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Confetra, l’emergenza di Hormuz frena la corsa dell’autotrasporto: costi lievitati del 9%

Dopo un 2025 positivo per il trasporto su strada con un 6,5% di incremento del traffico, il settore deve fare i conti con lo shock geopolitico del Medio Oriente che sta portando anche le tariffe del cargo aereo su del 38%, mentre i traffici marittimi nel Golfo di Hormuz sono diminuiti del 94%. Le previsioni dell’analisi congiunturale di Confetra invitano alla cautela, tenendo conto anche di un ritardo tecnologico riscontrato nell’adozione dell’AI per il momento una realtà solo per il 6% delle aziende. “Se il conflitto dovesse perdurare – avverte il Presidente De Ruvo - la crescita del PIL potrebbe risultare inferiore di un punto percentuale rispetto alle stime, con un'inflazione superiore di oltre 1,5 punti”.

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La crisi in Medio Oriente rischia di fermare la corsa del trasporto su strada in Italia che archivia un 2025 con una crescita del 6,3% in termini di traffico nazionale. Le previsioni dell’analisi congiunturale di Confetra per il 2026 sono di “estrema cautela” considerando che l’impennata del prezzo del gasolio sta portando un aumento del 9% dei costi per le aziende di autotrasporto che attendono ancora il credito d’imposta promesso dal Governo. Dopo lo scorso febbraio il traffico marittimo nel Golfo di Hormuz è crollato del 94% e le tariffe aree sono aumentate del 38%. La prova della crisi mediorientale trova i trasporti come un settore a due, dove la buona performance del 2025 deve ora fare i conti con uno shock geopolitico senza precedenti causato dal blocco dello Stretto di Hormuz. La crisi sta ridisegnando i flussi mondiali, ribaltando i fragili equilibri raggiunti lo scorso anno. 

L’analisi congiunturale promossa da Confetra sul settore della logistica, dei trasporti e delle spedizioni evidenzia che nonostante la resilienza mostrata nel 2025, il quadro è mutato drasticamente alla fine di febbraio 2026. Attraverso lo Stretto di Hormuz transitava circa il 20% dei flussi mondiali di petrolio; oggi i volumi sono crollati del 94%, passando da 84 navi a sole 7 unità giornaliere, con volumi precipitati da 3,4 milioni di tonnellate a appena 201 mila unità.“I dati raccolti per il 2025 restituivano l’immagine di un comparto capace di assorbire gli shock – ha dichiarato Carlo De Ruvo, Presidente di Confetra – tuttavia, l’attuale interruzione dell’approvvigionamento, definita dall’Agenzia Internazionale dell’Energia come la più grande della storia, sta mettendo a dura prova il sistema. Se nel 2025 il trasporto marittimo cresceva del 4,4%, oggi gli operatori devono affrontare noli container aumentati del 20% e un indice del trasporto dry bulk che segna un incremento ben superiore al 100% su base annua.”

L’emergenza del cargo aereo

Secondo Confetra l’emergenza si riflette con estrema violenza sulle spedizioni aeree, che già avevano chiuso il 2025 in flessione del 6,1%. Nel marzo 2026, la necessità di rotte alternative per evitare le aree interdette ha causato un balzo delle tariffe del 38% rispetto a febbraio. Tale dinamica è alimentata dal raddoppio del prezzo del jet fuel, su base annua, e dalla necessità di trasportare maggiori quantità di carburante a bordo per coprire tragitti più lunghi, riducendo conseguentemente lo spazio destinabile alle merci.

Trend positivo nel 2025 per il trasporto stradale

Anche il trasporto stradale, protagonista di un 2025 positivo con una crescita del traffico nazionale del 6,3%, è ora sotto scacco per l’impennata dei costi energetici. In Italia, il prezzo del gasolio ha raggiunto i 2.045,6 euro per 1.000 litri, un valore superiore del 29% rispetto a un anno fa. Considerando che i costi energetici rappresentano circa il 30% delle spese operative, l’incremento dei costi aziendali per l’autotrasporto ha già raggiunto il 9% su base annua. Centrale risulta dunque il tema del credito d’imposta per il quale il settore attende ancora il relativo decreto interministeriale.

AI ancora solo per il 6% delle aziende

In questo scenario di estrema incertezza, l’innovazione tecnologica emerge dall’analisi di Confetra, stenta a decollare. Appena il 6% delle imprese adotta oggi soluzioni di Intelligenza Artificiale, uno strumento che risulterebbe invece cruciale per ottimizzare le rotte e gestire l’impatto dei costi in tempo reale. Un segnale positivo arriva però dagli investimenti nel capitale umano, con il 51% delle aziende che punta con continuità sulla formazione digitale. “Per il 2026 prevale un clima di estrema cautela – conclude il Presidente De Ruvo – nello scenario peggiore, se il conflitto dovesse perdurare, la crescita del PIL potrebbe risultare inferiore di un punto percentuale rispetto alle stime, con un’inflazione superiore di oltre 1,5 punti. In questa fase delicata, la capacità di analizzare i dati e reagire tempestivamente ai mutamenti geopolitici rappresenta l’unica vera difesa per la competitività del sistema logistico nazionale.”

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