimi anni hanno messo sotto pressione l’intero comparto europeo dei veicoli industriali.
L’inflazione dei costi energetici e delle materie prime, l’aumento dei tassi di interesse, il rallentamento degli investimenti da parte delle imprese di trasporto e le persistenti incertezze geopolitiche hanno inciso profondamente sulla redditività dei costruttori. A questo si aggiungono la crescente pressione normativa, la transizione verso veicoli a basse emissioni e la necessità di investire nella digitalizzazione, nella connettività e nelle nuove tecnologie di refrigerazione.
Anche il trasporto a temperatura controllata, tradizionalmente più stabile rispetto ad altri segmenti, ha registrato una contrazione degli ordini dopo il forte incremento della domanda registrato negli anni successivi alla pandemia. Molti operatori hanno preferito rinviare il rinnovo delle flotte, prolungando la vita operativa dei mezzi già in esercizio.
Il piano del management
Nel comunicato diffuso dall’azienda viene sottolineato come il ricorso alla procedura rappresenti un passaggio del percorso di trasformazione avviato negli ultimi mesi dalla nuova direzione. L’obiettivo dichiarato è ristabilire l’equilibrio economico e rafforzare la competitività del costruttore francese.
«La decisione emessa oggi dalla Corte non rappresenta una fine, ma uno strumento al servizio del nostro progetto industriale», ha dichiarato l’amministratore delegato Stefano Chmielewski. «La nostra priorità rimane preservare l’azienda, proteggere i posti di lavoro, valorizzare il nostro know-how e costruire le condizioni per un futuro sostenibile. Grazie a un portafoglio ordini solido disponiamo di basi concrete per scrivere un nuovo capitolo della storia di Lamberet.»
Parole che confermano come il management continui a ritenere valido il modello industriale dell’azienda. Tra gli asset strategici figurano il patrimonio tecnologico costruito in decenni di attività, una rete commerciale consolidata in numerosi Paesi europei e una clientela fidelizzata composta da grandi operatori della logistica, della distribuzione alimentare e del trasporto specializzato.
Sei mesi decisivi
Il periodo di osservazione sarà ora determinante per individuare il percorso più adatto al rilancio. In questi sei mesi verrà analizzata la situazione economica dell’azienda e saranno valutate tutte le opzioni disponibili, dalla ristrutturazione finanziaria all’eventuale ingresso di nuovi investitori o partner industriali.
Per clienti e fornitori il messaggio è rassicurante: la continuità operativa resta garantita e gli impegni commerciali saranno rispettati. Una condizione essenziale per preservare la fiducia del mercato durante una fase inevitabilmente delicata.
Un banco di prova per l’intero settore
La vicenda Lamberet rappresenta anche un indicatore dello stato di salute dell’industria europea della carrozzeria refrigerata. Pur restando un segmento altamente specializzato e sostenuto da una domanda strutturalmente importante, il settore sta attraversando una fase di profonda trasformazione.
L’elettrificazione dei trattori stradali, l’introduzione di gruppi frigoriferi a basse emissioni, la digitalizzazione delle flotte e la crescente richiesta di servizi connessi impongono investimenti sempre più rilevanti proprio nel momento in cui i margini economici sono sotto pressione.
Per questo motivo i prossimi mesi saranno osservati con attenzione non soltanto dai dipendenti e dai clienti di Lamberet, ma dall’intero comparto europeo dei veicoli refrigerati. Se il piano di ristrutturazione raggiungerà gli obiettivi prefissati, l’azienda potrà trasformare questa fase di difficoltà in un’opportunità di rilancio. In caso contrario, la crisi di uno dei marchi storici del settore rischierà di ridisegnare gli equilibri competitivi della carrozzeria refrigerata europea.


