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Autovelox, fine del caos. In Gazzetta il decreto atteso da 34 anni

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti fa chiarezza nell’intrigata questione dell’omologazione dei dispositivi: da spegnere quelli autorizzati prima di giugno 2017, ancora validi quelli approvati successivamente. In calo i proventi delle multe, ma in 5 anni è di oltre 306 milioni il tesoretto messo insieme dalle città italiane: Firenze in testa per ammontare complessivo delle multe. A sorpresa Potenza al secondo posto per entrate per cittadino

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È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto atteso da 34 anni che mette ordine nell’intricata questione dell’omologazione degli autovelox. Il provvedimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rende operative le nuove norme che fissano “la disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità”. In altre parole, spengono 850 dispositivi non più considerati idonei rispetto alla nuova regolamentazione che per tornare operativi dovranno ottenere una nuova omologazione, mentre quelli regolarmente in funzione, in possesso dei requisiti stabiliti dalla nuova norma, sono 3.150. In particolare, quelli che hanno avuto l’approvazione tecnica (ma non l’omologazione) prima di giugno 2017 il decreto prevede procedure di verifica della documentazione, o test tecnici e tarature, per verificarne l’idoneità e omologarli. Mentre per quelli approvati dal ministero dopo giugno del 2017, invece, il decreto prevede l’omologazione automatica.

Regole chiare e stop ai ricorsi

Il provvedimento dispone le procedure di omologazione dei dispositivi che mancavano da 34 anni, durante i quali gli autovelox hanno ricevuto solo una formale approvazione tecnica con un iter che ha dato il via a una consistente mole di ricorsi, stop and go delle accensioni e un lungo periodo di confusione normativa durante il quale la validità delle multe è stata messa in discussione da molte sentenze per i casi in cui la velocità è stata rilevata da strumenti privi di una omologazione del ministero. In particolare, una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati. Queste regole forniscono “solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti” sgombrando il campo dalle incertezze. “Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale”, ha commentato il ministro Matteo Salvini.

Un tesoretto per le città: Firenze in testa

Lo scorso anno le multe tramite autovelox sono diminuite dell’8,9% rispetto all’anno precedente, con un incasso dei Comuni di 56,5 milioni. Secondo il Codacons, nelle principali 21 città italiane, gli autovelox hanno garantito alle casse dei Comuni proventi per 306,5 milioni di euro negli ultimi 5 anni, rappresentando “un vero e proprio tesoretto per le amministrazioni locali”. Con incassi pari a 86,1 milioni di euro, Firenze si piazza in testa alla classifica delle città con i maggiori proventi nel periodo 2021-2025, staccando nettamente Milano, al secondo posto con 52,1 milioni di euro. Al terzo posto Genova con circa 30 milioni di euro, seguita a stretta distanza da Bologna (29,9 milioni), mentre Roma si ferma a 25,4 milioni di euro. Tra le città che nel periodo in esame hanno utilizzato gli autovelox sul territorio comunale, in ultima posizione si piazza Aosta, con entrate per soli 4.514 euro e solo nel 2021, mentre Napoli ha incassato in 5 anni appena 59.713 euro.

Il Codacons ha poi calcolato l’importo medio delle sanzioni da autovelox in rapporto alla popolazione residente nelle varie città: anche in questo caso Firenze si piazza in testa alla classifica, con multe in media per 235,5 euro pro-capite, ma la vera sorpresa è Potenza, con entrate per 224 euro a cittadino residente. In ultima posizione Napoli, con sanzioni per appena 0,06 euro pro-capite, 0,13 euro Aosta, circa 4 euro Bolzano e Pescara.

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