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Emilia-Romagna, sprint sull’intermodalità: in arrivo nuovo pacchetto di incentivi per il ferro

La Regione prepara un nuovo pacchetto di incentivi per il trasporto merci ferroviario: contributi sui treni-km aggiuntivi, sconto traccia fino a 2,50 €/km sulla rete FER e fondo per le manovre nel porto di Ravenna, con premialità per la ZLS. L'annuncio è arrivato proprio a Ravenna nel corso di convegno di Economia Pulita

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Un nuovo pacchetto di misure strutturali per rafforzare il trasporto merci su rotaia e spingere l’intermodalità è pronto a vedere la luce in Emilia-Romagna. L’annuncio è arrivato nel corso di un convegno organizzato da Economia Pulita presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale e riferito dalla responsabile della Logistica della Regione Emilia Romagna, Federica Ropa.

A illustrare le linee guida dell’intervento è stata Federica Ropa, Responsabile Logistica della Regione Emilia-Romagna: tre direttrici operative e una novità trasversale destinata a incidere sulle scelte degli operatori, ovvero una premialità specifica per i collegamenti da e verso la Zona Logistica Semplificata (ZLS).

L’obiettivo è chiaro: rendere strutturale il sostegno al ferro, intervenendo sui principali driver di costo – trazione, traccia e ultimo miglio portuale – con strumenti mirati e tecnicamente più aderenti alle esigenze del mercato.

Nuovo “Ferrobonus” regionale: stop alle tonn-km, via ai treni-km

La prima linea di azione ricalca l’impostazione del Ferrobonus Nazionale, ma introduce un cambio di paradigma richiesto dagli operatori: il parametro incentivato non sarà più la tonnellata-chilometro, bensì il treno-chilometro aggiuntivo.

Il contributo sarà riconosciuto agli utenti del trasporto ferroviario intermodale o trasbordato e agli operatori del combinato che attiveranno servizi ferroviari supplementari per un anno, rispetto a un periodo base (ipotesi: 2025).

Due gli elementi tecnici qualificanti:

  • Semplificazione procedurale rispetto ai precedenti bandi.
  • Vincolo territoriale flessibile: origine o destinazione del convoglio dovranno attestarsi su un nodo ferroviario situato in Emilia-Romagna.

Per il mercato, il passaggio ai treni-chilometro rappresenta un segnale forte: si incentiva la capacità produttiva effettiva, non il mero volume trasportato.

Sconto traccia sulla rete regionale FER: fino a 2,50 €/treno-km

Seconda direttrice: abbattimento del costo di accesso all’infrastruttura sulla rete regionale gestita da Ferrovie Emilia-Romagna (FER).

La Regione introdurrà uno “sconto traccia” aggiuntivo rispetto a quello nazionale, destinato alle imprese ferroviarie merci, con un contributo fino a 2,50 euro per treno-chilometro.

Caratteristiche chiave:

  • Applicazione sulla sola rete di competenza regionale.
  • Strumento cumulabile con le misure nazionali.
  • Finalità di compensazione dei costi esterni lungo l’intero territorio nazionale.

L’intervento mira a migliorare la competitività del ferro soprattutto nei traffici di medio raggio e nei servizi di adduzione ai grandi corridoi.

Porto di Ravenna: fondo strutturale per le manovre ferroviarie (2026–2030)

La terza misura interviene sull’anello più delicato della catena intermodale: l’ultimo miglio portuale.

Nel porto di Ravenna, l’Autorità portuale potrà erogare fino a 500.000 euro l’anno a favore degli operatori della manovra ferroviaria. La Regione contribuirà al fondo per una quota dedicata.

Elemento strategico: la misura avrà durata quinquennale (2026–2030), configurandosi come intervento strutturale e non emergenziale.

Anche in questo caso sarà previsto un meccanismo di ribaltamento obbligatorio del beneficio tariffario per garantire una premialità ai convogli da/per le aree ZLS.

La leva ZLS come moltiplicatore

La novità più rilevante, trasversale alle tre linee di intervento, è la volontà di integrare sistematicamente la premialità per i traffici legati alla Zona Logistica Semplificata.

La logica è chiara: orientare i flussi ferroviari verso le aree strategiche della regione, rafforzando l’integrazione porto-retroporto-interporto e aumentando la massa critica dei collegamenti su ferro.

Impatto atteso per gli operatori

Per imprese ferroviarie, MTO, terminalisti e caricatori industriali, il pacchetto regionale rappresenta:

  • Maggiore prevedibilità su un orizzonte pluriennale.
  • Riduzione dei costi fissi di accesso alla rete.
  • Incentivazione diretta alla produzione di nuovi servizi.
  • Supporto strutturale all’ultimo miglio portuale.

Se confermato nei tempi annunciati, il piano dell’Emilia-Romagna potrebbe diventare uno dei modelli regionali più avanzati nel sostegno all’intermodalità ferroviaria in Italia, con un impianto tecnico orientato alla produzione reale di treni e non solo ai volumi dichiarati.

Gli operatori sono avvisati: la finestra per programmare nuovi servizi ferroviari potrebbe aprirsi a breve.

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