La protesta non si ferma, ma da ieri sera sul tavolo c’è una novità: 15 milioni di euro. È la somma che la Regione Calabria intende destinare a un intervento straordinario contro il caro carburante. Il presidente Roberto Occhiuto ha annunciato che il provvedimento sarà portato domani, lunedì 5 ottobre, in Consiglio regionale, insieme all’assestamento di bilancio. L’emendamento dovrebbe stanziare le risorse e demandare alla Giunta la definizione dei codici Ateco interessati e delle modalità di erogazione dei contributi. «Quindici milioni di euro è il massimo che la Regione può fare», ha detto Occhiuto, collegando direttamente l’intervento alle difficoltà di chi utilizza ogni giorno «il trattore, il camion, l’auto per andare a lavorare».
L’annuncio arriva dopo una settimana di proteste che ha messo sotto pressione diversi snodi della viabilità calabrese. E non ha, almeno per ora, fatto rientrare la mobilitazione.
I presìdi continuano
Nella giornata di sabato 3 ottobre risultavano ancora attivi presìdi a Firmo, Spezzano Albanese e Davoli, mentre altre fonti locali segnalavano manifestanti anche nelle aree di Rosarno, Pizzo, Sibari e San Marco Argentano. A Davoli, lungo la Statale 106, la protesta ha continuato a produrre forti rallentamenti.
A Spezzano Albanese agricoltori e mezzi sono rimasti al quadrivio chiedendo una riduzione del prezzo del gasolio e maggiori garanzie sui costi delle materie prime.
Particolarmente significativo quanto accaduto a Davoli, dove al presidio si sono recati anche amministratori locali e sindaci di oltre trenta Comuni. La protesta, partita dal mondo agricolo, ha ormai coinvolto anche autotrasportatori, pescatori, commercianti e altre categorie produttive.
Non siamo quindi di fronte a un blocco permanente dell’A2 o dei collegamenti con lo Stretto. Ma per chi deve organizzare un trasporto il problema resta concreto: la rete è percorribile, ma la prevedibilità dei tempi di viaggio si è ridotta. Ed è questo, dal punto di vista logistico, l’aspetto più delicato.
Il problema non è la strada chiusa, ma non sapere quando si riapre
Nei giorni scorsi Pizzo è diventato il simbolo della protesta. Allo svincolo dell’A2 agricoltori e allevatori hanno tentato di raggiungere l’autostrada, ma l’intervento delle forze dell’ordine ha impedito l’occupazione delle corsie. In precedenza i trattori erano stati periodicamente spostati per consentire il deflusso dei veicoli.
A Lamezia Terme le manifestazioni hanno prodotto lunghe code fra la Statale 18 e la rotatoria dell’aeroporto, mentre a Rosarno le proteste hanno interessato un altro passaggio fondamentale per i collegamenti trasversali della regione.
Per un camion, però, anche un blocco temporaneo può avere conseguenze che vanno ben oltre il tempo trascorso in coda. Può significare perdere una finestra di scarico, arrivare fuori tempo utile a un traghetto, alterare la programmazione delle ore di guida e riposo o rendere necessario ripianificare un giro successivo. Per un carico refrigerato si aggiungono consumi e costi; per una consegna su appuntamento, il ritardo si trasferisce al magazzino e al destinatario. Il punto, quindi, non è soltanto quanti chilometri di strada vengono bloccati, ma quanto diventa incerto il tempo necessario per attraversarli.
Domani la protesta arriva alla Regione
La giornata decisiva sarà quella di lunedì 5 ottobre. Da una parte il Consiglio regionale dovrà approvare lo stanziamento dei 15 milioni; dall’altra la protesta arriverà direttamente davanti alle istituzioni.
Fedralog Calabria ha convocato dalle ore 7 una manifestazione davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. La Federazione ha precisato che l’iniziativa non comporterà un fermo generale dell’autotrasporto né blocchi stradali e che le attività continueranno regolarmente.
Nello stesso luogo sono però attesi anche trattori e altri mezzi provenienti dalla mobilitazione popolare che in questi giorni sta attraversando la regione. Gli organizzatori hanno annunciato di voler proseguire la protesta almeno fino alla manifestazione nazionale prevista a Cosenza il 10 ottobre.
Domani, dunque, protesta e risposta istituzionale si troveranno letteralmente nello stesso luogo.
I 15 milioni basteranno?
È ancora presto per dirlo. Il provvedimento regionale deve prima essere approvato e soprattutto dovranno essere definiti beneficiari, importi e modalità di erogazione. L’emendamento dovrebbe affidare proprio alla Giunta il compito di individuare i codici Ateco interessati.
Coldiretti Calabria ha accolto positivamente l’annuncio, considerandolo una risposta alle richieste avanzate dal settore agricolo, pur indicando la necessità di interventi più strutturali. Più difficile capire quale effetto produrrà la misura sull’autotrasporto, che ha avanzato richieste molto specifiche.
Fedralog Calabria aveva chiesto, tra le altre cose, un contributo straordinario di 0,40 euro al litro sul carburante acquistato in regione, l’esenzione triennale dal bollo per i veicoli sopra 3,5 tonnellate, interventi sull’Irap e soprattutto una riforma capace di legare costi minimi e adeguamento automatico delle tariffe alle variazioni del carburante. È quindi probabile che il confronto di lunedì non riguardi soltanto l’entità dello stanziamento, ma anche come quei 15 milioni saranno distribuiti e quanto realmente arriverà alle imprese di trasporto.
Attenzione alle date dei fermi: nel calendario MIT ce ne sono due
C’è infine un elemento che merita attenzione. Nel calendario ufficiale degli scioperi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiornato al 4 ottobre, risultano attualmente registrate due proclamazioni di fermo del trasporto merci delle imprese aderenti a Fedralog Calabria. La prima va dalle 00.01 del 9 ottobre alle 24 del 13 ottobre, per complessive 120 ore. Ma nel registro compare anche una seconda proclamazione Fedralog Calabria, depositata il 30 settembre, per altre 120 ore dal 16 al 20 ottobre.
Al momento il calendario ministeriale riporta entrambe. Sarà quindi necessario capire se il secondo fermo sia destinato ad aggiungersi al primo oppure a sostituirlo. La seconda finestra coincide peraltro esattamente con il fermo proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano, che dal 16 al 20 ottobre ha annunciato lo stop dell’autotrasporto merci conto terzi nell’isola. Anche quest’ultimo risulta inserito nel calendario ufficiale del MIT. Se le due mobilitazioni di Calabria e Sicilia dovessero realmente sovrapporsi, l’impatto sul sistema dei collegamenti attraverso lo Stretto diventerebbe evidentemente molto più rilevante.
Per ora, però, è corretto fermarsi ai fatti: la Calabria continua a protestare, domani porterà la vertenza davanti alla Regione e sul tavolo ci sono per la prima volta 15 milioni di euro.


