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FIAP critica i nuovi criteri per l’accesso nell’Albo: «La rappresentanza deve partire dal basso»

Il segretario Alessandro Peron, dopo aver rimarcato il ruolo storico dell’associazione, sottolinea come l’assenza di FIAP nell’Albo, dovuta soltanto a scelte “politiche”, è una grave anomalia, da risolvere in sedi e tempi più opportuni. Che però non impedirà che rimanga in ogni caso accanto alle imprese

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Il cambio delle procedure per la rappresentanza delle associazioni dell’autotrasporto all’interno dell’Albo ha creato alcuni smottamenti. Assotir ha da subito mostrato contrarietà e ha anche rimesso in discussione la sua adesione a Unatras. Trasportounito, invece, è uscito da Confetra (dove le era stata preferita Fedit) per entrare in Confesercenti e quindi conservare in questo modo il suo posto. Adesso è Fiap, un’associazione storica, nata nel 1949, a far sentire la sua voce. «FIAP è storicamente, da sempre – sottolinea il segretario generale, Alessandro Peron – tra le Organizzazioni di Rappresentanza che hanno sostenuto l’Albo, scontrandosi apertamente con chi voleva limitarne l’operato, se non addirittura eliminarlo». Così come aggiunte che, quando ha ricoperto l’incarico di vicepresidente del Comitato, «ha lavorato con forza e passione per la realizzazione di uno dei progetti più concreti e importanti della sua attività, ossia quello dell’informatizzazione delle informazioni che ha permesso la realizzazione del “portale della regolarità delle imprese”, strumento oggi quanto mai utile, se non indispensabile, soprattutto nei rapporti con la Committenza». 

Da qui la conclusione di Peron: «L’assenza di FIAP nell’Albo degli Autotrasportatori, per scelte “politiche”, che non tengono conto dell’impegno e della rappresentanza vera ed oggettiva delle imprese, protratta negli anni, risulta essere una grave anomalia, che dovrà essere risolta nelle sedi e nei tempi più opportuni».

In ogni caso, aggiunge Peron, FIAP «continuerà ad operare, come sta facendo da più di 70 anni, «proseguendo, nonostante tutto, nell’intrattenere relazioni con la Politica, le Istituzioni nazionali e internazionali, per una vera lobby che porti risultati concreti al settore» e «ascoltando le Imprese per comprendere le loro vere esigenze».

«La rappresentanza – conclude amaro il segretario della FIAP – non può essere una rendita di posizione decisa dalla politica, ma deve partire dal basso, con la partecipazione attiva delle imprese e dei suoi imprenditori».

Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti

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