Un incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per scongiurare l’anno nero del trasporto combinato ferroviario con la Germania che rischia di divide in due l’Europa. Le associazioni del settore, convocate ieri dal ministro Salvini, hanno portato sul tavolo proposte e soluzioni per “sopravvivere” all’ondata di lavori sulle linee ferroviarie tedesche che, dopo i tanti cantieri in Italia a seguito dei lavori finanziati dal Pnrr, vengono viste come il colpo finale al trasporto di merci su ferro.
Le proposte di Fermerci
Un coordinamento unitario e costante tra tutti i gestori delle infrastrutture europee; la garanzia di una capacità di servizio di almeno il 70/80 percento, un fondo nazionale ed europeo per compensare i costi aggiuntivi e la sospensione temporanea delle penali da cancellazione: sono queste le richieste portate sul tavolo da Fermerci. Il presidente di Associazione, Clemente Carta, che ha apprezzato l’interessamento del ministroSalvini e ringraziato il Ministero dei Trasporti per la prontezza dell’intervento, ha dichiarato: “I lavori sull’infrastruttura ferroviaria europea devono mutuare il modello al momento utilizzato dal gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana RFI, evitando di lasciare isolate intere regioni e distretti industriali perdiversi mesi. Quest’ultimo approccio, proposto dal gestore dell’infrastruttura tedesco, provoca dannieconomici a tutti gli Stati Membri e mette a rischio i sistemi produttivi internazionali”.
Si mobilitano il web e i social
L’auspicio è quello di trovare un accordo tra il governo italiano e quello tedesco per scongiurare la crisi. Durante l’incontro primo bilaterale tra il ministro Salvini e l’omologo tedesco, che si è svolto il 23 gennaio scorso, è stato manifestato interesse a trovare una soluzione per una situazione che sta preoccupando tutto il cargo europeo. Tanto che è partita un’iniziativa chiamata “Save Combined Transport” a cui stanno aderendo i maggiori manager del settore, dandone evidenza sui canali social.
Traffici in discesa
Il rapporto annuale di Fermerci ha evidenziato un calo del 3,5% in termini di chilometri percorsi dai treni sulla rete ferroviaria italiana e un – 2,51% dei convogli movimentati nei porti. La perdita rischia di salire nei prossimi mesi a causa del perdurare delle riduzioni di capacità nel 2026 e, a questo quadro già complesso, si andranno ad aggiungere gli imminenti lavori di adeguamento sull’infrastruttura ferroviaria in Germania. Sul tratto tedesco del corridoio Scandinavo-Mediterraneo si avranno chiusure e rallentamenti a partire da quest’anno che ostacoleranno la principale via commerciale dell’Italia con il nord Europa, con conseguenze molto pesanti per l’economia europea e quella italiana. Esiste già un precedente a riguardo, l’interruzione della linea di Rastatt del 2017. Secondo uno studio di UIRR (International Union for Road-Rail combined transport), la chiusura per sole sette settimane di quel tratto ha coinvolto numerose fabbriche, portando alla chiusura di svariate linee di produzione per un danno quantificato in più di 2.2miliardi di euro.


