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Nuove regole per i benefici contributivi: i maggiori rischi per le aziende di autotrasporto

Il Ministero del Lavoro ha definito l'elenco delle violazioni che fanno perdere agevolazioni contributive e normative. Per il settore del trasporto il provvedimento assume un peso particolare: dall'orario di lavoro alla sicurezza, dal lavoro irregolare alla patente a crediti, gli errori possono tradursi nella perdita di incentivi anche per due anni

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Dal DURC regolare in poi, le imprese hanno sempre saputo che il rispetto delle regole sul lavoro rappresenta una condizione indispensabile per accedere a sgravi e agevolazioni contributive. Da oggi, però, il quadro è molto più preciso. Con il Decreto del Ministero del Lavoro 22 giugno 2026, n. 78, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 dell’8 luglio 2026, viene infatti definito l’elenco delle violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e sicurezza che comportano la perdita dei benefici normativi e contributivi. Un provvedimento atteso perché dà finalmente attuazione a quanto previsto dal cosiddetto Decreto PNRR quater, individuando con precisione quali illeciti producono l’esclusione e per quanto tempo.

Per un’impresa di autotrasporto e logistica non si tratta di una novità puramente formale. Molte delle fattispecie indicate dal decreto riguardano infatti aspetti quotidiani della gestione aziendale: organizzazione dei turni, salute e sicurezza, corrette assunzioni, gestione degli appalti e dei cantieri logistici.

Non basta una contestazione: serve un accertamento definitivo

Il primo elemento da chiarire è che la perdita dei benefici non scatta automaticamente al momento dell’ispezione. Il decreto stabilisce infatti che assumono rilevanza solo le violazioni definitivamente accertate. Inoltre, quando un procedimento penale si estingue attraverso l’adempimento della prescrizione obbligatoria prevista dalla normativa, quella violazione non produce effetti sull’accesso alle agevolazioni.

Restano invece immutati tutti gli altri requisiti già previsti dalla normativa, come il possesso di un DURC regolare e il rispetto dei contratti collettivi applicabili.

Come il provvedimento interessa l’autotrasporto

Il trasporto merci è uno dei comparti maggiormente esposti ai controlli ispettivi. Le aziende operano con personale distribuito sul territorio, orari complessi, numerosi obblighi documentali e una normativa sulla sicurezza particolarmente articolata.

Per questo motivo diverse violazioni inserite nell’Allegato A del decreto riguardano situazioni che possono concretamente verificarsi anche in una normale attività di trasporto o logistica. Le conseguenze economiche possono essere rilevanti, soprattutto per imprese che fanno ricorso ad agevolazioni contributive per nuove assunzioni, incentivi occupazionali o altri strumenti di sostegno previsti dalla legislazione.

Le violazioni più pesanti: fino a 24 mesi senza benefici

Il decreto prevede una durata dell’esclusione proporzionata alla gravità dell’illecito.

Il periodo massimo, pari a 24 mesi, riguarda reati particolarmente gravi come:

  • rimozione od omissione dolosa delle misure antinfortunistiche;
  • omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro;
  • intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato).

Sono fattispecie che, pur essendo statisticamente limitate, rappresentano il livello più elevato della responsabilità datoriale.

Sicurezza sul lavoro: il vero punto critico

Per il mondo della logistica il cuore del provvedimento è probabilmente rappresentato dalle violazioni in materia di salute e sicurezza.

L’esclusione dai benefici può arrivare a 12 mesi per numerose inosservanze del Testo Unico sulla Sicurezza, tra cui:

  • mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
  • omissione delle nomine delle figure della prevenzione;
  • irregolarità relative ad attrezzature e luoghi di lavoro;
  • carenze nella segnaletica di sicurezza;
  • esposizione dei lavoratori ad agenti fisici, biologici o atmosfere esplosive senza il rispetto delle prescrizioni previste.

Per una società di autotrasporto questo significa che la sicurezza non riguarda più soltanto il rischio di sanzioni amministrative o penali, ma può incidere direttamente sulla possibilità di beneficiare degli incentivi contributivi.

Attenzione anche all’orario di lavoro

Tra gli aspetti che interessano più da vicino il settore compare anche la disciplina dell’orario di lavoro. Il decreto prevede tre mesi di esclusione in caso di mancata concessione del riposo giornaliero di 11 ore consecutive o del riposo settimanale di 24 ore, quando la violazione riguarda almeno il 20% della manodopera regolarmente impiegata.

Per il trasporto merci il tema è particolarmente delicato. È vero che gli autisti sono soggetti al Regolamento (CE) 561/2006 sui tempi di guida e di riposo, ma restano comunque applicabili anche le disposizioni nazionali sull’organizzazione dell’orario di lavoro contenute nel D.Lgs. 66/2003 e nel D.Lgs. 234/2007. Una gestione non corretta dei turni del personale, soprattutto nelle attività di magazzino o nei servizi non soggetti alla disciplina del cronotachigrafo, può quindi avere conseguenze anche sul piano degli incentivi.

Lavoro irregolare e personale straniero

Il decreto interviene anche su due aspetti che il settore conosce bene. L’impiego di lavoratori subordinati senza la preventiva comunicazione di assunzione comporta sei mesi di esclusione dai benefici. Sale invece a otto mesi l’esclusione in caso di impiego di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno o con permesso scaduto, revocato o annullato. Si tratta di fattispecie che assumono particolare rilievo in una filiera dove è frequente il ricorso a personale proveniente da Paesi extra UE.

Un cambio di prospettiva

Il decreto introduce un principio destinato a incidere sulla gestione aziendale: il rispetto della normativa sul lavoro non è più soltanto un obbligo da osservare per evitare sanzioni, ma diventa una condizione economica per mantenere l’accesso alle agevolazioni pubbliche.

Da qui la necessità per le imprese dell’autotrasporto ciò significa che investire in compliance, formazione, organizzazione dell’orario di lavoro e sicurezza assume un valore ancora più strategico.

In un mercato caratterizzato da margini sempre più ridotti e da una crescente competizione sul costo del lavoro, il rispetto delle regole diventa così anche un fattore di competitività.

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