A distanza di sette anni dalla chiusura del primo procedimento che aveva portato l’azienda fuori dall’amministrazione giudiziaria con il riconoscimento di un rilevante percorso di compliance, il ramo italiano di Ceva Logistics torna al centro di un’indagine della Procura di Milano.
Il pubblico ministero Paolo Storari – già titolare del fascicolo del 2019 – insieme alla collega Daniela Bartolucci, ha disposto un sequestro preventivo da 24,6 milioni di euro finalizzato alla confisca, nell’ambito di un’inchiesta per dichiarazione fiscale fraudolenta. Risultano indagati l’amministratore delegato Christophe Boustouller, due manager e la società ai sensi del D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Ceva Logistics è il terminale italiano del gruppo logistico internazionale controllato da CMA CGM, tra i principali operatori mondiali nel trasporto container, e dal 2022 sponsor di Scuderia Ferrari in Formula 1.
L’ipotesi accusatoria
Secondo Procura, Guardia di Finanza (Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria) e Agenzia delle Entrate, tra il 2020 e il 2024 la società avrebbe fatto ampio ricorso all’esternalizzazione di attività di logistica, movimentazione merci e facchinaggio attraverso una rete di subappalti ritenuti fittizi.
Il meccanismo contestato consisterebbe in una catena di contratti formalmente qualificati come appalti di servizi ma, nella sostanza, configurabili – secondo gli inquirenti – come somministrazione irregolare di manodopera. I fornitori coinvolti sarebbero stati, in diversi casi, società prive di adeguata struttura organizzativa e finanziaria, spesso di breve durata e rappresentate da prestanome.
In base alla ricostruzione investigativa, tali soggetti avrebbero omesso il versamento dell’Iva e di gran parte delle imposte dirette, potendo così offrire servizi a prezzi fortemente competitivi. Il vantaggio economico si sarebbe riflesso anche sul committente, che avrebbe beneficiato di maggiore flessibilità operativa e della detrazione dell’Iva relativa a fatture considerate indebite, trattandosi – sempre secondo l’ipotesi accusatoria – di costi riconducibili a esclusiva manodopera.
Il precedente del 2019
Nel 2019 Ceva Logistics Italia era stata sottoposta ad amministrazione giudiziaria nell’ambito delle prime indagini milanesi sul sistema dei cosiddetti «serbatoi di manodopera» nella logistica. All’epoca, il Tribunale di Milano aveva riconosciuto un significativo sforzo di adeguamento organizzativo e collaborazione, tanto da indicare la società come esempio di riorganizzazione in un comparto caratterizzato da diffuse irregolarità.
L’attuale iniziativa della Procura rappresenta quindi una verifica sulla tenuta nel tempo di quei percorsi di bonifica e compliance.
Impatti economici e di sistema
Il sequestro da 24,6 milioni di euro è parametrato, secondo l’accusa, ai presunti vantaggi economici, fiscali e organizzativi derivanti dal sistema contestato.
Negli atti vengono richiamati anche i risultati complessivi delle indagini analoghe condotte dalla Procura di Milano nel settore logistico: 37 procedimenti avrebbero portato alla stabilizzazione di 54.229 lavoratori, al versamento di oltre 1 miliardo di euro all’Erario e al recupero di 116 milioni di euro di contributi previdenziali da parte dell’Inps.
Per il comparto, la vicenda riaccende l’attenzione sui modelli di gestione degli appalti di manodopera, sulla responsabilità solidale lungo la filiera e sulla necessità di strutture di controllo interne capaci di presidiare efficacemente il rischio fiscale e 231 nelle esternalizzazioni operative.


