HomeProfessioneLeggi e politicaAutotrasporto, dalla carenza di autisti al Brennero: la FAI porta sei dossier a Bruxelles. E sull’ETS2 chiede compensazioni

Autotrasporto, dalla carenza di autisti al Brennero: la FAI porta sei dossier a Bruxelles. E sull’ETS2 chiede compensazioni

La FAI ha incontrato gli europarlamentari Borchia, Ricci, Fidanza e Tosi e messo sul tavolo le priorità del settore: conducenti, libera circolazione delle merci attraverso l’arco alpino, neutralità tecnologica, intermodalità, ETS2 e digitalizzazione. Sul nuovo sistema europeo delle emissioni, che dal 2028 coinvolgerà anche il trasporto stradale, la FAI ha chiesto misure strutturali di compensazione. Un fronte sul quale si sta muovendo anche il governo Meloni, che ha chiesto a Bruxelles un ulteriore rinvio, senza trovare per ora un’apertura dell’UE.

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Mancano gli autisti e, quando i camion riescono a partire, resta il problema di farli circolare senza ostacoli attraverso i valichi alpini. Sono due delle questioni che la FAI ha portato direttamente a Bruxelles, mettendole in cima a un pacchetto di sei dossier che, secondo la Federazione, condizioneranno il futuro dell’autotrasporto italiano in Europa. L’associazione ha scelto un confronto trasversale con gli europarlamentari italiani impegnati sui temi dei trasporti, incontrando Paolo Borchia della Lega, gruppo Patrioti per l’Europa e membro della commissione Trasporti e Turismo (TRAN); Matteo Ricci del Partito Democratico, gruppo Socialisti e Democratici (S&D) e vicepresidente della TRAN; Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia, gruppo ECR e membro della TRAN; e Flavio Tosi di Forza Italia, gruppo PPE e membro sostituto della stessa commissione. «Abbiamo scelto un confronto trasversale con rappresentanti di forze politiche diverse perché le questioni dell’autotrasporto non hanno un colore politico. Sono temi che riguardano la competitività delle imprese, la tenuta delle filiere logistiche e il funzionamento del mercato unico europeo. Abbiamo portato a Bruxelles le esigenze concrete delle aziende e sei priorità sulle quali chiediamo attenzione e impegni chiari», ha sottolineato Carlotta Caponi, Segretario Generale FAI.

Autisti: aprire alla formazione nei Paesi extra-Ue

Il primo dossier è quello della carenza di conducenti, ormai uno dei principali vincoli alla capacità di crescita delle imprese di autotrasporto. La richiesta della FAI è di costruire percorsi regolati e trasparenti attraverso i quali formare, qualificare e successivamente inserire nel mercato del lavoro europeo conducenti provenienti da Paesi extra-Ue. In questa strategia rientra il progetto Skilled Driver Mobility for EU – SDM4EU, che coinvolge Italia, Marocco, Egitto e Romania e punta proprio a creare percorsi di mobilità per personale qualificato, cercando di rispondere contemporaneamente alla domanda delle imprese e alla necessità di garantire standard professionali e formativi adeguati.

Garantire la libera circolazione delle merci

Subito dopo viene il Brennero, questione che per l’autotrasporto italiano non riguarda soltanto i rapporti con l’Austria, ma il principio stesso della libera circolazione delle merci nel mercato unico. La Federazione ha chiesto di garantire la permeabilità dell’arco alpino e di affrontare le restrizioni alla circolazione lungo l’asse del Brennero, riaprendo anche il confronto sul Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi. L’obiettivo indicato è trovare un equilibrio fra tutela ambientale e sicurezza, da un lato, e continuità dei collegamenti necessari alle filiere produttive e logistiche dall’altro.

Il fronte dell’ETS2

Tra i dossier più delicati c’è poi l’ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione destinato a coinvolgere, tra gli altri settori, anche il trasporto stradale. Il meccanismo non imporrà direttamente alle imprese di autotrasporto di acquistare le quote: l’obbligo ricadrà sui soggetti che immettono i carburanti sul mercato, ma il costo della CO₂ potrà trasferirsi sul prezzo finale dei combustibili. La FAI chiede quindi che il periodo precedente alla piena applicazione venga utilizzato per costruire meccanismi strutturali di compensazione, destinando risorse al rinnovo del parco, alle tecnologie a minore impatto ambientale, alle infrastrutture energetiche e all’intermodalità.

Ed è proprio sull’ETS2 che la posizione della Federazione incrocia uno dei dossier aperti dal governo italiano a Bruxelles. Italia ha chiesto un ulteriore rinvio dell’entrata in vigore dell’ETS2 per trasporti ed edifici, insieme a misure temporanee per contenere l’impatto dei costi ETS sui prezzi dell’energia. Per il momento, però, da Bruxelles non arriva il segnale di un ulteriore rinvio oltre il 2028. La linea delle istituzioni europee resta quella di accompagnare l’avvio del sistema con meccanismi che ne limitino volatilità e impatto sui prezzi. 

Neutralità tecnologica, intermodalità e digitale

Gli altri tre capitoli riguardano direttamente il modo in cui le imprese dovranno affrontare la transizione. Sulla decarbonizzazione, la FAI torna a chiedere il principio della neutralità tecnologica. Per l’intermodalità, la richiesta è invece quella di creare un quadro europeo capace di rendere il combinato realmente competitivo attraverso incentivi efficaci e infrastrutture adeguate. Infine, c’è la digitalizzazione, a partire dall’eFTI, il regolamento europeo sulle informazioni elettroniche relative al trasporto merci. La posizione della Federazione è che la digitalizzazione debba significare interoperabilità tra i sistemi, meno burocrazia e procedure più semplici, evitando che la sostituzione della carta con gli strumenti digitali produca paradossalmente nuovi adempimenti. «Per le imprese è fondamentale sapere quali posizioni e quali iniziative verranno sostenute a Bruxelles. Per questo vogliamo mantenere un confronto continuativo con gli europarlamentari italiani e condividere con la categoria il lavoro svolto e gli impegni assunti sui dossier che incidono concretamente sull’attività delle aziende», conclude Carlotta Caponi. La FAI ha annunciato quindi che il confronto con le istituzioni europee proseguirà sui sei dossier nei prossimi mesi. 

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