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Marco Federzoni, Webfleet Solutions: «Con la telematica a bordo non si torna più indietro»

Sicurezza, efficienza, sostenibilità ambientale, riduzione dei tempi impiegati per singole operazioni: l’elenco dei vantaggi che si possono ottenere con gli strumenti digitali è lungo e articolato. E con l’aiuto del direttore commerciale di Webfleet Solution abbiamo provato a monetizzarli

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«La crisi può essere una vera benedizione, perché è la crisi a portare progresso» diceva Einstein. Ma in un momento in cui i costi di gestione delle aziende di autotrasporto lievitano, rischiando di compromettere il loro futuro, riuscire a intravederne i risvolti positivi non è cosa facile. Cosa fare dunque? La risposta, in effetti, potrebbe arrivare dal progresso tecnologico e, più nel dettaglio, dalla digitalizzazione, termine talvolta abusato senza comprenderne i reali risvolti pratici.  

Le nuove tecnologie a bordo delle flotte, infatti, possono portare notevoli benefici in termini di costi e non solo: sicurezza, efficienza, sostenibilità ambientale e riduzione dei tempi per le operazioni logistiche. A fronte di un necessario investimento iniziale per la loro implementazione, i vantaggi, nel lungo periodo, sono assai remunerativi. Difficili da quantificare, è vero, ma basta comprendere il potenziale dei dati raccolti a bordo dei veicoli per intuire che il gioco vale la candela.

«La digitalizzazione è un fatto, è pervasiva, chi non si adatta scomparirà» spiega Marco Federzoni, direttore commerciale Italia di Webfleet Solutions, divisione telematica di Bridgestone che offre una piattaforma in cloud (senza bisogno di essere installata su pc) in grado di fornire la posizione dei veicoli in tempo reale, comunicare con la flotta, migliorare lo stile di guida degli autisti e ottimizzare i percorsi, risparmiando così tempo, carburante e denaro. «A fare la differenza, però – continua Federzoni – è il modo in cui si utilizza la digitalizzazione. Nel mondo dell’autotrasporto si stanno muovendo ora i primi passi e fino a oggi non abbiamo riscontrato svantaggi. Quando un’azienda comincia a usare la telematica, per la nostra esperienza, non torna più indietro».

Ma si riesce a calcolare quanto l’uso della tecnologia possa incidere su costi e risparmi? «È difficile quantificare il risparmio – risponde il direttore – perché spesso si tende a sottovalutare il valore di una corretta ed efficiente gestione della flotta. La piattaforma, per esempio, aiuta anche con la gestione del tachigrafo digitale, che già di per sé rappresenta un valore incredibile considerando che prendere una multa è un impegno oneroso. Se però vogliamo essere più concreti, basti pensare che grazie all’utilizzo di questi strumenti è possibile realizzare almeno una presa in più a settimana, anche per chi fa trasporti di media lunghezza e una/due prese al giorno. Ottimizzando percorsi e pause, sempre secondo la normativa, il sistema può ripagarsi praticamente da solo. Stimiamo che il ritorno sull’investimento si possa avere entro l’anno, anche meno in alcuni casi. Inoltre, è possibile avere l’hardware con un leasing o un noleggio, iniziando a sfruttarne da subito i vantaggi. Una prospettiva interessante anche per le imprese più piccole e con pochi veicoli, dal momento non costituisce un impegno finanziario».

Per verificare il tutto abbiamo provato a fare due conti tramite il calcolatore di Webfleet Solutions. È venuto fuori che, rispetto a un’azienda con una flotta di 30 camion e due furgoni, i primi con un chilometraggio medio annuo di 100mila km, i secondi 90mila km, tutti diesel, il risparmio netto annuale stimato si aggira sui di 203 mila euro, a fronte di un costo totale per l’acquisto della piattaforma di 14.237 euro. Più nel dettaglio, il risparmio sarebbe di 201.830 euro (il 15% in meno) sul costo del carburante, di 10.973 euro per la manutenzione (18% in meno) e di 4.750 euro (5%) per i premi assicurativi. Il periodo di recupero previsto sarebbe in questo caso pari a due mesi.

E non è tutto. Grazie alle nuove soluzioni digitali è infatti possibile ridurre anche il rischio di incidenti e aumentare la sicurezza per gli autisti. La soluzione Webfleet Video, per esempio, consente di installare a bordo del veicolo una telecamera, rivolta verso la strada ed eventualmente anche verso il conducente, in grado di raccogliere informazioni dettagliate su eventi critici, come incidenti, frenate e sterzate brusche, registrando i dieci secondi precedenti e i dieci successivi. Permette inoltre di identificare la guida rischiosa avvertendo, tramite un sistema di allarme, direttamente il conducente. Uno strumento che sulla carta può offrire diversi vantaggi, soprattutto in termini di risparmi dal punto di vista assicurativo.

È possibile quantificarli? «Secondo una nostra ricerca – spiega Federzoni – l’80% degli incidenti in cui è coinvolto un mezzo pesante dipende da mezzi non pesanti. Avere a bordo una videocamera con cui dimostrare ciò che è successo, tramite le immagini della dinamica del fatto, è in primo luogo una forma di tutela per gli autisti. Non si tratta di uno strumento di controllo ma, al contrario, di una garanzia per i driver. La videocamera, per esempio, consente di scongiurare fenomeni come incidenti denunciati ma non realmente causati dagli autisti e di fornire una dimostrazione della loro innocenza. Anche le compagnie assicurative si stanno muovendo in tal senso e un cliente che ha installato a bordo questo sistema può avviare una trattativa per ridurre il premio assicurativo, avendo la certezza che è tutto tracciato. I dati, infatti, finiscono nel nostro cloud e, dal momento che siamo certificati ISO 27001:2013 (la norma internazionale che definisce i requisiti per un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni), sono validi anche in sede legale».  

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti

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