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Unatras scrive alla viceministra Bellanova

Il tardo pomeriggio del 29 aprile è stato firmato il decreto che delega alle cure di Teresa Bellanova il settore dell'autotrasporto. Appena quattro giorni dopo (ma sono due se non si contano i festivi) Unatras scrive alla viceministra per chiedere un incontro urgente in cui discutere i temi caldi di un settore rimasto a secco dei finanziamenti del PNRR

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Dopo l’assegnazione della delega all’autotrasporto e all’intermodalità alla senatrice Teresa Bellanova, Unatras non perde tempo e, tempo pochi giorni, le scrive subito una lettera con cui, dopo le congratulazioni di rito, chiede un immediato confronto sulle principali criticità di cui soffre l’autotrasporto. Il problema, espresso già in passato – ricorda il presidente Amedeo Genedani, che firma la lettera – cercando un contatto con il ministro Giovannini è che parliamo «di un settore che ha dimostrato proprio durante la pandemia di essere strategico per l’economia e per l’Italia tutta» e che eppure «sembra quasi essere caduto nel dimenticatoio», tanto che, scorrendo il contenuto del PNRR, sono completamente assenti investimenti indirizzati al trasporto su gomma, malgrado questa sia comunque la modalità principale con cui viaggiano le merci in Italia.

Ma vediamo allora l’elenco di criticità stilato da Genedani e sul quale è urgente stabilire un confronto con la viceministra:

  • questione dei SAD (sussidi ambientali dannosi) ed eventuale taglio al recupero delle accise per le imprese di trasporto;
  • finanziamento di un fondo per il rinnovo del parco veicolare istituito presso il MIMS che consenta agli autotrasportatori di cambiare i veicoli più inquinanti ed obsoleti con nuovi ed a bassissime emissioni, sicuri e tecnologicamente avanzati;
  • implementazione degli strumenti di Mare e Ferrobonus;
  • accelerazione delle procedure che permettano di affidare le revisioni ai privati;
  • abolizione del contributo obbligatorio a favore dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART).

È molto interessante che su tutte queste problematiche Unatras non ponga questioni ideologiche, ma semplicemente pretende un coinvolgimento. D’altra parte – si legge nella lettera – le evoluzioni prospettate per un prossimo futuro sono tante e ruotano in qualche modo attorno agli obiettivi della transizione ecologica – «lo spostamento di quote di traffico significative dal tutto strada all’intermodale con la nave e il ferro per le lunghe distanze»; il raggiungimento dei target per la decarbonizzazione, dell’abbattimento delle emissioni inquinanti, della rimodulazione dei SAD» – sono tutte cose «ai quali la categoria dell’autotrasporto ha già ampiamente contribuito e intende continuare a contribuire». Però la cosa necessaria è che «si costruiscono dal basso, con scelte partecipate», perché in caso contrario «si rischia che rimangano lettera morta, per di più aggravando il settore in una congiuntura già di per sé difficilissima».

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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