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Il Gnl sbarca in ferrovia: nel 2022 in servizio i primi treni a metano liquido

Ferrovie, Snam e Hitachi Rail hanno presentato a Bologna i nuovi treni convertiti da diesel a Gnl e Bio-Gnl. I convogli a metano elimineranno sostanzialmente le polveri sottili e ridurranno del 20 % le emissioni di anidride carbonica, che grazie al biometano potranno essere azzerate

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Oggi il Gnl può essere usato anche come carburante per i treni. Se le navi a metano liquido vanno a gonfie vele e i camion già da qualche anno ormai stanno macinando la loro parte di chilometri, adesso anche il trasporto merci su rotaia si avvicina a questa risorsa energetica alternativa. È previsto infatti nel 2022 il primo viaggio commerciale in Italia di due automotrici di Fondazione FS convertite a Gnl e a Bio-Gnl.

L’annuncio è avvenuto nell’ambito della ConferenzaGnl che si è tenuta a Bologna dal 6 all’8 ottobre scorsi, nel corso della quale sono stati presentati i nuovi treni convertiti grazie a una collaborazione con Snam e Hitachi Rail.

Le automotrici prenderanno servizio sulla linea Sulmona-Carpinone (la prima ferrovia turistica italiana per numero di viaggiatori).

I lavori di conversione a metano e biometano liquido delle due storiche automotrici diesel erano stati avviati nel novembre 2020 nelle Officine manutenzione ciclica di Trenitalia, a Rimini, come previsto dal memorandum d’intesa siglato a marzo 2019 da FS Italiane, Snam e Hitachi Rail con l’obiettivo di trasformare una parte dell’attuale parco rotabile di Fondazione FS Italiane.

Il progetto pilota di Rimini rappresenta un primo step per eliminare le emissioni di particolato e ridurre di circa il 20% quelle di anidride carbonica, che grazie al biometano potranno essere azzerate.

Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti

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