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Autotrasporto, il Garante chiede la precettazione. A Napoli la protesta continua

La Commissione di garanzia sollecita interventi per ripristinare le consegne dei beni essenziali. Nel capoluogo campano il corteo dei camion raggiunge il porto, mentre la Procura dispone accertamenti preliminari sulle pressioni denunciate dagli autotrasportatori. Anche a Uomini e Trasporti sono arrivati racconti di pneumatici tagliati, con disagi e danni economici rilevanti.

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La Commissione di garanzia sugli scioperi ha chiesto la precettazione degli autotrasportatori per assicurare la ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali. È lo sviluppo più rilevante della serata di giovedì 22 ottobre, al termine di una giornata in cui il via libera del Consiglio dei ministri al decreto di sostegno al settore si è accompagnato alla prosecuzione delle proteste in Campania e agli accertamenti sulle intimidazioni denunciate da diversi operatori. 

Il Garante: ripristinare le consegne essenziali

Nella nota diffusa in serata, la Commissione riconosce il senso di responsabilità delle organizzazioni che hanno revocato le iniziative di protesta. Rileva però che sul territorio continuano blocchi stradali in violazione delle regole del settore e del Codice di autoregolamentazione, con conseguenze ormai insostenibili per gli approvvigionamenti.

Da qui la segnalazione formale alle autorità competenti, ai sensi dell’articolo 13 della legge 146 del 1990, perché adottino le misure necessarie a garantire la ripresa delle consegne. La Commissione richiama il pericolo per la salute, la sicurezza e la libertà di circolazione dei cittadini. 

Il passaggio riguarda la richiesta del Garante: l’eventuale ordinanza di precettazione costituisce un provvedimento distinto, affidato alle autorità competenti. 

A Napoli i camion si spostano verso il porto

In Campania la mobilitazione è proseguita anche dopo l’approvazione del decreto. Nel pomeriggio del 22 ottobre, a Napoli, una colonna di mezzi pesanti si è mossa dalla zona orientale della città lungo via Marina, raggiungendo gli accessi al porto. Il corteo a passo d’uomo ha provocato ulteriori difficoltà alla circolazione.

Una parte dei manifestanti giudica insufficienti le misure del Governo e chiede un intervento diretto sul prezzo dei carburanti, a partire dalle accise. Nei presidi resta quindi una distanza tra le risposte ottenute al tavolo nazionale e quelle considerate necessarie da chi continua la protesta. 

Le conseguenze sulla logistica e sulla distribuzione hanno portato anche all’attivazione di un tavolo permanente di crisi e monitoraggio presso la Prefettura di Napoli. Il prefetto Michele di Bari ha disposto l’istituzione dell’organismo dopo l’incontro con Cgil, Cisl e Uil: coinvolgerà sindacati, associazioni di categoria e istituzioni, con l’obiettivo di tutelare la continuità dei servizi essenziali e l’occupazione. 

Pressioni e pneumatici tagliati: gli accertamenti

Un altro fronte riguarda le intimidazioni denunciate dagli autotrasportatori. La Procura della Repubblica di Napoli ha disposto accertamenti per verificare se nella mobilitazione si sia manifestata anche l’influenza della criminalità organizzata. Secondo quanto riferito dall’ANSA, si tratta di verifiche preliminari, dai cui esiti dipenderà l’eventuale apertura di un fascicolo.

All’origine degli approfondimenti ci sono racconti di pressioni e minacce, in alcuni casi attribuite a persone con il volto coperto. Alcuni autisti hanno riferito di aver trovato gli pneumatici dei camion tagliati. 

Anche alla redazione di Uomini e Trasporti sono arrivate decine di racconti di pneumatici tagliati, accompagnati da segnalazioni di disagi e danni economici anche rilevanti. Per un’impresa di trasporto, un mezzo immobilizzato può comportare costi che vanno oltre la riparazione, tra tempo perso e consegne da riorganizzare.

Sugli episodi oggetto degli accertamenti restano da ricostruire le responsabilità e gli eventuali collegamenti. L’ipotesi di condizionamenti criminali è uno degli aspetti da verificare, mentre le testimonianze raccolte descrivono le conseguenze subite da chi denuncia di essere stato ostacolato nel proprio lavoro.

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