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Emilia-Romagna, la logistica fa sistema: Er.i.c. rilancia il ferro e apre la porta a Fs Logistix

La Regione prova a trasformare la propria forza logistica in un vantaggio competitivo strutturale. Con il rinnovo del protocollo Er.i.c. entrano nella stessa rete porto, interporti, terminal e Fs Logistix: un’alleanza che punta a far crescere il ferro, integrare i flussi e rafforzare il ruolo del camion nella nuova catena intermodale

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Non è soltanto il rinnovo di un protocollo istituzionale. Il nuovo accordo Er.i.c. (Emilia-Romagna Intermodal Cluster) segna un’evoluzione del modello logistico regionale, perché passa dalla semplice collaborazione tra infrastrutture alla costruzione di una vera rete coordinata capace di competere con i grandi corridoi europei.

L’intesa riunisce il porto di Ravenna, gli interporti di Bologna e Parma, i terminal intermodali di Rubiera, Lugo e Piacenza, Dinazzano Po, Sapir, Cepim e, per la prima volta, anche Fs Logistix, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato specializzata nella logistica integrata. Un ingresso che modifica il profilo del Cluster, aggiungendo un operatore nazionale in grado di collegare il sistema emiliano-romagnolo alle principali direttrici ferroviarie italiane ed europee.

I numeri spiegano il peso dell’operazione. Nel 2025 le piattaforme aderenti hanno movimentato oltre 18 milioni di tonnellate di merci, pari a circa il 95% dell’intero traffico ferroviario merci della regione. In altre parole, Er.i.c. rappresenta già oggi quasi tutto il sistema ferroviario merci dell’Emilia-Romagna. Rafforzarne il coordinamento significa quindi intervenire sul cuore della logistica regionale.

Per gli operatori del trasporto l’aspetto più interessante è proprio questo cambio di paradigma. Fino a oggi porto, interporti e terminal hanno spesso operato come infrastrutture complementari ma autonome. Il nuovo protocollo punta invece a costruire una governance comune, favorendo la pianificazione degli investimenti, la digitalizzazione dei flussi informativi, l’integrazione operativa e una maggiore specializzazione delle diverse piattaforme.

L’ingresso di Fs Logistix va letto in questa prospettiva. La società del Gruppo FS non porta soltanto capacità ferroviaria, ma anche una visione di logistica door-to-door che integra ferro, strada e terminal. Per gli autotrasportatori questo significa poter entrare in filiere intermodali più strutturate, nelle quali il camion non perde centralità ma assume sempre più il ruolo di collegamento tra stabilimenti produttivi, terminal ferroviari e destinazioni finali.

La strategia regionale guarda inoltre al lungo periodo. Il nuovo protocollo estende infatti il proprio orizzonte fino al 2040, allineandosi al Piano regionale dei trasporti. L’obiettivo è consolidare l’Emilia-Romagna come piattaforma logistica nazionale, sfruttando la posizione geografica lungo il corridoio Adriatico e l’elevata concentrazione di imprese manifatturiere che generano domanda di trasporto.

Sul piano operativo la Regione accompagnerà questa strategia con due nuovi strumenti di incentivo. Il primo, da 1,3 milioni di euro, sostiene i servizi ferroviari nell’ambito di un programma pluriennale da 4,1 milioni; il secondo introduce uno “sconto traccia” sulla rete ferroviaria regionale gestita da Fer, riducendo il costo di accesso all’infrastruttura per gli operatori ferroviari e favorendo il trasferimento di quote di traffico dalla strada al ferro.

Naturalmente le risorse economiche, da sole, non saranno sufficienti a modificare gli equilibri modali. Perché il trasferimento delle merci dalla gomma alla ferrovia richiede soprattutto frequenza dei collegamenti, affidabilità dei servizi e tempi compatibili con le esigenze dell’industria. Tuttavia il valore del nuovo Er.i.c. risiede proprio nell’aver scelto di affrontare questi temi in maniera sistemica, mettendo attorno allo stesso tavolo tutti gli attori che concorrono alla costruzione della catena logistica.

Il rinnovo del protocollo arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per il sistema logistico regionale. Sullo sfondo resta infatti il possibile ingresso di Msc nell’Interporto di Bologna, operazione che potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Emilia-Romagna nelle grandi reti internazionali del trasporto merci. Se dovesse concretizzarsi, la presenza di un grande operatore globale si inserirebbe in un contesto già orientato all’integrazione tra porto, ferrovia e piattaforme logistiche, aumentando la capacità della regione di attrarre nuovi traffici.

Più che un accordo tra infrastrutture, quindi, Er.i.c. rappresenta un tentativo di costruire una politica industriale della logistica. E in un mercato nel quale la competitività dipende sempre meno dalla singola piattaforma e sempre più dall’efficienza dell’intera catena, è probabilmente questa la novità più significativa.

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